San Valentino del fundraising

Scritto il 24 gennaio 2008 da Francesco · 3 Commenti 

C’è chi fa fundraising anticipando San Valentino con un video…

Hai mai scritto una lettera di fundraising che va dritta al cuore?

Scritto il 23 gennaio 2008 da Francesco · Lascia un Commento 

Una delle parti chiave della lettera di raccolta fondi è: COSA SCRIVI SULLA BUSTA – COSA SCRIVI ALL’INIZIO DELLA LETTERA

L’inizio deve colpire, non con immagini oramai ripetitive (leggi questo appello di Beppe Cacopardo sul Blog di Valerio Melandri per capire di cosa parlo), ma con titoli, parole che stimolino l’attenzione.

Devi colpire l’attenzione, far si che chi legge metta da parte il giornale, il telecomando, spenga magari la radio e legga la lettera che la TUA organizzazione nonprofit ha inviato.
Attirare l’attenzione è fondamentale, il progetto dell’organizzazione nonprofit può anche essere il migliore in assoluto fra altri simili, ma se non viene comunicato, promosso, descritto bene nella lettera che accompagna o contiene la richiesta di fondi, non otterrà il successo che tu speri.

Come dunque attirare l’attenzione:
SULLA BUSTA

  • Indirizzo scritto di proprio pugno (se ad esempio è una lettera da inviare ad un potenziale donatore, non nel caso di )
  • Testimonial famoso o localmente conosciuto che firma la lettera o pone una sua immagine in chiara evidenza all’esterno della lettera
  • Inizia ponendo una domanda sulla busta e dando la risposta nel testo della lettera

NELLA LETTERA
Grande importanza ha la prima impressione che avrà il lettore aprendo la lettera. Ecco alcune modalità:

  • Puoi iniziare con una citazione, un dato ufficiale (”L’organizzazione mondiale della sanità dice che…”
  • Parla di un fatto grave, reale (”il 40% dei bambini non può andare a scuola a causa della crisi economica del paese e le famiglie sono le prime ad essere colpite. Non lasciare questi bambini senza speranza”)
  • Poni una domanda un po’ provocatoria ma che suggerisca al lettore che può agire: “Cosa faresti per ridurre il bullismo a scuola nella tua città o nella classe di tuo figlio?
  • Inizia raccontando una storia nel titolo della lettera, storia che continuerà nel resto del testo della lettera

Questi sono alcuni nostri consigli, ora tocca a te riempirli con la tua esperienza, con le tante lettere di richiesta fondi che magari hai inviato nell’organizzazione nonprofit per cui lavori o sei volontario, con la passione ed i progetti tuoi e della tua organizzazione.
Buon Fundraising!!!

Il logo della tua organizzazione nonprofit non ti piace?

Scritto il 22 gennaio 2008 da Francesco · 4 Commenti 

La tua organizzazione ha un logo? Lo vuole cambiare? Oppure ne vuole creare uno nuovo eprchè non loha mai avuto?
Alcuni consigli per scegliere il logo migliore.

Cosa serve un logo ad una organizzazione nonprofit?
Il logo è un simbolo che viene associato al nome della tua organizzazione nonprofit e per questo motivo è uno strumento di comunicazione molto importante.
Spesso è la prima “immagine” che una persona vede della tua organizzazione e le persone possono associare il logo al lavoro svolto dall’organizzazione, riversando l’importanza del buon lavoro svolto in una maggiore credibilità e riconoscibilità del logo.

Il logo può rendere le persone più ricettive quando ricevono un mailing, quando leggoono un articolo sull’organizzazione specialmente se sono persone che nulla hanno mai saputo riguardo alla tua organizzazione nonprofit.

I Tre elementi per un buon logo


1 – Semplice
: al bando troppe immagini o illustrazioni all’interno di un logo
2 – Pratico: il logo si riesce a distinguere anche quand lo si invia via fax, in una fotocopoia in bianco e nero? E su magliette, cappellini, siti, come rende il logo?
3 – Coinvolgente ed attuale: non scegliere un disegno o colori che richiamano particolari momenti storici. Il tuo logo deve passare gli anni, non puoi cambiarlo spesso ogni volta che cambiano le mode artistiche.


Hai una ipotesi di logo in mano, ora che fai?

Loghi nonprofit
Creare o cambiare un logo è una decisione strategica. Dunque dividi la sua scelta in tre fasi:

Fase 1 – Guarda ogni ipotesi di logo da sola senza compararla e poi:.
Pensa alla tua prima impressione
Le sensazioni che provo quali sono?
Che cosa fa per te una organizzazione che ha un logo simile? In quale settore lavora?

Fase 2 – Compara le varie ipotesi di logo

Quale disegno ti piace di più e quale di meno? Perchè?
Di quei loghi di cui non esprimi un giudizio prova a spiegarti perchè non ti hanno “toccato” in un senso o nell’altro

Fase 3 – Davanti a te metti tutte le ipotesi di logo e chiediti
Quale dei loghi vorresti associare con la tua mission?
Quale dei loghi “durerebbe” di più nel tempo?

Quando vedrai per la prima volta
il tuo nuovo logo pensa a cosa la sua immagine ti comunica, comunica una organizzazione ferma o in movimento, una organizzazione che sa affrontare i problemi o che sta mancando importanti eventi?

Ti hanno aiutato questi consigli? Vuoi aggiungerne altri?
Commenta questo articolo e costruiamo insieme, anche partendo dalla tua esperienza, la risposta migliore per aiutare le organizzazioni nonprofit.

Hai mai avuto bisogno di coordinare i volontari?

Scritto il 22 gennaio 2008 da Francesco · Lascia un Commento 

Continuano le nostre interviste a chi lavora nel fundraising, nel nonprofit ed anche nella gestione e coordinamento dei volontari. Ci parla del suo ruolo e del ruolo di volontari in Save the Children Italia, Federica Testorio, la coordinatrice dei volontari per l’Italia.

Francesco: Come hai deciso di fare questa professione?
Federica: La scelta di lavorare nel nonprofit e nel settore specifico delle organizzazioni non governative è stata una scelta di vita. Sono laureata in statistica e l’incontro con Save the Children è stato casuale, ho conosciuto infatti Save the Children mentre facevo uno stage presso la cooperativa mag2 che a Milano affitta i locali a Save the Children. mi sono informata e proprio in quel momento stavano cercando una persona. Nel febbraio 2005 ho iniziato a lavorare come dialogatrice prima e poi come coordinatrice locale del programma.

Prima dell’incarico attuale il mio lavoro era inserito nel dipartimento marketing in Save the Children poi dopo una riflessione interna si è deciso di costruire da zero una rete di volontari. Nel 2006 per il lancio della nostra campagna internazionale Riscriviamo il futuro, che si propone di portare a scuola 8 milioni di bambini/e e ragazzi/e che vivono in situazioni di conflitto e che non hanno accesso all’istruzione, abbiamo avuto la prima mobilitazione di volontari. In quell’occasione abbiamo promosso la campagna con una vendita di piante, ma il tutto, anche a livello di volontari, era gestito da una società esterna. Attualmente invece possiamo gestire e formare i volontari dall’interno.

Francesco: Quali caratteristiche secondo te deve avere un coordinatore di volontari?
Federica: La professionalità prima di tutto e poi la capacità di sapere dove si vuole arrivare e come arrivarci.
Non si deve inoltre cadere nell’errore di cercare volontari e poi magari non sapere cosa fargli fare. Il lavoro di coordinamento dei volontari parte tutto da una strategia iniziale ben precisa che va decisa a livello di organizzazione

Francesco: Cosa fa una coordinatrice di volontari?
Federica: I volontari all’interno della nostra organizzazione svolgono principalmente due attività: sensibilizzazione e raccolta fondi. Man mano ovviamente le attività si ampliano e si strutturano dando vita anche a nuove opportunità di volontariato.
Il programma di volontariato è attivo a Roma e Milano o con i gruppi di appoggio in altre città: io faccio attività di formazione ai gruppi, li aiuto a strutturare attività di raccolta fondi ed a volte sono anche i volontari che propongono le attività.


Francesco:
E’ utile il ruolo dei volontari?
Federica:I volontari sono utili perchè dedicano il loro tempo per parlare di noi e dei nostri progetti.Fanno sensibilizzazione nelle scuole per parlare delle problematiche che Save the Children affronta. Azioni di advocacy come per Riscriviamo il Futuro hanno bisogno dei volontari perchè la loro credibilità è per sua natura molto alta e inoltre alcune azioni, come la raccolta firme che abbiamo lanciato quest’anno, hanno bisogno di un passaparola che solamente i volontari possono dare e organizzare al meglio.
In questo anno i volontari di Save the Children hanno svolto:tre grandi campagne di piazza (raccolta fondi mediafriends-fabbrica del sorriso, la campagna Uniti per i Bambini, Uniti contro L’AIDS insieme ad altre 10 organizzazioni, la campagna Riscriviamo il futuro). I volontari hanno anche organizzato loro eventi: recentemente and esempio è stato organizzato un torneo di tennis dedicato a Save the Chidren, ma anche cene con colleghi in cui si proiettava un video di Save the Children o eventi di sensibilizzazione nei teatri.
Molte di queste idee vengono dai volontari, le costruiamo insieme rispettando un codice di condotta che ci siamo dati.


Francesco:
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della professione
Federica:Fare questo lavoro vuol dire credere nelle persone, dunque l’impatto che le persone mettono nelle cose che fanno ti da tanta energia, gestione risorse umane e formazione, relazioni. Di difficile è capire i diversi motivi per cui le persone si avvicinano al volontario, ci si domanda spesso come l’organizzazione può dare qualche cosa a queste persone.
Bisogna mantenere sempre un’alta professionalità, è difficile relazionarsi con tante persone, si tende a considerare i volontari come utili ma non indispensabili mentre invece i volontari che veramente si impegnano devono sempre godere di un alta considerazione da parte dell’’organizzazione perché molti di loro migliorano il know-how di una struttura e la migliorano. Non basta come organizzazione pensare di chiedere al volontario del tempo solamente perchè si è nonprofit dunque “buoni”.

Ci sono segnali da cui si può capire che l’attività di fundraising non funziona bene all’interno di una organizzazione nonprofit?

Scritto il 18 gennaio 2008 da Francesco · 1 Commento 

Ci sono segnali da cui si può capire che l’attività di fundraising non funziona bene all’interno di una organizzazione nonprofit?
Molti dicono che il fundraising non funziona bene quando si iniziano a raccoglier meno fondi di prima. E’ una verità però parziale.
Ci sono infatti anche altri segnali che possono far scattare, nel fundraiser o anche nel volontario che si occupa di raccolta fondi, un pre-allarme. Ecco alcuni segnali che ti possono aiutare nella gestione del fundraising della tua organizzazione nonprofit:

    1. 1 – Un elevato ed ingiustificato turnover dello staff o dei volontari
      2 – La fiducia del consiglio direttivo o di amministrazione sul direttore è assente, scarsa o le relazioni sono deteriorate
      3 – I beneficiari dei servizi non sono soddisfatti dei servizi proposti
      4 – Diminuita capacità di svolgere azioni in partnership con altri enti e relazioni deteriorate con la comunità (che son fonte di gossip e passaparola cattivo nei confronti dell’onp = immagine negativa dell’organizzazione agli occhi della comunità di riferimento, dei potenziali sponsor, donatori, beneficiari, clienti)
      5 – Se più di un consulente (ma ne basta anche solo uno bravo) ha avvisato l’organizzazione nonprofit di tali mancanze e si continua a non porre rimedio
      6 – Età media dei donatori in database in aumento (suggerita da Daniele Fusi, leggi il suo blog Diaro di un Fundraiser)

Cosa vogliono dire questi segnali? Sicuramente non che avrete fin da subito un calo nella raccolta fondi ma sono avvisi su come tali mancanze, minacce possano deteriorare il clima interno ed esterno dell’organizzazione tale da minare il coinvolgimento necessario a svolgere una raccolta fondi di successo

In arrivo per te nel 2008

Scritto il 16 gennaio 2008 da Francesco · 2 Commenti 

Cosa stiamo preparando per te nel 2008?

E queste sono solo un po’ delle cose su cui stiamo lavorando, ci potrebbe essere anche altri cambiamenti in Fundraising.it!!!

Inoltre ti ricordo che abbiamo aggiornato il nostro feed rss e chi ci segue attraverso gli rss può ora leggere le notizie attraverso il feed reader abbonandosi a questo feed

Abbiamo anche inserito (lo trovi nella colonna qui a destra) la funzione di ricerca degli articoli di fundraising.it (che sono veramente tanti! siamo online dal 2005), dunque inserisci i termini o frasi che stai cercando e sicuramente lo troverai in Fundraising.it!!…e se non lo trovi allora scrivimi a francesco@fundraising.it

Come comprare computer per la tua organizzazione nonprofit

Scritto il 14 gennaio 2008 da Alberto · 4 Commenti 

Una organizzazione nonprofit deve sostituire 6 vecchi computer, ma come sempre il budget è limitato; come fare?
Verifichiamo la situazione !
In effetti, questi vecchi Pc Pentium 2 e 3 hanno svolto egregiamente il loro lavoro, ma ora le loro performance sono poco indicate per le nuove necessità gestionali della organizzazione anche se la verifica di monitor, mouse e tastiere ha evidenziato che sono in ottime condizioni.

Ebay il noto portale di aste può risolvere il nostro problema !
Sul browser del mio computer digito: www.ebay.it e cerco Pc da tavolo; premo invio e
mi compare sulla sinistra la possibilità di selezionare le caratteristiche. I computer che sto cercando saranno utilizzati per gestire la contabilità, il database dei donatori, la stesura dei progetti, la gestione del sito e la realizzazioni di presentazioni ed all’occorrenza il montaggio di brevi presentazioni multimediali.

Per queste necessità possono essere utili:

  • Tipo di chip (processore): Intel Pentium 4
  • Velocità del processore: da 2,6 Ghz o superiore
  • Memoria (Ram): almeno 512
  • Dimensione disco 60 GB o superiore
  • Condizione: usato

Premo il tasto: Mostra oggetti
zzzz…….. Qualche secondo di attesa ….ed ecco una bella lista di computer!

Scorro e mi soffermo con calma a leggere le varie aste ed individuo i computer che fanno al mio caso. Le aste individuate hanno ricevuto poche offerte ed i prezzi oscillano tra gli 90 ed i 120 euro a computer.
Per prima cosa, inserisco i computer nel mio account Ebay attraverso il tasto tenere d’occhio questo oggetto. In seconda battuta contatto i venditori chiedendo ulteriori dettagli tecnici, le modalità di spedizione e se i sistemi operativi forniti hanno licenze originali, in fine ho spiegando il fine dell’acquisto. Su questo punto voglio soffermarmi !

In genere gli utenti di Ebay hanno maggiore qualità quanto maggiori sono i feedback positivi. Ma può capitare che nelle inserzioni venga “dimenticato” qualche difettuccio dell’apparecchio.
Spiegando il fine per cui utilizzerete i computer, molto spesso certi particolari tornano velocemente alla mente, anzi due venditori mi hanno detto che se avessi vinto l’asta la spedizione sarebbe stata gratuita; incredibile ! Avrei potuto ottenere una donazione! Considerate che un pacco celere 3 assicurato costa circa 15 euro.
Quando mancavano un paio di giorni dalla fine delle aste, avevo inserito per ogni computer la cifra massima che intendevo spendere in questo modo Ebay rilancerà le offerte in automatico fino alla massima cifra impostata. Alla fine delle aste mi sono aggiudicato cinque dei sei computer. Facciamo i calcoli:

  • Primo Pc 130 + 15 (spese di spedizione) = 145 euro
  • Secondo Pc 100 + 15 (spese di spedizione) = 115 euro
  • Terzo Pc 120 + 0 (spese di spedizione donate) = 120 euro
  • Quarto Pc 136 + 15 (spese di spedizione) = 151 euro
  • Quinto Pc 118 + 15 (spese di spedizione) = 133 euro

Totale 664 euro con sistemi operativi Windows Xp Home originali compresi nei prezzi.

Le apparecchiature corrispondevano perfettamente alle inserzioni. Tuttavia si deve considerare, che soprattutto nel caso di computer usati (ma anche nei computer nuovi) è necessario allestire subito un sistema di backup dei dati per mettersi al riparo da eventuali rotture degli hard disk. Il sistema di backup adottato è costato 225 euro.
Riassumendo 5 computer con sistema di backup sono costati 889 euro.

Ma se avessi acquistato le apparecchiature nuove quanto avrei speso ?

Ipotizziamo di acquistare computer assemblati secondo le nostre esigenze, la spesa potrebbe essere di circa:

  • Pc circa 300 euro cad. 1 quindi 300 x 5 = 1500 euro
  • 5 licenze di Windows Xp Home: 129 euro quindi 129 x 5 = 645 euro
  • Sistema di backup 225 euro

La spesa sarebbe stata di 2370 euro. Ho risparmiato ben 1481 euro

Ma che ne faccio dei vecchi Pc ?

Le loro caratteristiche hardware non prevedono ancora la rottamazione, quindi sono stati riadattati e donati a due oratori che li utilizzano per la redazione dei loro giornalini.

Risultati finali:
- Abbiamo risparmiato 1481 euro.
- Abbiamo acquisito un nuovo donatore (il venditore che ha donato la spedizione).
- I vecchi computer delle organizzazioni nonprofit hanno soddisfatto le esigenze di due oratori.

Il lavoro non è finito, perché i computer necessitano di software anti virus; per risparmiare, ti invito a leggere l’articolo: Come un’organizzazione no-profit può facilmente risparmiare nell’acquisto di antivirus

[Foto di eurlefi sotto licenza Creative Commons]

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