Conosciamo i fundraiser: Paolo Ferrara

Scritto il 28 marzo 2008 da Francesco · 1 Commento 

Intervistiamo oggi Paolo Ferrara, responsabile della raccolta fondi della Fondazione Terre des Hommes Italia. Per l’idea di questa rubrica devo ringraziare la rivista Advancing Philanthropy per essermi stata fonte di ispirazione.

Francesco – da quanti anni lavori nel fundraising?
Paolo – dal 1998, insomma 10 anni

Francesco – perchè sei entrato in questa professione?
Paolo – perché credo nella politica delle cose concrete, per passione, per sete di
giustizia

Francesco – secondo te quale è stato il più grande cambiamento nella professione di fundraiser da quanto hai iniziato la tua carriera?
Paolo – te ne cito un po’: la crescita dell’offerta formativa; internet, con la possibilità di accedere a un vasto repertorio di case history; quello che stiamo facendo in quest’ultimo anno, con il nostro dialogare sul fundraising; e poi la nascita di assif e gli effetti positivi che il festival avrà sulla nostra professione;

Francesco – qual è la tua preoccupazione riguardo la professione di fundraiser?
Paolo – La mancanza di regole etiche e l’inquinamento del terzo settore a opera di associazioni poco serie (è un eufemismo, ovviamente)

Francesco – secondo te i donatori sono differenti oggi rispetto a quando hai iniziato la tua professione?

Paolo – Sono più scettici, più stanchi e più esigenti, ma credo che se sapremo toccarne le corde più profonde e rispondere al bisogno di trasparenza, scopriremo che sanno essere anche più generosi

Francesco – cosa vorresti fare meglio di quello che fai ora?

Paolo – quante pagine ho a disposizione?

Francesco – qual è stato il commento più strano o sorprendente che ti ha fatto un donatore?
Paolo – è un ricordo drammatico, relativo all’11 settembre: una sostenitrice allarmata dalla tragedia chiamò l’associazione presso cui lavoravo all’epoca per chiudere il suo sostegno a distanza in Etiopia: aveva paura di finanziaregli studi di un futuro terrorista islamico… Abbiamo scoperto così che c’era stato l’attentato (la rete era bloccata)

Francesco – qual è il tuo motto?

Paolo – originalidad es volver al origen (Gaudì)

Francesco – che cosa avresti voluto sapere quanto eri agli inizia della tua carriera e ti sarebbe servito?
Paolo – che non è sufficiente la passione e lo studio, a volte serve anche un po’ di diplomazia (ma tutto sommato non mi pento di averla imparata tardi). Professionalmente più che specifiche competenze, ho sempre sentito l’esigenza di poter lavorare affianco a un maestro o maestra. Qualcuno che sapesse guidarmi, fornirmi strumenti manageriali, supervisionare il mio lavoro, farmi crescere professionalmente. Purtroppo come molti, ho dovuto cercare all’esterno i miei maestri e le competenze.

Francesco – qual è la tua qualità migliore e come ti ha aiutato nella carriera?
Paolo – sono curioso e cerco di non fermarmi mai ai luoghi comuni. Questo mi ha permesso di continuare a studiare, trovare nuovi spunti, rimettermi in gioco e cercare i fatti dietro ai tanti miti che affollano il settore

Francesco – se tu potessi ricominciare la tua carriera, che cosa faresti di differente?

Paolo – andrei a fare la gavetta in UK

Francesco – che cosa desideri fare in futuro nella tua professione che non hai ancora fatto?
Paolo – sono molto legato alla causa di terre des hommes e mi piacerebbe fare sempre meglio il mio lavoro in quest’organizzazione. Adoro la formazione (che mi permette di studiare) e confesso che sono molto attratto dal fundraising politico

Francesco – chi o che cosa ti ha influenzato di più nella tua vita?
Paolo – i riferimenti sono infiniti, dalla famiglia alla letteratura, dalla politica alla religione, dalla musica agli amici e colleghi. Ma, da laico, forse la figura più importante nella mia formazione è stata Don Milani (se poi parliamo di fundraising, la lettura 10 anni fa di relationship fundraising di Ken Burnett)

Francesco -che cosa ti fa stare sveglio la notte?
Paolo – dormo abbastanza bene in genere… Comunque non è mai il lavoro a tenermi
sveglio

Francesco – qual è la tua figura storica preferita?
Paolo – tante, ma visto che mi sono laureato con una tesi sul periodo storico che va dalla metà ‘800 alla prima guerra mondiale direi che più che a una figura storica è al periodo della belle epoque europea a cui guardo. Un’epoca piena di conflitti e contraddizioni (e ingiustizie) ma anche un momento storico in cui tutto sembrava possibile (in arte, politica, scienza, architettura…) e in cui il “romanzo” entrava da protagonista nella storia della nostra
cultura.

Francesco -descrivi il tuo giorno perfetto o preferito
Paolo – un’isola tropicale, un’immersione, e poi mare, mare, mare, mare, la donna che amo, gli amici più cari con cui cenare e se poi c’è una connessione satellitare… Ma non so quanto potrebbe durare. Alcuni dei momenti più belli li ho vissuti sul campo, in Etiopia o in Cambogia, insieme ai bambini per cui stavo lavorando. Indimenticabili.

Dove trovare online Paolo Ferrara:

http://www.terredeshommes.it
http://www.terredeshommes.it/blog
http://www.iosonopresente.it
http://www.youtube.com/user/tdhitaly
http://www.myspace.com/terredeshommes
http://fundraisingnow.wordpress.com
http://campagnesociali.wordpress.com
http://www.slideshare.net/PaoloFerrara

Celebra il tuo evento con AIRC

Scritto il 28 marzo 2008 da Francesco · 9 Commenti 

Oggi è la volta di una grande organizzazione nonprofit (ma avevamo segnalato anche Cesviamo a proposito), l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro che lancia un nuovo sito per raccogliere fondi.
Un buon invito, questo il nome del sito, permette di creare pagine personali dedicate ad un evento (matrimonio, compleanno, cene, cresime, nascite, battesimi) e condividerle con i propri cari o invitati.
In questo modo si possono invitare i propri amici a fare una donazione all’Airc, magari al posto delle solite bomboniere…che ne pensate? Ecco alcune schermate oppure visitate il sito oppure guarda una pagina di un evento già creato

Il volontario è importante per fare fundraising?

Scritto il 21 marzo 2008 da Francesco · 2 Commenti 

Diciamoci la verità, i volontari sono una delle componenti più importanti del nonprofit. Senza volontariato in Italia (esageriamo a dirlo?) non ci sarebbe anche una buona fetta del settore sociale. Da una recente ricerca sull’universo nonprofit statunitense si sono scoperti dei dati molto importanti (ma in Italia qualcuno li produrrà???!!!): i 6 milioni di volontari americani svolgono servizio volontario come se lavorassero per 9 milioni di impiegati a tempo pieno ed il loro lavoro gratuito vale ben 284 miliardi di dollari.

In Italia anche le grandi organizzazioni (vedi Save the Children) si stanno organizzando per creare o espandere la propria base di volontari.
Le domande a cui oggi cerchiamo risposta sono:

    Cosa attrae i volontari nell’organizzazione nonprofit?

      1 – il bel clima che si respira nell’organizzazione = ambiente motivante
      2 – compiti assegnati in base anche alle motivazioni, alle capacità di ognuno (ma attenzione, non è detto che un volontario che come lavoro svolge attività di marketing sia interessato a far volontariato nell’ufficio fundraising o comunicazione della tua onp, magari vuole sfuggire dallo stress quotidiano del suo lavoro!!!)
      3 – lo svolgere accanto ad operazioni di routine anche ogni tanto qualche nuovo compito
      4 – l’essere a stretto contatto con i beneficiari del servizio svolto dall’organizzazione nonprofit. E’ qui infatti che possono realmente sentire il loro essere utili (dunque non chiedere solo di presenziare alla raccolta fondi tramite banchetto in piazza ma anche eventualmente organizzare un viaggio per alcuni volontari nel visitare un progetto di una ong, una casa famiglia di una cooperativa sociale, etc. etc.)
      5 – Una associazione che sa ringraziare


Ma come ringraziare il volontario?
Alcune idee:

- un semplice grazie scritto o meglio a voce direttamente dai responsabili dell’organizzazione è sempre un fantastico motivatore
- una cena, un pranzo, una gita di ringraziamento annuale per i volontari (quanti onp la fanno?)

    Cosa li fa andare via?

      - Sicuramente una organizzazione che non prevede un percorso per ogni volontario: anche nel volontariato si può parlare di carriera (termini oramai abusato e a cui si associano significati quanto più negativi) ovvero di volontari che si possono prendere cura dei nuovi volontari, diventando essi stessi guida per il gruppo di volontari

      - Una organizzazione che chiama i volontari solo quando ha bisogno e non per festeggiare, condividere successi e difficoltà

      - Una organizzazione disorganizzata (ad esempio quelle che ti chiamano dicendo: “Abbiamo disperatamente bisogno di volontari questo fine settimana per la raccolta fondi al centro commerciale, ci sei?” ed il volontario lascia tutto e va per poi trovarsi circondato da altri volontari aggiuntisi all’ultimo momento o che non avevano avvertito che venivano = l’organizzazione è fondamentale nel gestire volontari nelle raccolte fondi, non si può improvvisare!)

[Foto di pbo31 sotto licenza Creative Commons]

Come usare windows live space per comunicare

Scritto il 17 marzo 2008 da Francesco · 1 Commento 

Non conoscendo direttamente Windows live space ed essendo stato sollecitato da un lettore ho iniziato ad osservare alcuni “space” in giro per il web.
A prima vista Windows live space sembra una versione un po’ più ordinata di Myspace e con una minore presenza di pubblicità (anche se quella in alto è alquanto fastidiosa).
Prima di tutto perchè usare Windows Live Space:

  • 1 – La modalità di organizzazione dei contenuti potenzialmente più ordinata di Myspace (guarda questa pagina che seguiva dei giovani partecipanti al concerto Live Hearth)
  • 2 -Se hai già un account con uno dei prodotto windows come Messenger ad esempio o Hotmail
  • 3 – Se sai già che molti dei tuoi sostenitori utilizzano Messenger, Live Spaces o sono più propensi a cercare informazioni all’interno del motore live.com o dei servizi windows (ad esempio Greenpeace Italia ha aperto un blog all’interno dello spazio blog di Libero.it in modo da “aprirsi” alla community di Libero o cercarvi al suo interno dei sostenitori

Ora dopo aver deciso di usare Windows Live Space ecco alcuni consigli su come usarlo:

  • Per prima cosa devi dire chi sei! – Come ha fatto Ark for hope chiarisci subito chi sei e cosa fai (mission e obiettivi)
  • Trova un modo per descrivere non con parole quello che fai e come lo fai – Uno dei problemi di alcuni blog o siti di organizzazioni nonprofit su internet è quello di usare troppe parole. Windows Live Space ti fornisce la possibilità di avere uno spazio dove introdurre in home page la tua organizzazione e poi anche la possibilità di aggiungerci un blog. Dunque perchè non inserire subito in home page, vicino alla descrizione della mission un video o una foto delle attività svolte, dei volontari? Tutte le organizzazioni nonprofit italiane, grandi o piccole, hanno in archivio foto pubblicabili della propria attività perchè non iniziarle ad inserire qui?
  • Se decidi di usare Live Space fallo in modo definitivo – guarda questa onp che ha lasciato vuoto il proprio profilo..nel guestbook c’è un commento negativo di un potenziale donatore e non c’è nessuna riposta dell’organizzazione!! Scegli se usare Myspace, Live Space, Facebook, Ammado, se usari altri social netowrk o solo alcuni
  • Logo e personalizzazione pagina – in ogni pagina va inserito il logo (c’è proprio uno spazio ad hoc vicino alla descrizione della onp da inserire), e la pagina va personalizzata con i colori della propria organizzazione in modo da “legare” a livello di immagine la comunicazione che avviene off-line ed online tramite il sito ufficiale e lo spazio su Windows Live Space.(esempio dell’American Red Cross – confronta sito e live space
  • Cerca amici / sostenitori – dopo aver sistemato “graficamente” ed a livello di contenuti il tuo Live Space è ora di andare alla ricerca di persone su Live Space interessayr agli argomenti di cui tu parli. Ad esempio se fai parte di una organizzazione ambientalista prova a cercare nel motore di ricerca di Live Space parole legate al tema come ambiente, mare, ma anche argomenti collegati come vegetariani (spesso sono anche sostenitori di precise rivendicazioni ambientaliste). Quando trovi il profilo della persona leggi quello che scrive e mandagli un invito personalizzato per diventare tuo amico nel tuo Live Space della tua organizzazione
  • Quando hai gli amici cosa gli fai fare – hai invitato delle persone a diventare tuoi amici ed apparire nel tuo profilo ed ora? E’ necessario smuovere la situazione..dunque oltre a filmati e video dove fai vedere cosa fai invita a concretizzare l’azione già svolta su internet: se usi Live Space per collegare sostenitori locali allora inserisci una lista degli eventi prossimi (feste, sagre) che organizzerà la tua onp o dove sarà presente, inserisci modalità di donazione online (widget per il fundraising come quelli di change.org o di chipin.com)
  • Essendo per certi versi simile a Myspace tanti consigli utili possono essere trovati su questo sito di un consulente americano sulla comunicazione delle onp tramite siti come Myspace o Facebook, leggi i consigli qui

[Foto di mnadi sotto licenza Creative Commons]

Un esempio concreto e reale di come una piccola nonprofit usa bene internet

Scritto il 6 marzo 2008 da Francesco · 33 Commenti 

L’intervista con Claudio de Martino, dell’associazione Fratelli della Stazione (una piccola ma molto attiva associazione di volontariato di Foggia), nasce da una serie di commenti di Claudio sia su Fundraising.it che su Internet-fundraising.it (perchè non inizi anche tu a lasciare commenti, parlarci della tua organizzazione? di come fa raccolta fondi? delle difficoltà? dei successi?).
L’associazione, come si potrà capire dall’intervista, ha sviluppato una strategia di comunicazione e presenza su internet che poggia su:

- il sito internet – Fratelli della Stazione.com
- il blog – eccolo qui
- il canale video di Youtube – eccolo qui

Francesco: Da quando è nato il blog della vostra associazione?
Claudio: L’idea di un blog per i Fratelli della Stazione nasce alla fine del 2006 ed il primo tentativo lo realizzammo su una piattaforma diversa da Libero (bravenet.com). I primi post su Libero sono datati 28 gennaio 2007.

Francesco: Perchè è stato deciso di crearlo?
Claudio: Si voleva creare un “diario di bordo” in cui i volontari potessero scambiare le proprie opinioni sul servizio ai poveri ed in cui interagire con i visitatori, soprattutto delle fasce più giovani, che sono soliti avere un proprio blog, nonché pubblicizzare gli eventi e le diverse iniziative di cui l’associazione si fa promotrice.

Francesco: Chi scrive sul blog?
Claudio: Il blog è scritto a più mani dai volontari dell’associazione. I più assidui sono Cla., Tato e L’Aura87 che, nella “vita reale”, sono tra coloro che dedicano più tempo all’associazione.

Ci vuole molto tempo per gestire un blog?
Claudio: Assolutamente no, specialmente se la gestione è diffusa tra più persone, come nel nostro caso. Il tempo necessario è solo quello per scrivere i post in maniera costante e rispondere con assiduità ai commenti.

Francesco: Avete anche dei video sul vostro blog, come li realizzate? Videocamera professionale, fotocamere?
Claudio: Certo. I video sono una parte essenziale del blog, ed a questo pensa una person a specifica, appassionata di video e di fotografia.
All’inizio utilizzavamo le nostre fotocamere, ora abbiamo deciso di acquistare una videocamera, anche perché l’idea è quella di realizzare dei video da proiettare anche nelle scuole e negli altri luoghi di aggregazione dei ragazzi.

Francesco: Quali sono stati i ritorni dal blog? Sia all’interno intendo che all’esterno dell’associazione
Claudio: I volontari sono sempre stati entusiasti del blog ed oramai lo consultano più di una volta al giorno, sia per informarsi quotidianamente delle novità dell’associazione, sia per confrontarsi o semplicemente scherzare e salutarsi. Il risultato maggiore del blog, però ;, è quello di aver fatto concretizzare delle amicizie “virtuali” in esperienze concrete di volontariato e di collaborazione. Ciò è avvenuto più volte, ed anche persone non residenti a Foggia ci hanno conosciuto via internet e poi è nata un’amicizia concreta. Due storie sono emblematiche: quella di una ragazza calabrese che fa parte del movimento giovanile degli Scalabriniani, che ci seguiva sul blog e con la quale, successivamente, abbiamo condiviso un’esperienza di formazione assieme al suo gruppo, e quella di una giornalista de “Il Sole 24 Ore” che, dopo averci conosciuto in internet, ora scrive (per volontariato) per il nostro “giornale di strada” ed è stata anche la moderatrice della tavola rotonda dell’ultima “Notte dei Senza Dimora” di Foggia.

Francesco: Perchè avete scelto Libero per realizzare il vostro blog?
Claudio: Dopo una serie di esperimenti su altre piattaforme, abbiamo ritenuto che Libero si avvicinasse di più alle nostre richieste di personalizzazione dei box e di facilità di inserire i post e i video, in modo da poter essere utilizzato il più agevolmente possibile da più persone, anche non molto pratiche del “mondo” del blog.

Francesco: Quali sono i pro e i contro della piattaforma di Libero?
Claduio: Come dicevo, i pro sono rappresentati dalla facilità con cui è possibile gestire il blog e dalla possibilità di inserire video su Youtube su cui abbiamo un account. Il contro è che i template sono predefiniti e perciò non è stato possibile inserire un template dedicato specificamente ai senza dimora e ai migranti. Inoltre, l’inserimento di immagini in un post è vincolata alla presenza di quest’immagine sul web e non è possibile caricarla direttamente dal PC, se non creando appositamente uno spazio web sulla stessa piattoforma.

Se la mia nonprofit ha delle foto in archivio, cosa ne faccio?

Scritto il 6 marzo 2008 da Francesco · Lascia un Commento 

Flickr offre alle organizzazioni nonprofit (per ora solo quelle statunitensi e canadesi) la possibilità di poter avere gratuitamente uno spazio su Flicrk nella versione pro (in pratica spazio illimitato per caricare foto, creare cartelle, avere statistiche di visite alle foto e al proprio spazio su Flickr).

Ma cosa serve alle organizzazioni nonprofit italiane essere su Flicrk?

1 – Caricare immagini delle proprie attività (pensiamo a tutto il volontariato che si fa ogni giorno in Italia) e rendelre pubbliche sia tra i propri volontari e sostenitori (magari mandandogli una email dicendo ad esempio “le foto dell’ultima festa dei volontari sono state caricate su Flicrk! Lascia il tuo commento”) – Guarda cosa fanno le Figlie di Maria Ausiliatrice

Created with Admarket’s flickrSLiDR.

2 – Rendicontare. Guarda cosa fa Interplast – il suo scopo è di fare interventi di chirgurgia plastica a persone e bambini sifgurati da guerre, bombe, violenze. Ha creato un account su Flickr dove fa vedere le condizioni di queste persone prima e dopo l’operazione


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3 – Stupire. Le immagini , le fotografie sono utili se suscitano emozioni e non sempre emozioni negative. Guarda le foto della Children at Risk Foundationche aiuta i bambini del Brasile e si promuove su internet creando foto non tristi, non commoventi ma belle, artistiche. Lo spazio su Flickr di questa fondazione ha ricevuto in questi anni oltre 700.000 visite (e sicuramente parte di queste saranno andate a cercare su internet il sito della fondazione e magari avranno anche donato). Guarda cosa fa la Children at Risk Foundation


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[Foto di copertina di camera rwanda]

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