Chi c’è dietro un sito? Intervista al webmaster di Greenpeace Italia
Scritto il 27 marzo 2007 da Francesco · 1 Commento
Da dove parte l’idea del sito di Greenpeace, ovvero è una scelta italiana o fa parte di una più ampia strategia a livello internazionale di Greenpeace che sembra essere una delle poche organizzazioni a credere nel fund raising o comunque nella comunicazione via internet?
Marcello Colacino: Greenpeace ha sempre creduto molto nella tecnologia e ha sempre cercato di sperimentare soluzioni innovative: già nel 1986, ad esempio, Greenpeace usava un sistema di posta elettronica per condividere documenti a distanza, mentre la presenza della nostra organizzazione sul web risale al 1992. La realizzazione del sito italiano si inserisce quindi in una strategia più complessiva di investimento sui nuovi media e sul web. Greenpeace è stata tra le prime ong internazionali a proporre un sistema coerente e integrato di comunicazione in rete, realizzando un Content Management System per la gestione dei contenuti web. Dalla fine del 2005, anche www.greenpeace.it fa parte di Planet.
Siete gli unici, a quanto stiamo osservando, ad avere attivato un coinvolgimento dei volontari online, cioè i cyberattivisti. Cosa fanno i cyber attivisti realmente? L’esperienza di un volontariato online è positiva? Si tramuta anche in volontariato off-line (quello classico per capirci)?
I cyberattivisti sono web user sensibili alle tematiche ambientali e vicini alla posizioni di Greenpeace. Il concetto che sta alla base del cyberattivismo è molto semplice: ci sono tanti modi per far parte di Greenpeace; non è necessario arrampicarsi, incatenarsi o sfrecciare a bordo dei nostri gommoni per far parte del gruppo ed entrare in azione. Anche solo con pochi clic del mouse si può dare il proprio contributo. In concreto, i cyberattivisti firmano petizioni on line, inviano email di protesta, ci aiutano a diffondere i nostri contenuti in rete. Ci sono ovviamente delle sovrapposizioni tra volontariato online e offline: molti dei volontari che fanno parte dei gruppi locali sono anche cyberattivisti e, sempre di più, si cerca di fare in modo che il cyberattivista si attivi anche nella vita reale, ad esempio stampando e distribuendo volantini. Esiste, inoltre, un’interessante correlazione tra volontariato online e raccolta fondi: i cyberattivisti sono un bacino molto interessante di potenziali sostenitori. Approfondisci
Avete fame di fund raising 2.0?
Scritto il 20 marzo 2007 da Alberto · Lascia un Commento

La TechSoup, organizzazione che fornisce assistenza sulle nuove tecnologie alle organizzazioni nonprofit, sta tentando di creare uno spazio per la promozione e il coordinamento delle attività delle organizzazioni nonprofit che vogliono essere presenti su Second Life, il mondo/gioco virtuale che, oltre a una sorta di “vita parallela”, sta sviluppando anche una opportunità di economia parallela, compreso il fund raising.
Il conio del gioco, i cosiddetti dollari Linden, infatti hanno un loro cambio ufficiale permettendo così a chi sviluppa attività su questa piattaforma virtuale di conseguire guadagni reali: naturalmente le organizzazioni nonprofit non sono state a guardare e hanno escogitato modi per fare raccolta fondi oltre a promuovere la propria mission (alcuni esempi qui).
Sul blog creato appositamente per sviluppare questa iniziativa (vedi qui), il responsabile incaricato descrive quindi cosa è stato e cosa sarà fatto per sviluppare questa sorta di organo di coordinamento virtuale.
Eccovi l’intervista tradotta (è lunga ma ne vale la pena)…
Dai il via al 5×1000 con un video
Scritto il 16 marzo 2007 da Francesco · 4 Commenti
Finalmente un bell’esempio di comunicazione per il nonprofit, una comunicazione allegra che fa dimenticare tuttò ciò che si lega mentalmente al cinque per mille (dichiarazione dei redditi, tasse da pagare, commercialista). L’idea è venuta a quelli di Sos Italia. Però noi della redazione di Fund Raising Magazine non vogliamo togliere le parole al video. Guarda il video e diffondi anche tu nella rete le tue idee, la mission e la buona causa per la raccolta fondi. (e se vuoi caricare video sulla rete utilizza Youtube oppure guarda anche questo sito Karmatube)
Widget: fai fund raising on line
Scritto il 6 marzo 2007 da Alberto · 5 Commenti
Da tempo on line si stanno diffondendo vari strumenti che hanno come principio base la creazione di contenuti fatta dagli utenti, dando vita a una nuova fase che alcuni definiscono web 2.0.
Fra questi strumenti ve ne vogliamo segnalare uno che, nell’ambito della raccolta fondi, potrebbe diventare davvero innovativo: i widget.
I Widget, senza entrare troppo nei dettagli tecnici, sono delle icone web personalizzabili con contenuti presi da altri siti web velocemente applicabili a quasi tutte le piattaforme (siti/blog) per promuovere una qualsiasi iniziativa. Data la flessibilità di questo strumento promozionale, alcune organizzazioni hanno intravisto la possibilità di utilizzarlo per raccogliere fondi.
Fra le varie iniziative a riguardo segnaliamo:
I widget possono essere inseriti nel proprio sito o nel proprio blog. Ad esempio quello creato da Chipin è inseribile dentro Myspace, dentro i blog creati con Typepad, con Blogger, con Wordpress (ma solo wordpress.org, per quelli su wordpress.com bisognerà aspettare).
Vuoi qualche esempio pratico e concreto? Eccoli:
Un esempio da Firstgiving
Widget delle celebrità di Network for good
I widget, come ad esempio quello di Network for good, sono ancora in una fase di implementazione. Si stanno testando la sicurezza della donazione online e la non copiabilità del widget da parte di utenti malitenzionati.
Vuoi utilizzare subito il widget? Vuoi capire come implementarlo nella raccolta fondi della tua organizzazione nonprofit? Leggi questo case study molto, molto interessante.
(Foto di Dan e Cambogia4kidsorg sotto licenza Creative Commons)







