Un esempio concreto e reale di come una piccola nonprofit usa bene internet

6 marzo 2008 scritto da Francesco 

L’intervista con Claudio de Martino, dell’associazione Fratelli della Stazione (una piccola ma molto attiva associazione di volontariato di Foggia), nasce da una serie di commenti di Claudio sia su Fundraising.it che su Internet-fundraising.it (perchè non inizi anche tu a lasciare commenti, parlarci della tua organizzazione? di come fa raccolta fondi? delle difficoltà? dei successi?).
L’associazione, come si potrà capire dall’intervista, ha sviluppato una strategia di comunicazione e presenza su internet che poggia su:

- il sito internet – Fratelli della Stazione.com
- il blog – eccolo qui
- il canale video di Youtube – eccolo qui

Francesco: Da quando è nato il blog della vostra associazione?
Claudio: L’idea di un blog per i Fratelli della Stazione nasce alla fine del 2006 ed il primo tentativo lo realizzammo su una piattaforma diversa da Libero (bravenet.com). I primi post su Libero sono datati 28 gennaio 2007.

Francesco: Perchè è stato deciso di crearlo?
Claudio: Si voleva creare un “diario di bordo” in cui i volontari potessero scambiare le proprie opinioni sul servizio ai poveri ed in cui interagire con i visitatori, soprattutto delle fasce più giovani, che sono soliti avere un proprio blog, nonché pubblicizzare gli eventi e le diverse iniziative di cui l’associazione si fa promotrice.

Francesco: Chi scrive sul blog?
Claudio: Il blog è scritto a più mani dai volontari dell’associazione. I più assidui sono Cla., Tato e L’Aura87 che, nella “vita reale”, sono tra coloro che dedicano più tempo all’associazione.

Ci vuole molto tempo per gestire un blog?
Claudio: Assolutamente no, specialmente se la gestione è diffusa tra più persone, come nel nostro caso. Il tempo necessario è solo quello per scrivere i post in maniera costante e rispondere con assiduità ai commenti.

Francesco: Avete anche dei video sul vostro blog, come li realizzate? Videocamera professionale, fotocamere?
Claudio: Certo. I video sono una parte essenziale del blog, ed a questo pensa una person a specifica, appassionata di video e di fotografia.
All’inizio utilizzavamo le nostre fotocamere, ora abbiamo deciso di acquistare una videocamera, anche perché l’idea è quella di realizzare dei video da proiettare anche nelle scuole e negli altri luoghi di aggregazione dei ragazzi.

Francesco: Quali sono stati i ritorni dal blog? Sia all’interno intendo che all’esterno dell’associazione
Claudio: I volontari sono sempre stati entusiasti del blog ed oramai lo consultano più di una volta al giorno, sia per informarsi quotidianamente delle novità dell’associazione, sia per confrontarsi o semplicemente scherzare e salutarsi. Il risultato maggiore del blog, però ;, è quello di aver fatto concretizzare delle amicizie “virtuali” in esperienze concrete di volontariato e di collaborazione. Ciò è avvenuto più volte, ed anche persone non residenti a Foggia ci hanno conosciuto via internet e poi è nata un’amicizia concreta. Due storie sono emblematiche: quella di una ragazza calabrese che fa parte del movimento giovanile degli Scalabriniani, che ci seguiva sul blog e con la quale, successivamente, abbiamo condiviso un’esperienza di formazione assieme al suo gruppo, e quella di una giornalista de “Il Sole 24 Ore” che, dopo averci conosciuto in internet, ora scrive (per volontariato) per il nostro “giornale di strada” ed è stata anche la moderatrice della tavola rotonda dell’ultima “Notte dei Senza Dimora” di Foggia.

Francesco: Perchè avete scelto Libero per realizzare il vostro blog?
Claudio: Dopo una serie di esperimenti su altre piattaforme, abbiamo ritenuto che Libero si avvicinasse di più alle nostre richieste di personalizzazione dei box e di facilità di inserire i post e i video, in modo da poter essere utilizzato il più agevolmente possibile da più persone, anche non molto pratiche del “mondo” del blog.

Francesco: Quali sono i pro e i contro della piattaforma di Libero?
Claduio: Come dicevo, i pro sono rappresentati dalla facilità con cui è possibile gestire il blog e dalla possibilità di inserire video su Youtube su cui abbiamo un account. Il contro è che i template sono predefiniti e perciò non è stato possibile inserire un template dedicato specificamente ai senza dimora e ai migranti. Inoltre, l’inserimento di immagini in un post è vincolata alla presenza di quest’immagine sul web e non è possibile caricarla direttamente dal PC, se non creando appositamente uno spazio web sulla stessa piattoforma.

Commenti

33 Commenti per “Un esempio concreto e reale di come una piccola nonprofit usa bene internet”

  1. dante il 6 marzo 2008 dice

    Complimenti per la vostra attività, ma secondo il mio modesto parere, non basta avere un sito, un blog ed alcuni video su Youtube per essere considerati un’associazione con una buona strategia di comunicazione sul web.
    Prima di tutto la home page appare molto confusa e se non fosse per il poco evidente menù principale posto sulla sinistra si correrebbe il rischio di perdersi nelle molte informazioni e magari di finire in uno dei tre link posti sul fondo della pagina dove compare con una buona frequenza un evidente link pubblicitario con un scritto: vieni a scoprire Melita senza veli (ho salvato un’immagine dello schermo che testimonia). Melita è senza dubbio una bellissima ragazza, ma non credo che rientri tra i testimonial dell’associazione; considerando che l’O.N.L.U.S. Fratelli della stazione è di ispirazione cattolica; lascio a voi ogni ulteriore commento.
    Tuttavia il mio parere nulla toglie alla vostra stupenda opera di carattere sociale.
    Ciao Dante

  2. Francesco il 7 marzo 2008 dice

    ciaqo dante , credo che le tue indicazioni sono utili per l’associazione. Credo anche però che l’associazione ha avuto il coraggio e la voglia di utilizzare questi strumenti (sito, blog, video) e di utilizzarli bene. Poi certamente ci possono essere miglioramenti, dati anche dai consigli tuoi e di chi vorrà lasciare commenti.

  3. claudio il 7 marzo 2008 dice

    ciao Francesco, di nuovo grazie per lo spazio..colgo l’occasione per rispondere a Dante:
    - il sito internet è realizzato in completa economia (cioè gratuitamente, e per giunta da un autodidatta) da un volontario, quindi le critiche mi appaiono quantomeno ingenerose, anche vedendo altri siti di ong molto più grandi;
    - la nostra è un’associazione di 20-30 ragazzi…non penso che molte altre realtà del genere credano così tanto al web, ma potrei sbagliarmi;
    - Melita??? la cosa mi è nuova sinceramente… abbiamo inserito google ads per cercare di ripagare almeno il costo del dominio (che per assoluta trasparenza viene pagato dalla stessa persona che realizza il sito), ma finora non avevamo mai notato pubblicità di questo tipo, ma solo di ONG e progetti di solidarietà. Comunque grazie per la segnalazione. Se così è, penso che il gioco non valga la candela, ed è meglio eliminare del tutto l’advertising.
    Se avete ulteriori consigli e idee, fatecelo sapere.
    claudio
    p.s. abbiamo anche un’utenza su picasaweb…se secondo me è anche più funzionale di flickr!

  4. dante il 7 marzo 2008 dice

    Ciao Francesco,
    nessuno mette in dubbio l’impegno dell’O.N.L.U.S. Fratelli della stazione ma però….. insomma…. daiii :-) ))
    Sono certo che al titolo si poteva associare un esempio migliore.
    Comunque bravi ragazzi togliete il link e avanti così.
    Ciao Dante

  5. Francesco il 7 marzo 2008 dice

    Colgo una parte del commento di Claudio quando parla di grandi ong, date una occhiata ad esempio al sito di Amnesty http://www.amnesty.it
    Sicuramente avrei potuto citare (e l’ho già fatto in passato) altri esempi (Terre des Hommes) ma ho voluto apposta portare l’esempio di una piccola organizzazione di volontari che utilizza le tecnologie offerte da internet. Poi tutto è migliorabile ovviamente e i consigli dei lettori (miei, di Dante, di Claudio) che diamo credo servano a questo. Per Claudio mandami il link al picasaweb o inseriscilo in un commento così tutti i lettori possono vederlo. Grazie. ciao

  6. dante il 7 marzo 2008 dice

    Ciao Claudio,
    siamo alle solite ! :-) )
    va bene risparmiare! Ma per crescere è necessario investire! Ogni lavoro, anche fatto da un volontario, è un costo in termini di ore lavoro e mezzi di produzione, quindi ogni attività deve essere monitorata e realizzata secondo precisi standard che permettono nel futuro di trarre benefici dal lavoro svolto. Non è possibile pensare di inserire pubblicità fuori controllo su un sito di una O.N.P. e rischiare di ledere l’immagine della medesima.
    Durante la mia attività ho proposto più volte di creare piccoli spazi pubblicitari sul sito, dove a fronte di una donazione si potevano pubblicizzare aziende o negozi solidali. Pochissime O.N.P. sono disposte a rendere il sito un poco più commerciale, tuttavia questa idea potrebbe fare al caso vostro. Potreste togliere lo spazio pubblicitario di google ed usarlo per metterlo a disposizione di qualche generosa impresa locale che a fronte di una donazione vuole sostenere le vostre attività. Questo vi permetterebbe di ottenere una donazione sicuramente maggiore rispetto a quello che è disposto a darvi google.
    Come vedi critiche si ma costruttive ! :-) )
    Ciao D

  7. claudio il 7 marzo 2008 dice

    Ciao a tutti!!!
    http://picasaweb.google.com/Fratelli.della.Stazione/
    qui ci sono le nostre foto :-)
    Per quanto riguarda Dante, beh, anzitutto grazie!! Siamo una realtà minuscola rispetto a quelle con le quali voi operate, quindi accogliamo tutto con lo spirito dell’apprendista e di chi sa che dai suggerimenti ed anche dalle critiche (persino da quelle non costruttive) si può solo imparare.
    L’idea della pubblicità mi coglie un attimo impreparato, sinceramente… sinceramente abbiamo provato con Google Adsense senza rifletterci troppo, però può essere un’idea sostituire lo “standard” google con un’impresa locale, magari del circuito equo e solidale. Il solo problema è trovarla!
    Giustamente tu dici che occorre investire…Hai assolutamente ragione..è proprio per questo che, come accenno nell’intervista, abbiamo acquistato una videocamera che, per una piccola realtà come la nostra, è già un grande passo avanti. Siamo associazione riconosciuta da appena tre anni: abbiamo tempo per migliorare, no? :-)
    Grazie di nuovo a tutti,
    claudio.

    p.s. è un azzardo suggerire l’apertura di un forum in cui piccole realtà come le nostre possano ricevere i suggerimenti dei “grandi” anche sulle questioni di ogni giorno?

  8. dante il 7 marzo 2008 dice

    Ciao Claudio,
    non orientarti solo su aziende del circuito equo solidale, pensate ad aziende profit che possono essere interessate al vostro lavoro, ad esempio se fornite ristoro ai senza tetto pensate a piccoli supermercati dove solitamente fate la spesa.
    Per il forum ho proposto al Prof. Melandri di aprirne quì trovi la risposta :-( )

  9. claudio il 7 marzo 2008 dice

    per la cronaca: abbiamo filtrato l’indirizzo di Mediaset. tra qualche ora non uscirà più la pubblicità della bella Melita :-D
    nei prossimi giorni decidiamo se togliere del tutto Google Ads.
    claudio

  10. Paolo il 7 marzo 2008 dice

    Provo a portare anch’io un piccolo tassello all’animato dibattito suscitato da Dante.
    Dico subito che ho molto apprezzato la segnalazione di Francesco perché va incontro a quanto da tempo sostengo: il web 2.0 e i suoi strumenti permettono anche alle piccole organizzazioni, con webmaster autodidatti, di comunicare ai propri target di riferimento.

    Certo, si può migliorare la grafica, si può rendere il sito più usabile, si può ottimizzarlo per i motori di ricerca, renderlo accessibile, ecc. ecc.

    Ma sono priorità per una piccola organizzazione? Io credo di no, perché continuo a credere che siano più importanti le relazioni, la partecipazione, il coinvolgimento delle persone. Persone che a Foggia si possono ritrovare per strada, al bar, in parrocchia e possono usare il sito internet come una bacheca in cui appuntare commenti, mostrare video, condividere musica, scambiarsi l’indirizzo skype, condividere foto, in maniera naturale, informale, come il web 2.0 permette.

    La priorità era aprire questo canale, renderlo caldo, accogliente, come lo è la casa di un amico da cui ci si può presentare senza che abbia dovuto riordinare, spostare la maglietta buttata per terra, lavare i piatti, ecc.

    Certo, se poi si vuole crescere, offrire programmi più complessi, i target di riferimento diventeranno altri, bisognerà dimostrare maggiore autorevolezza, competenza, senza dimenticare il calore, ovviamente. Allora verranno anche gli investimenti e un sito più funzionale (ma ricorda claudio che la bellezza dopo aver visto migliaia di siti, anche di successo, non è il parametro principale su cui giudicare un sito, come non lo è per giudicare un mailing di successo, anzi).

    Insomma, complimenti a Francesco per la segnalazione e ai miei concittadini foggiani per l’entusiasmo, lo spirito di innovazione, la voglia di crescere.
    paolo

    ps.: però a google ads rinuciate, potete trovare facilmente l’equivalente sul mercato.

  11. dante il 9 marzo 2008 dice

    Probabilmente un sito web non è una priorità per una piccola organizzazione, ma il tempo e le risorse usate per fare un sito “amatoriale” ed uno più “attento” sono le stesse quindi a mio modesto parere meglio farlo attento ad alcuni standard. Se non volete investire nelle attività in rete credo che stiate sottovalutando alcuni aspetti, ed in questo caso è necessario ricorrere ad alcune stime sul numero di “utenti” della rete internet che pur non essendo caratterizzate da precisione assoluta, è bene prende molto in considerazione:
    * il numero totale delle imprese italiane del comparto ICT è pari a circa 100.000 unità: 77.300 sono le imprese attive senza situazione di criticità, 32.000 quelle strutturate (con addetti, dipendenti o indipendenti) e organizzate con la finalità di svolgere attività di impresa, 28.700 sono le forme societarie aventi dipendenti
    * gli addetti occupati nei settori IT e TLC ammontano, in Italia, a 4,4% dell’occupazione totale
    L’uso di Internet nelle imprese: la quasi totalità delle aziende medio-grandi accede ormai a Internet e una quota significativa di esse ha sviluppato una o più piattaforme “a valore aggiunto” basate su Internet, attraverso le quali collegarsi ai propri dipendenti, ai clienti e fornitori, o alla pubblica amministrazione qualche ritardo emerge nella fascia dimensionale più bassa delle imprese (classe 1-9 addetti), in cui il ricorso a Internet rimane ancora di poco superiore al 43% il 45,3% delle imprese ha un collegamento a banda larga ma tale valore aumenta con la dimensione delle imprese, fino a quasi il 95% per le imprese con più di 250 addetti
    L’uso di Internet nelle famiglie
    * quasi 27 milioni (pari al 47% della popolazione) hanno accesso a Internet da casa
    * le famiglie con collegamento ad Internet, per il 33% sono collegate in banda larga
    * il 56% delle famiglie italiane dispone di un PC domestico, valore in linea con quelli di altri Paesi dell’Europa centrale, ma abbastanza lontano dal grado di penetrazione del PC nelle famiglie del nord Europa (ad esempio la Svezia ha una penetrazione di PC nelle famiglie pari al 72%)
    * di tutti i PC domestici, l’81% è collegato a Internet
    * mentre le famiglie con accesso a Internet, sul totale delle famiglie italiane, è pari a circa 42%, con un incremento del 10% negli ultimi dodici mesi
    * quello italiano è il secondo tasso di crescita in Europa, dopo il 13% della Germania
    * l’Italia si pone dopo la Svezia (circa 64%), UK (45%) e Germania (44%), con un potenziale di sviluppo ancora ampio.
    Tu, continui a credere che siano più importanti le relazioni, la partecipazione, il coinvolgimento delle persone. Ma io non ho mai a detto il contrario! Infatti ho proposto di togliere google ads e di optare su pubblicità solidali che coinvolgano non-profit oppure profit della vostra zona; ed in questa attività è fondamentale il contatto umano ma anche l’immagine che l’associazione attraverso il sito trasmette nel web. Per quanto riguarda l’ordine, credo che se ospiti un amico puoi presentare la casa in disordine, ma quando hai un sito web tu non ospiti nessuno, sei aperto a tutto il mondo, quindi devi avere uno “stile” oppure meglio seguire degli standard, il che non vuol dire appiattire la creatività. Non credo ti farebbe piacere che un internauta rinunci a farti una donazione on line perché a fatica trova il pulsante dona subito con carta di credito oppure vorrebbe accedere al tuo blog e l’unico il link presente sul sito non funziona, oppure l’internauta in questione utilizza Firefox e non può correttamente utilizzare il menù principale.
    Considerando che tendo sempre a fare critiche costruttive, vi segnalo i seguenti errori riscontrati utilizzando il browser Firefox installato su Windows:
    - il link BLOG posto sulla sinistra del sito non manda al blog ma ricarica la pagina e che
    - il menù principale non funziona correttamente (verificate il codice javascript)
    - anche sul link che manda a http://www.lovegame48465 avrei da ridire considerando i molti appelli alla preghiera presenti sul sito, ma mi astengo considerandolo megliore del MelitaLink.
    Non cambio idea! Ritengo importante il lavoro di Francesco nel segnalarci siti che usano bene Internet, ma il sito utilizzato come esempio a mio avviso resta improprio. Ovviamente le mie critiche nulla tolgono all’importante attività svolta dall’Associazione.
    Ciao Dante

  12. claudio il 9 marzo 2008 dice

    Ciao Paolo, ciao Dante,
    ribadisco che la scelta di google ads non è stata “consapevole”… così come certo non è consapevole la pubblicità di “lovegame” (ci mancherebbe altro).
    Infatti non appena il webmaster (che per l’inciso è mio fratello, eheh) si libera un attimo dagli impegni universitari lo mettiamo al lavoro per rimediare alle varie imperfezioni che ci avete giustamente segnalato.
    Ad ogni modo, mi piaceva rimarcare lo spirito del sito e del blog, che forse Paolo è riuscito meglio a comprendere. Lungi da noi l’idea di avere un sito perfetto o professionale… ma, se permettete, ad una piccola organizzazione ciò non interessa, o almeno interessa relativamente. Quel che importa è che il sito sia costantemente aggiornato (e non creato magari spendendo mille euro e mai aggiornato: succede per molti siti di piccole o medie organizzazioni), che rispecchi un po’ il “clima” dell’associazione, che consenta ai ragazzi della città di conoscerci e di entrare in contatto con noi e agli stessi volontari di condividere foto, video, musica, nonchè di seguire costantemente le iniziative anche se si è a casa e per qualche sera non si ha la possibilità di partecipare alle riunioni. Tutto qui!!! Ciò non toglie che tutto deve e può essere migliorato e che “il bene va fatto bene” ;-)
    Un abbraccio,
    claudio.

    X Paolo: se sei di FG ti riteniamo “di diritto” invitato a trovarci appena passi di qui. E, soprattutto, se hai consigli, idee, proposte di qualunque genere, non mancare di farti avanti!!!

  13. Paolo il 9 marzo 2008 dice

    ciao Dante,
    faccio fatica a capire quest’ultimo intervento. Io non ho detto che il sito non sia una priorità. Ho detto esattamente il contrario, credo non sia prioritario dedicarsi oggi agli aspetti che tu giustamente citavi investendo soldi in consulenze esterne.

    Sono abituato a ragionare per target e obiettivi: qual’è il pubblico di riferimento di questa organizzazione? Quali obiettivi si propone? Oggi sarà appetibile a un’azienda milanese, romana, molisana, calabrese?

    E poi, è vero che quando sei su Internet ti può vedere il mondo, ma è anche vero che realisticamente un’organizzazione come questa se farà 100 visitatori unici al giorno (per molti sono una cifra enorme!!!) li farà tutti fra amici, volontari, donatori. I costituenti di questa organizzazione. Probabilmente, a parte la segnalazione di Francesco, frutto della sua curiosità, pochi altri l’avranno vista fuori Foggia.

    Ribadisco che la scelta di Francesco mi sembra opportuna: si può stare su Internet anche così (vedi il fenomeno my space!, esteticamente inguardabile, ma caldissimo). Tutto dipende da quelle piccole valutazione di marketing che ognuno di noi fa, anche inconsapevolmente, prima di avviare un progetto (swot, studio del contesto, posizionamento, obiettivi, budget a disposizione…)

    Se poi vorranno crescere, allargarsi ad altri mercati, raccogliere fondi da tutta italia, o più semplicemente migliorarsi imparando a usare tutta una serie di strumenti, trucchi, accorgimenti, ecc. che “bisognerebbe” usare su Internet, ben venga. La strada è lunga, impervia, irta di errori, ma sono sicuro che questa esperienza li aiuterà a fare meglio, anche grazie ai tuoi consigli o a quelli di Francesco (e anche guardandosi attorno).

    A presto
    paolo

  14. dante il 10 marzo 2008 dice

    Ciao Paolo,
    devo aver interpretato male il tuo intervento che mi permetto di riprendere:

    Dico subito che ho molto apprezzato la segnalazione di Francesco perché va incontro a quanto da tempo sostengo: il web 2.0 e i suoi strumenti permettono anche alle piccole organizzazioni, con webmaster autodidatti, di comunicare ai propri target di riferimento.
    Certo, si può migliorare la grafica, si può rendere il sito più usabile, si può ottimizzarlo per i motori di ricerca, renderlo accessibile, ecc. ecc.
    Ma sono priorità per una piccola organizzazione? Io credo di no, perché continuo a credere che siano più importanti le relazioni, la partecipazione, il coinvolgimento delle persone.
    ————-
    e pongo l’attenzione sulla terzultima riga !
    Comunque voi siete gli esperti, e quindi pur non cambiando idea, prendo molto in considerazione i vostri commenti. Vi chiedo; presentereste al Festival questa organizzazione come un esempio concreto e reale di come una piccola nonprofit usa bene internet ?
    Ciao Dante

  15. dante il 10 marzo 2008 dice

    Se lo presentate al Festival, fate togliere il link pubblicitario verso http://www.elianamonti che mi sembra poco indicato :-) )
    Scusatemi la battuta ma non sono ho resistito.
    Dai prendiamola sul ridere… ed aiutiamo questi ragazzi che se lo meritano.
    Ciao D

  16. Francesco il 10 marzo 2008 dice

    Ciao Dante, io ti rigiro la domanda: quale organizzazione nonprofit italiana con una bel sito, una chiara strategia di comunicazione online presenteresti tu ad un Festival del Fundraising ma anche ad un corso di formazione su internet e fundraising? Io personalmente ne ho parlato all’ultimo corso che ho tenuto qualche giorno fa dell’organizzazione Fratelli della Stazione: è un esempio concreto di come una piccola onp italiana può iniziare a comunicare bene all’interno (fra volontari) e all’esterno.

  17. dante il 10 marzo 2008 dice

    Ciao Francesco,
    che bello discutere animatamente ! E’ bello non credi ?
    Di buone organizzazioni nonprofit italiane che hanno bel sito ed un’ottima strategia ce ne sono molte, ma personalmente preferisco prendere esempio da alcune delle O.N.G che reputo tra le migliori:
    http://www.coopi.org/it/home/
    http://www.cesvi.org/
    http://www.terredeshommes.it/
    per citarne solo alcune, ma altre che hanno budget molto più ridotti svolgono un’ottimo buon gusto: (http://www.emmausfoundation.org/)
    E’ ovvio che una piccola associazione non può avere le stesse risorse di coopi che si è fatta realizzare il portale da Accenture, ma ispirarsi al loro stile ed in alcune loro idee “ritagliandole” al proprio contesto non è impossibile.
    Direi, che in un ipotetico corso avrei preso in considerazione l’organizzazione Fratelli della Stazione indicando il loro impegno ma evidenziando anche quali errori erano stati commessi e come risolverli. Tengo a precisare che si hanno uguali costi nel realizzare un sito secondo certi “standard” oppure realizzarlo secondo un proprio gusto personale quindi meglio ispirarsi a chi è professionista in quell’ambito, non basta usare tutte le risorse messe a disposizione dal web 2.0. Se dispongo di poche risorse, preferisco realizzare un sito molto curato che eviti strane pubblicità e che sia ottimizzato per tutti i browser piuttosto che creare molte attività poco curate. Sarebbe interessante chiedere ai tuoi studenti, che sicuramente avranno visitato il sito dopo la tua lezione, quali modifiche apporterebbero, oppure se tutto va bene così.
    Grazie ciao D

  18. Francesco il 10 marzo 2008 dice

    Ciao Dante, i blog sono nati anche per confrontarsi, è questo il bello.
    Ti dico questo: i “miei” studenti si sono sorpresi ben di più davanti al sito di amnesty italia che quello dell’associazione fratelli della stazione che anzi hanno apprezzato (dando consigli come voi per migliorarlo, mentre quello di amnesty secondo loro era da rifare!)

  19. dante il 10 marzo 2008 dice

    Ciao,
    Il sito di Amnesty Italia è semplice ed essenziale costa poco nella realizzazione in quanto non mi sembra legato ad una struttura di db. Come contro potrebbe avere costi di gestione più alti rispetto ad un content management.
    Se lo osservi bene e lo consulti sembra “spartano” ma è perfettamente intuibile e tutto si trova facilmente.
    Il bello o non bello è soggettivo ma questo sito è molto pratico e cerca di fornire una rapida risposta ad una tua necessità.
    Osservando gli altri siti sopra citati non si ha la stessa immediatezza.
    Quindi ritengo il sito di Amnesty Italia molto interessante ed un’ottimo spunto per una piccola associazione.
    Ne proporrei uno con questo approccio senza problemi.
    Sono preoccupato…. sono l’unico che vede questo sito positivo su un’intera classe :-( )
    Ciao D

  20. claudio il 10 marzo 2008 dice

    Essere diventati “caso di studio” è un onore …Grazie, perciò, a Francesco, a Dante, a Melita e a Eliana Monti :-D (senza di loro non sarebbe sorta questa bella discussione!!!).
    Tornando serio, io penso che Dante non considera che le dimensioni di un’organizzazione non sono un indice superfluo. Potersi permettere un’agenzia specializzata per realizzare un website o no non è ininfluente, poter curare il sito otto ore al giorno o un’ora la settimana, non è ininfluente. Personalmente penso che Amnesty (riprendendo l’esempio di cui sopra), probabilmente, potrebbe “permettersi” di meglio. Noi sicuramente no. O meglio, dovremmo sottrarre importanti risorse alle nostre “normali” attività, il che non mi pare un’ottima idea!!! Non penso che i nostri (pochi) donatori sarebbero contenti di sapere che le offerte raccolte davanti alle chiese vengono spesi in un website… Magari sono “antiquato”, ma la penso così.
    Un caro saluto,
    il caso di studio :-P
    Claudio

  21. Paolo il 10 marzo 2008 dice

    Una cosa va detta: questa piccola (e sempre più simpatica organizzazione foggiana… scusate, sono di parte ;-) ) ha dato vita a uno delle più animate conversazioni in rete sul fundraising.
    Complimenti a Francesco per averla avviata, ma anche a Dante (che spero di incontrare a Castrocaro, insieme a Claudio)per aver stimolato il dibattito.
    a presto

  22. claudio il 10 marzo 2008 dice

    Non sapete quanto mi piacerebbe venire al Festival per conoscervi di persona, ma non penso che il mio “dominus” sia d’accordo :-D purtroppo ho intrapreso un altro “mestiere”, molto più noioso del vostro :-(
    Vorrà dire che ci incontremo a FG, almeno con Paolo!
    a presto,
    claudio.

  23. dante il 10 marzo 2008 dice

    Ciao a tutti,
    per prima cosa Paolo non può più partecipare al dibattito perchè si è dichiarato di parte :-) ))
    Ovviamente scherzo! E’ un privilegio leggere i tuoi commenti.
    Caro Claudio, credo che non riesco a spiegarmi in modo chiaro!
    Non serve un’agenzia specializzata per realizzare un website simile quello di Amnesty neppure otto ore al giorno per aggiornarlo. Vi sottovalutate ! Ed io vi credo molto più bravi di quanto dimostro sui miei commenti. Il vostro web master amatoriale (come tu l’hai definito) saprebbe benissimo realizzare un sito simile a quello di Amnesty ma probabilmente non come quello di coopi, dove servono grandi competenze informatiche. Ed a questo punto il problema è che i Fratelli della Stazione utilizzano tutto quanto mette a disposizione il web 2.0 ma il prodotto ottenuto non è così curato come dovrebbe essere. Quindi meno volume e più qualità! Meglio rinunciare a 5 filmati ed utilizzare il tempo per rendere compatibile il sito a tutti i browser, meglio rinunciare ad inserire sul sito qualche preghierina (che risultano essere ridondanti, meglio una preghiera settimanale ed una pagina che le raccoglie tutte) ed usare il tempo per analizzare i siti delle maggiori O.N.G. per ispirarsi al loro stile, insomma come leggete, ritengo che abbiate strumenti, capacità, ed energie sufficienti, vi basterà bilanciare il lavoro per migliorare il vostro web senza tagliare nessuna attività sociale.
    Prima di concludere voglio soffermarmi sul punto:
    …Amnesty probabilmente, potrebbe “permettersi” di meglio…
    Non esiste un meglio o un peggio. Amnesty è un colosso e sicuramente chi cura la loro immagine ritiene che quel modo di comunicare sul web sia buono e non credo che abbiano problemi a sostituirlo se non lo ritenessero tale. Per questo non condivido il pensiero dei ragazzi del corso di Francesco, non è possibile sostenere che quel sito debba essere tutto rifatto come non è possibile affermarlo per quello degli amici di Foggia. Esistono degli stili e sicuramente Amnesty è fuori dal coro, ma conserva la qualità che a mio avviso nel sito dei Fratelli della Stazione si è un poco persa per il loro desiderio di comunicare e coinvolgere il mondo web nella loro straordinaria opera sociale.
    Ed a questo punto mi sorge una domanda: serve meno coinvolgimento emotivo e più freddezza da analista funzionale ?
    Per ora non so rispondere con certezza a questa domanda, ma nel caso degli amici di Foggia il coinvolgimento emozionale è veramente grande e questo se da un lato è fantastico dall’altro può creare qualche problema.
    E qui voglio spostare la discussione ad un ulteriore livello chiamando in causa il prof. Francesco.
    Come è possibile bilanciare il coinvolgimento emozionale con una fredda analisi funzionale nella realizzazione di un sito web di una O.N.P. ?
    Grazie a tutti è un piacere condividere con voi le mie opinioni.
    ciao D.

  24. Alberto il 10 marzo 2008 dice

    mi permetto di inserirmi in questa discussione; che vista da fuori, vi assicuro, è stato un gran bel dibattito sull’opportunità, anche per le associazioni no profit più piccole, di usare il web per far conoscere il loro lavoro e sensibilizzare le persone sulle tematiche che trattano.
    I risultati dell’associazione di claudio sono sicuramente da migliorare ma, per per il mio modesto parere, voglio farvi i complimenti: state sfruttando tutte le possibilità che il web vi offre, usando ogni strumento nel modo giusto. continuate così!
    prima di questa discussione ero incerto se aprire un blog per l’associazione no profit di cui faccio parte.
    Ora mi chiedo come mai non l’abbiamo ancora fatto!

    grazie a tutti e spero si continui con questi dibattiti costruttivi!

  25. Paolo il 10 marzo 2008 dice

    caro Claudio, scendo poco. Ci proverò a Pasqua, ma passerò le giornate a Manfredonia, dove ho sempre vissuto prima dell’università. Magari vieni a fare un salto al mare… o ci vediamo in stazione ;-) .

    Visto che se ne è parlato: più che a Amnesty Italia, guardate a http://www.amnesty.org. Caratteri grandi, link visibili, una chiara suddivisione dei contenuti, l’emozione che solo una bella immagine sa regalare e deve regalare… in più il tutto è sviluppato con un cms free: drupal (http://drupal.org/). Buona nottata a tutti

  26. dante il 11 marzo 2008 dice

    Ciao,
    molto bello il sito di amnesty.org.
    Grazie Paolo
    Ciao D

  27. claudio il 11 marzo 2008 dice

    Ciao Paolo, se passi in stazione noi siamo lì. L’associazione gestisce in convenzione anche l’Help Center per immigrati e senza dimora, che è aperto mattina e pomeriggio, quindi se riesci a fare un salto ci conosciamo! (non personalmente, ma con gli altri ragazzi, sì).
    Noi comunque, probabilmente a Pasquetta (da buoni foggiani) siamo a Siponto, in pineta…! Chi non è delle nostre parti non può capire ;-)
    Scusate l’uso privato del mezzo pubblico :-D
    a presto,
    claudio.

  28. dante il 12 marzo 2008 dice

    Ciao segnalo questo sito che a mio parere è molto ben fatto.
    http://www.world-friends.it/homepage.aspx
    ciao

  29. Gianni il 14 marzo 2008 dice

    Scusate l’intromissione, difendo per un attimo il “mio” sito dal punto di vista tecnico e tolgo il disturbo. Sono il webmaster autodidatta, meno che amatoriale, dei Fratelli della Stazione (purtroppo per noi, il meglio che c’è nella nostra associazione in questo campo).
    Vorrei porre solo un paio di notazioni. La problematica riscontrata da Dante sull’accoppiata Firefox/Windows era già nota da tempo, ma, parola di community firefox, per ora devo tenermelo così, infatti la versione per windows del browser della volpe è in ritardo su alcune compatibilità. Tale problematica non si riscontra, per esempio, sul firefox in sistemi linux come quello che sto usando in questo momento perchè è in una fase di sviluppo più avanzata.
    Per le altre annotazioni su cosa dovrebbe esserci o meno in home page, purtroppo qui siamo sul campo delle opinioni. I miei “committenti” hanno richiesto per inciso ogni cosa appaia oggi nella home. Mi rendo conto che la pagina possa risultare di difficile consultazione rispetto ad altri siti ma, per renderla più snella, bisognerebbe togliere qualcosina, e questo, per ora, potrebbe non piacere.
    Ultimo punto e mi taccio per sempre, il sito è tutta una sperimentazione continua, oltre ai problemi che avete individuato voi, ce ne sono altri 100 che dovete ancora scoprire. Putroppo un po’ per tempo, un po’ per mancanza di conoscenza tecnica, un po’ per vincoli di bilancio (il budget da non superare è di 25 euro annui per il sito internet…la mia quota associativa, praticamente!), di meglio, per ora non riesco a fare.
    Se poi, tra chi legge, c’è qualcuno che vuol dare una mano, ben venga, da parte mia ci sarà tutta la collaborazione possibile. Per contattarmi basta una mail all’indirizzo dell’associazione (dovete trovarla in home page, però, buona fortuna!) :-)
    Scusate di nuovo l’intromissione, cedo nuovamente la difesa al mio avvocato, alias mio fratello, alias claudio ;-)
    A presto.
    Gianni

  30. dante il 14 marzo 2008 dice

    Bene, quindi abbiamo capito che il tipo di informazione non dipende dal webmaster il quale si occupa solo della parte tecnica.
    Quindi caro Gianni non hai nessun motivo di giustificare il lavoro svolto anzi continuo a ritenere, come scritto nei precedenti post, che ti sottovaluti e sai fare molto di meglio.
    Tuttavia ritengo che il problema degli amici di Foggia sia marginale se confrontato ad all’altro problema da mè evidenziato e che non ha raccolto nessuno spunto; per questo lo rilancio:
    come è possibile bilanciare il coinvolgimento emozionale con una fredda analisi funzionale nella realizzazione di un sito web di una O.N.P. ?
    Ciao Dante

  31. francesco quistelli il 16 marzo 2008 dice

    Ciao a tutti, prima di tutto facio una considerazione generale: credo che questo post di Francesco abbia ad oggi il record di commenti tra i blog di fundraising: complimenti!
    Nello specifico io faccio un appello alla semplicità: sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista della comunicazione. Sono convinto che sia un elemento chiave. La gradevolezza estetica è secondaria, il coinvolgimento emotivo arriva dalla chiarezza e dalla forza del contenuto, non dalla forma. Che anzi, se troppo “bella”, a volte può creare problemi…

  32. Fundraising.it » Blog Archive » American Red Cross ed internet il 9 aprile 2008 dice

    [...] tempo fa su questo sito si è parlato di come una piccola onp usa il web; un articolo che ha suscitato una vivace discussione. Vediamo allora cosa è in grado di [...]

  33. Sai perchè non ricevi donazioni sufficienti? Non crei la tua tribù | Fundraising.it il 16 dicembre 2008 dice

    [...] associazione di Foggia secondo te non sta creando una tribù? con youtube anche? Ne avevo parlato qui mesi fa]. LA TRIBU’ è quello che bisogna costruire prima di partire alla carica del web 2.0. [...]

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