Yahoo per il tuo fund raising
Scritto il 27 dicembre 2006 da Francesco · 2 Commenti

Cosa c’è di meglio per promuovere la tua associazione che essere inseriti in una pagina dedicata sul sito di Yahoo, uno dei principali motori di ricerca del mondo?
Da oggi questo è possibile in quanto Yahoo Italia dà la possibilità ad organizzazioni umanitarie (rigorosamente selezionate) di promuovere il loro impegno e le loro iniziative.
Questo servizio si va ad aggiungere ad iniziative simili di promozione già lanciate da Google.org, Networkforgood.org, Firstgiving.com ed in Italia dal nostro sito Fundraising.it.
E’ infatti possibile inviarci la tua storia riguardante la tua raccolta fondi, con gli aneddoti, le modalità con cui l’hai realizzata insieme ad altri colleghi e/o volontari. Se sei interessato a capire come clicca qui. Potrai così promuovere gratuitamente il tuo lavoro e la tua organizzazione nonprofit su Fundraising.it – Portale Italiano della Raccolta Fondi. Attendiamo la tua storia!!
Febbre di fund raising
Scritto il 20 dicembre 2006 da Francesco · Lascia un Commento
Con l’arrivo di un nuovo anno è sempre bene darsi nuovi obiettivi specialmente per quanto riguarda la RACCOLTA ANNUALE, cioè la base per costruire una raccolta fondi solida.
I tre obiettivi della tua raccolta annuale nel 2007 potrebbero essere:
- trovare nuovi donatori
- stabilire e mantenere un costo massimo per ogni euro raccolta
- minimizzare l’intrusione nella vita del donatore
Spesso però molte organizzazioni nonprofit (ma speriamo non la tua) invadono i donatori di richieste di donazione (a volte alcune di quelle organizzazioni nonprofit che fanno direct mail ne mandano anche una al mese) senza considerare il rapporto costo-efficienza ed efficacia delle iniziative. In pratica non è contattando tutti che si otterranno più donatozioni, ma pensando in un’ottica strategica. Cosa vuol dire? Continua a leggere
Una strategia definita
Individua prima di tutto i donatori che sono più fedeli alla tua organizzazione: come trovarli? Solitamente sono quelli che donano all’organizzazione da 3-5 anni oppure che hanno risposto al 60% delle richieste di fondi dellìorganizzazione nonprofit.
Questi donatori possono essere contattati per richiedere una donazione più grande oppure per fare delle donazioni pianificate, ma ATTENZIONE! non devi contattarli ogni anno per chiedere 10 o 20 € in più mandandogli l’ennesima lettera di richiesta fondi.
Forse è il tempo di considerare un rapporto diretto con il donatore, una telefonata, un incontro per passare ad uno stadio successivo nella donazione che miri a costruire una relazione, più che a spremere al donatore anche una piccola donazione di €20-25.
Quando contattare i donatori?
Se la tua onp ha un database (speriamo di si altrimenti come fai a fare bene la raccolta fondi?) identifica chi dona con costanza alla onp (almeno 3 volte negli ultimi 5 anni) e quando dona (se nello stesso mese o periodo). Quando hai in mano questi dati sai quando contattare il tuo donatore ovvero nel periodo che già lui ti indica nel suo trend di donazioni.
Anche qui alcuni consigli veloci:
- 1. Contatta il donatore in occasione di anniversari: contattalo solo in quei periodi ed utilizza i restanti mailing o newsletter per dare notizie sulla onp, sui progetti o anche semplicemente per ringraziare.
2. Identifica nel tuo database la fedeltà del donatore: fallo indipendentemente dall’ammontare delle donazioni fatte, può essere “fedele” sia chi dona €1.000 che chi ne dona €25
3. Non chiedere sempre una donazione: il donatore non deve essere considerato un “bancomat” a cui chiedere periodicamente un sostegno. L’imperativo è dunque e sempre costruire una relazione.
Pimp my Yak – Save the Children su Second Life
Scritto il 15 dicembre 2006 da Alberto · 3 Commenti

Save the Children, organizzazione nonprofit per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, ha trovato un metodo veramente innovativo per raccogliere fondi.
L’ente infatti, seguendo la strada tracciata da alcuni enti caritatevoli americani che hanno recentemente tratto vantaggio dal boom dell’economia virtuale di Second Life, è stata la prima organizzazione inglese a creare un proprio business in questo gioco on line che sta facendo letteralmente impazzire tutto il mondo. L’ente ha così aperto un “Ranch di Yak” nel mondo 3D dove gli abitanti del gioco possono comprare il proprio yak virtuale. Il costo di ogni yak è di 1,000 Dollari Linden (la moneta vigente su Second Life), che saranno poi cambiati per US$3.50 da destinare alla tabella dei range della fondazione.
I proprietari di Yak, secondo uno schema simile al famoso programma di MTV “Pimp my ride”, dovranno imparare a mungere, cavalcare e realizzare maglioni di lana per personalizzare i loro yak domestici che, dopo due settimane, dovranno essere riportati al ranch per essere mostrati e partecipare a un asta che assegnerà al vincitore un intervista sul magazine virtuale di Second Life.
Il nonprofit che sponsorizza
Scritto il 13 dicembre 2006 da Francesco · 7 Commenti
Chi è appassionato di calcio, avrà certamente notato che la famosa squadra di calcio FC Barcelona, una delle più conosciute al mondo, quest’anno mostra sulle sue maglie il marchio dell’Unicef. Da notare che il Barcelona nel corso della sua storia non ha mai avuto uno sponsor sulla sua maglietta e, proprio nella passata stagione, aveva rinunciato a ben 100 milioni di euro offerti da un’azienda commerciale pur di lasciare intatta la sua “camiseta”!
Oltre a constatare che per la prima volta nella storia è stato il nonprofit a fare da sponsor c’è da aggiungere che è stato il Barcellona, nella persona del suo presidente Joan Laporta, a versare fondi nelle casse dell’Unicef, ribaltando così ben due volte le regole della sponsorship! L’impatto mediatico è stato senza precedenti!
Gli errori nel fund raising
Scritto il 1 dicembre 2006 da Francesco · 3 Commenti
L’ultima campagna di raccolta fondi che hai fatto non è andata bene, perchè? Forse non hai programmato bene fin dall’inizio, forse l’idee e gli strumenti che avevi non erano sufficienti?
Ecco le decisioni che forse era meglio non prendere:
1 – Siamo arrivati fino a qui… - Se la campagna già andava male avete deciso di continuare giustificandovi che soldi, tempo e risorse erano già stati spesi
2 – Io, io, io – Se sei il fundraiser cerca di pensare con la mente del donatore, se sapesse come sta andando la campagna di raccolta fondi, andresti avanti?
3 – Cerchi la prova che ti dia ragione – Qualche cosa non funzionava ma sei andato avanti cercando comunque qualche cosa a cui attaccarti per far andare avanti la raccolta fondi
Approfondisci
Come capire il donatore e come parlarci
Scritto il 1 dicembre 2006 da Francesco · 2 Commenti
Se c’è un segreto nel fund raising forse è quello di riuscire ad entrare nella testa del donatore: ma per riuscire è necessario parlare al donatore dei suoi desideri, bisogni, aspirazioni anche a livello di donazioni (chi vuoi aiutare? come vuoi aiutarlo? quando?).
Spesso però si parte in modo sbagliato ovvero si costruisce il caso e si dice “Abbiamo delle necessità urgenti = abbiamo bisogno di voi donatori” invece il giusto approccio sarebbe “Possiamo aiutarvi se avete il desiderio di donare”. In questo modo il donatore si sente “preso in considerazione”, capito, compreso dall’organizzazione nonprofit.
Si dice che si spenda l’80% del tempo nel raccontare la storia dell’organizzazione ed il 20% nel raccontare/ascoltare quella de donatore.
Forse è giunto il tempo di invertire questa percentuale e per avere successo nel fund raising è necessario per l’80% del tempo focalizzarsi sul donatore e per il 20% nel raccontargli la tua storia.







