Come trovare un fundraiser
Scritto il 29 giugno 2007 da Francesco · 1 Commento
Ci viene chiesto spesso dove e come trovare dei fundraiser: ci sono vari siti (vedi Nonprofitlavoro.it) che danno la possibilità di trovare potenziali candidati, però ci sono alcuni consigli da seguire in quanto assumere un fundraiser spesso è visto solamente come un costo mentre l’ottica è quello dell’investimento.
Investire sul fundraising e su una persona che faccia fundraising è importante ma devono essere seguiti alcuni criteri base: ricordandosi che spesso il fundraiser deve “piacere” non solo al team o alle persone che si occupano di raccolta fondi, ma anche al consiglio di amministrazione o ai soci storici dell’organizzazione. Questo vale spesso anche per assumere un consulente.
- Fare una descrizione precisa del lavoro che dovrà essere fatto: quali i compiti che dovranno essere svolti, le responsabilità, il portafoglio di donatori da seguire (esempio se il candidato dovrà essere responsabile della raccolta fondi dai grandi donatori)
- Pensa se puoi fornire formazione alla persona che stai assumendo: se non c’è chi lo può fare o non è sufficientemente esperto allora ti conviene assumere chi ha già un livello di formazione (es: Master, Corsi di formazione) e di esperienza di un certo livello. Altrimenti rischi, se il tuo staff è già ridotto di numero, di non riuscire a creare un ufficio efficiente.
- Se non stai cercando un direttore della raccolta fondi ma un fundraiser da inserire in un team non cercare una persona ultraqualificata che casomai ha aspettative eccessive rispetto al lavoro e all’organizzazione nonprofit con il rischio di annoiarso o non trovarsi bene
- Non credere alla storia del fundraiser che conosce tutti gli imprenditori o i filantropi della zona: assumi invece chi conosce la tua comunità locale, chi vedi che ha capacità personali di comunicazione, chi si tiene aggiornato sulle novità economico e finanziarie locali e nazionali (in modo così da informarsi sui potenziali grandi donatori da contattare)
- Ultimo ma non meno importante, anzi…. Assumi chi ha una passione per la causa della tua organizzazione, per il modo con cui lavora l’organizzazione. Il peggior fundraiser è chi non è motivato per la causa dell’associazione
Che bel panorama!
Scritto il 28 giugno 2007 da Francesco · Lascia un Commento
Questo sito può esserti veramente utile, si tratta di Panoramio.
Cosa fa? Pensa se tu riuscissi a scattare una foto ai tuoi volontari, oppure se vuoi che i tuoi donatori facciano delle foto che poi inviano alla tua organizzazione: magari se la tua è una organizzazione che si batte a difesa dell’ambiente gli fai fare foto sul terrritorio circostante e poi le pubblichi con Panoramio e fai vedere quello che non va (magari gli ecomostri d’Italia, un bel Panoramio sugli ecomostri servirebbe forse no?).
Perchè è utile? Perchè ti permette di far vedere con Google Earth una zona specifica della tua nazione, città o del mondo e su quella zona ci puoi “attaccare” delle foto.
Guarda cosa hanno fatto per il Sidney Opera House, potrebbe essere fatto per tanti musei italiani, per chi lavora nella promozione del territorio, dell’ambiente e della cultura del nostro Paese. (l’idea è piaciuta anche a quelli di Google che Panoramio se lo sono comprati! Se crei anche tu un Panoramio per il nonprofit mandacelo che pubblichiamo la notizia sul portale della raccolta fondi italiana).
Attaccati al video
Scritto il 27 giugno 2007 da Francesco · 5 Commenti
Ma perchè video? Per raccontare una storia a puntate. Guarda cosa ha fatto SOS Italia, ha raccontato una storia dei suoi progetti a puntate.
Ma quali sono gli strumenti per editare con semplicità e gratuitamente i video?
Editare video online è sempre più facile, ecco alcuni servizi (fonte Read/write web):
- Youtube remixer
- Jumpcut
- Eyespot
- Movie Masher
- Cuts (per tagliare pezzi di video e remixarli)
- Mojiti (per aggiungere titoli e traduzioni ai video)
- Vidavee Graffiti (per aggiungere vari effetti ai video di Youtube)
- Muveemix (per inserire video, foto e musica insieme e postare tutto nel blog)
Falli parlare!
Scritto il 20 giugno 2007 da Francesco · 2 Commenti
Cosa ne dite se invece di un solito video, fate parlare per una volta anche chi svolge direttamente le attività di assistenza di una organizzazione nonprofit?
Terre des Hommes Italia lo ha fatto in modo completo, aprendo un blog (avevamo già parlato di blog per il nonprofit su fundraising.it proponendo di andare a vedere questo esempio pioneristico www.occhiperlafrica.org) e iniziando a caricare immagini e video, anche attraverso un canale di video aperto su Youtube (come il nostro ad esempio…Youtube è da pochi giorni anche in lingua italiana)Una strategia integrata dunque, non solo video dei progetti, ma anche di chi fa questi progetti, di chi lavora sul campo. Cosa ne pensi se oltre ai cooperanti delle organizzazioni non governative si iniziasse a far parlare un po’ più chi è a contatto con il beneficiario della donazione: dunque largo a video di medici che assistono malati terminali, operatori sociali che lavorano in strutture di recupero, sacerdoti nelle missioni e magari anche i fundraiser. Buona visione!!! [Foto di Mark Larson su licenza creative commons]
Come sbrogliare la matassa? Le lamentele dei donatori
Scritto il 13 giugno 2007 da Francesco · Lascia un Commento
Ti sarà capitato che qualche donatore si sia lamentato di come sono stati utilizzati i suoi soldi che ha donato? Sicuramente è capitato prima o poi in tutte le organizzazioni nonprofit. L’importante è saper rispondere bene, vediamo come
- Devi sapere sempre se le cose che gli dici sono effettivamente la verità: chi parla con i donatori (segretarie, call-center, fundraiser) a volte non è messo al corrente di tutte le novità dell’organizzazione. Chi è a contatto con i donatori deve essere il primo a credere e capire cosa stia svolgendo l’organizzazione, anche come iniziative di marketing e fund raising
- Ricorda che raccogliere fondi suscita sempre delle reazioni positive ma anche negative. Se le lettere che invia l’organizzazione sono noiose, ripetitive sicuramente non susciteranno nessuna reazione. Dunque: una lamentela può anche essere segno che qualche cosa si muove
- Guarda chi ti fa la lamentela: è un donatore fedele da tanto tempo all’organizzazione? Allora sarà bene ascoltarlo e capire cosa ti sta consigliando oltre a soddisfare la sua richiesta.
- Ringrazia: non si ringrazia solo perchè è stata fatta una donazione ma anche per una lamentela in quanto le persone quando la fanno utilizzano del loro tempo per la tua organizzazione (è ome se fossero dei volontari!)
Alcune tipiche lamentele Approfondisci
Se Ripple fosse per tutti…
Scritto il 13 giugno 2007 da Francesco · 2 Commenti
Molto interessante (grazie Nicole per la segnlazione!) la novità portata da un motore di ricerca Ripple che, per ogni click sui siti degli sponsor che vengono segnalati, destina da 1 a 20 centesimi ad una delle seguenti organizzazioni nonprofit: Oxfam, Oaktree per la protezione degli ambienti rurali, Wateraid, impegnata nella gestione dell’emergenza acqua, e Grameenbank, specializzata nel microcredito.
Chissà se un progetto così nascerà anche in Italia?
Intanto dacci una occhiata e se ti piace inizia ad utilizzarlo, donerai comunque per progetti di importanti organizzazioni nonprofit di cui ti invitiamo a visitare i siti per conoscerle meglio.
Goditi la Guida alla raccolta fondi attraverso i widget
Scritto il 4 giugno 2007 da Francesco · 5 Commenti
Fundraising.it fa un viaggio nel futuro e pubblica la Guida italiana alla raccolta fondi attraverso i widget. L’autrice è Beth Kanter che ringraziamo per il permesso accordato di tradurre la guida che si può trovare in inglese qui. La traduzione è a cura di Matteo Paolini e Francesco Santini.
Vuoi la guida? Scarica subito la Guida Italiana alla raccolta fondi attraverso i widget
Hai occhi per l’Africa?
Scritto il 4 giugno 2007 da Francesco · 1 Commento
I: Come è nata l’idea di creare un sito sul lavoro del Dott. Battocletti in Etiopia e Tanzania?
R: Siamo partiti dall’idea di creare un canale che desse continuità all’esperienza di missione del Dott. Battocletti. Volevamo dare una voce alla sua esperienza e con i mezzi tecnologici di oggi è possibile. Solo tre anni fa avere un collegamento via email come ora era impensabile, si sarebbe dovuto fare tutto via telefono.
I: Ma come funziona il vostro sito? E’ il Dott. Battocletti che lo aggiorna?
R: Battocletti è colui che realizza testi e foto di quello che leggete su www.occhiperlafrica.org, lavoriamo via email e lui mi invia testi e foto da inserire. Naturalmente io faccio il lavoro di selezione delle foto (che sono tante) e di caricamento del materiale sul sito. In pratica Battocletti fa da redazione e io metto il materiale online.
I: Qual’è il vero scopo del vostro sito?
R: Tutto parte dalla forte conoscenze delle attività del Dott. Battocletti in alcune zone del Trentino e del Veneto. L’intento è quello di creare un canale di comunicazione fra i tanti sostenitori italiani della sua attività e il dott. Battocletti. In pratica ci siamo accorti con questo sito che la gente dona a persone vere che mostrano quello che fanno e non alla solita foto di un bambino denutrito.
E’ necessario poi dire che la figura di Battocletti è molto conosciuta in queste zone in quanto anni fa lasciò, proprio per andare in Africa, un posto di prestigio all’ospedale di Trento: la notizia ebbe molto risalto e dunque anche oggi, ogni volta che torna per 1-2 mesi di ferie in Italia è sempre chiamato a tenere conferenze.
Grazie al sito tutte queste iniziative possono essere comunicate ai donatori, i grandi donatori persino vogliono essere inseriti nel sito quando fanno una donazione.
I: Un po’ di numeri del vostro sito?
R: Mediamente abbiamo 150 contatti al giorno e riceviamo moltissime email. Grazie a questi contatti e alle email non riceviamo solamente donazioni ma anche tante richieste di giovani medici che vogliono venire a fare una esperienza di volontariato in Africa. Per selezionare tre medici volontari abbiamo ricevuto quasi 9000 email.
Ma il sito non è solo questo: basti pensare che a breve realizzeremo un altro progetto per dare in Internet la possibilità di acquistare batik realizzate da un gruppo di masai locali insieme alla moglie del dott. Battocletti. In questo modo riusciremo non solo ad intervenire nel campo medico ma forse anche in quello socio-economico.
I: Una sua opinione finale sulle potenzialità di internet come strumento di comunicazione?
R: in Africa tecnologia cellulare e banda larga sono diventati una moda per i giovani più abbienti e si caratterizzano come nuovo fenomeno sociale. In quest’ottica però si sono inseriti molti occidentali che usano internet sia a scopo di volontariato che di business incontrollato. Questo e’ il contesto, con il suo duplice aspetto, che ci ha consentito una comunicazione appunto impensabile fino ad alcuni anni fa. Abbiamo utilizzato la rete fuori da ogni condizionamento commerciale e i risultati ci hanno premiato. Io credo che le persone donano ad altre persone, non solo ad idee, progetti e fotografie. Noi con il sito www.occhiperlafrica.org cerchiamo di sostenere quello che già fa il Dott. Battocletti con il suo lavoro e credo che internet sia uno strumento utile per far crescere la comunicazione tra sostenitori e chi concretamente realizza i progetti delle organizzazioni nonprofit.
Il Prof. Marco Gius che ci ha rilasciato questa intervista svolge la sua attività a sostegno del dott. Battocletti come volontario. Nel 1984 fu il primo autore italiano a realizzare un libro con floppy disk integrato
Se vuoi leggere sapere come e perchè aprire un blog per la tua organizzazione nonprofit leggi questo articolo che abbiamo scritto per te
Foto grande di Javic sotto licenza Creative Commons / Foto piccola di Mailliw sotto licenza Creative Commons
La Francia generosa: intervista a André Hochberg
Scritto il 1 giugno 2007 da Francesco · Lascia un Commento
REDAZIONE: Nella realtà francese la cultura del dono è importante? I francesi hanno fiducia nelle organizzazioni nonprofit? E nelle Ong?
AH: Più di un francese su due si dichiara donatore. Questo ci permette di dire che la cultura del dono in Francia è relativamente importante (si è sviluppata specialmente nel corso degli ultimi 20 anni). Comparata però con i vicini paesi anglossassoni la cultura del dono francese è ancora marginale. I sociologi francesci spiegano questa differenza con il fatto che dopo la rivoluzione francese è stata costruito uno Stato sociale che si faceva carico delle persone in difficoltà e più in generale di tutte le questioni di interesse generale.
Infatti se si chiede ai francesi le ragioni del non dono una grande maggioranza risponde che lo Stato è colui che deve farsi carico delle persone in difficoltà.
Nel corso degli anni la società francese si è resa conto che lo Stato non si può fare totalmente carico di tutto e così la solidarietà e la generosità si sono piano piano sviluppate. Anzi, il numero di donatori, il totale delle donazioni è in crescita costante.
Questa generosità è fortemente legata alla fiducia che i francesi hanno nelle organizzazioni non governative (58% nel 2007, percentuale che aumenta in funzione della frequenza del dono: 75% dei donatori regolari hanno confidenza nelle ONG)
In sostanza, il dono non è insito nella tradizione francse, ma l’evoluzione della società francese hanno fatto si che la cultura del dono è incrementata nel corso di questi anni.
REDAZIONE: Quali sono le difficoltà che il vostro sindacato ha rilevato in Francia per promuovere una cultura del dono?
AH: Il governo francese ha sviluppato degli incentivi fiscali che sono molto interessanti per incentivare i donatori al dono. E’ stato stimato che la Francia è il paese europeo con i maggiori incentivi fiscali per il nonprofit. Sono però ancora poco utilizzati dalle imprese e dalle persone: ecco perchè associazioni come la nostra cercano di creare campagne di informazione per invogliare i francesi e le imprese a pensare ai vantaggi fiscali al momento del dono, in modo che l’incentivo non sia solamente a donare, ma ad aumentre la donazione.
Questo perchè le agevolazioni fiscali non devono essere a vantaggio solo delle persone, ma anche e soprattutto delle organizzazioni. Nel 2007 abbiamo posto l’accento sui lasciti, risorsa cruciale per associazioni e fondazioni, ancora sconosciuta al grande pubblico. Questa informazione passa grazie a testimonial che riescono a comunicare al grande pbblico e con la creazione di contatti con l’associazione di categoria dei notai.
REDAZIONE:Come organismo di difesa delle organizzazioni che fanno appello alla generosità dei donatori avete una vostra opinione sull’azione del governo nei confronti delle organizzazioni nonprofit e del fund raising in Francia?
AH: Il governo è piuttosto favorevole al settore delle organizzazioni nonprofit e alle donazioni. Come detto precedentemente il governo ha dato incentivi fiscali per incoraggiare i francesi e le imprese francesi a donare. Noi cerchiamo ora di far si che questi vantaggi siano mantenuti e che non sia adottata una logica rivendicativa.
Ci sono alcuni aspetti come l’IVA sul mailing e il costo di affrancature del mailing che ricopre un costo di quasi il 50% del mailing. Cerchiamo allo stesso modo di fare pressione sul governo perchè crei un meccanismo che garantisca l’informazione ai beneficiari dei contratti di assicurazione sulla vita, dispositivo che ora come ora non esiste.
Non è raro che onp citate nei contratti di assicurazione sulla vita non sono informate o lo sono solo in casi di indiscrezioni (si tenga conto che questo tipo di assicurazione in Francia è molto apprezzata, anzi una delle favorite dei francesi e molte onp sono nominate come beneficiarie. Costituisce dunque una fonte importante). Altro aspetto fondamentale è l’accountability, la rendicontazione.
Ogni donatore deve sapere esattamente come è stata utilizzata la sua donazione. Oggi ci sono delle problematiche rilevanti: i controlli sulle onp previsti dalla legge o i regolamenti previsti sono di volta in volta corretti dal legislatore senza tenere conto di quelli già esistenti: c’è un rischio di inflazione normativa, per questo che noi cerchiamo di far comprendere al governo e ai parlamentari che dei controlli ci sono già e che magari serve implementare ulteriormente questi.
REDAZIONE: A suo avviso, fra le donazioni dalle imprese e quelli dalle persone quali sono più importanti? In francia quale delle tue tipolgie è più importante?
AH: Le donazioni da persone sono più numerose anche come ammontare (3 miliardi dalle persone e 1 dalle imprese, fonte ADMICAL) e dunque sono quelle per ora più importanti.Fra i doni dalle imprese ci sono anche forniture di materiale che sono difficili da valorizzare in termini economici ma che spesso sono importasnti per creare e sostenere dei progetti.
REDAZIONE: Sono esistiti scandali in Francia di cattiva dgestione dei fondi, come in Italia negli anni ‘90 con la Missione Arcobaleno in Albania? Chi interviene? Lo Stato? Il sindacato?
AH:E’ passato molto tempo dallo scandalo ARC che ha provocato seri danni alle associazione perchè, per la prima volta, la loro onestà, in generale, è stata chiamata in causa – e specialmente per chi non donava. Questo scandalo ha influenzato negativamente il settore nonprofit per 15 anni.
Per evitare che non si ripetesse, ora ci sono maggiori controlli obbligatori: i revisori dei conti in ciascuna associazione, l’IGAS (l’Inspection générale de l’Action sociale), la Corte dei conti che dal 1991 ha competenze per controllare le onp che ricevon fondi dai privati, i controlli delle istituzioni pubbliche che fanno sovvenzioni. Oltre ai controlli volontari come quello del Comité de la Charte de déontologie,.
REDAZIONE: Pensa che in futuro sia necessario un sistema di incentivi fiscali al dono a livello europeo?
AH: Per ora no, non vedo l’interesse per una iniziativa a livello europeo. Una tale prospettiva dipende dall’esistenza di un settore nonprofit associato a livello europeo altrimenti questa prospettiva non deve ancora essere presa in considerazione.
André HOCHBERG è presidente di France générosités, vice presidente France bénévolat. E’ un riconosciuto esperto di comunicazione e marketing. E’ stato direttore della comunicazione per FNAC e dirigente di agenzie di comunicazione come Mc Cann Erickson e TBWA in Francia e negli Stati Uniti. Recentemente è stato direttore della comunicazione e raccolta fondi di Secours Populaire français e delegato generale di France Bénévolat di cui è anche fra i fondatori.
Oggi, a capo del sindacato che rappresenta presso il governo gli organismi che raccolgono fondi si occupa di comunicare con il grande pubblico e con il settore profit. France générosités associa 61 organizzazioni che rappresentano il 65% della raccolta gfondi in tutta la Francia.







