Conosciamo i fundraiser: Luciano Zanin
24 aprile 2008 scritto da Francesco
Francesco – Ciao Luciano, da quanti anni lavori nel fundraising?
Luciano – Da 25 anni, prima anche come dirigente di una ONP e da 10 anni esclusivamente come consulente di fund raising
Francesco – Perchè sei entrato in questa professione?
Luciano – Perché riesce a coniugare i miei valori di riferimento con un’attività economica, facendola divenire strumento e non obiettivo.
Francesco – Secondo te quale è stato il più grande cambiamento nella professione di fundraiser da quanto hai iniziato la tua carriera?
Luciano – L’università (economia del nonprofit) e la formazione specifica sul fund raising, più qualche incontro illuminante.
Francesco – Qual è la tua preoccupazione riguardo la professione di fundraiser?
Luciano – Che venga “inquinata” da altre professioni, altrettanto nobili, ma diverse: pubbliche relazioni, grafica, comunicazione, vendita pubblicità,…..
Francesco – Secondo te i donatori sono differenti oggi rispetto a quando hai iniziato la tua professione?
Luciano – Sì, sono più maturi e giustamente più selettivi
Francesco – Cosa vorresti fare meglio di quello che fai ora?
Luciano – Comunicare
Francesco – Qual è stato il commento più strano o sorprendente che ti ha fatto un donatore?
Luciano – Ma il fundraiser è un mestiere?
Francesco – Qual è il tuo motto?
Luciano – L’intenzione fa il donatore, non il dono.
Francesco – Che cosa avresti voluto sapere quanto eri agli inizi della tua carriera e ti sarebbe servito?
Luciano – Mi sarebbe piaciuto avere maggiori conoscenze su come si sviluppano le relazioni all’interno di una ONP, mi avrebbe fatto risparmiare un sacco di tempo e un sacco di errori
Francesco – Qual è la tua qualità migliore e come ti ha aiutato nella carriera?
Luciano – La disponibilità verso gli altri
Francesco – Se tu potessi ricominciare la tua carriera, che cosa faresti di differente?
Luciano – Comincerei a studiare prima, ma non tanto, visto che gli studi sul nonprofit prima del 1998 non c’erano
Francesco – Che cosa desideri fare in futuro nella tua professione che non hai ancora fatto?
Luciano – Andare a vedere dal vivo i progetti per i quali lavoro, constatare quale sia il reale apporto che la nostra professione può dare per cambiare la vita e il destino di molte persone, darebbe maggior senso all’opera quotidiana.
Francesco – Chi o che cosa ti ha influenzato di più nella tua vita?
Luciano – Nell’ordine: mia moglie, i miei figli, i miei genitori, alcuni professori e qualche buon amico/a
Francesco – Che cosa ti fa stare sveglio la notte?
Luciano – Se non ci son problemi specifici, la voglia e l’entusiasmo di cominciare la giornata
Francesco – Qual è la tua figura storica preferita?
Luciano – Mi piace molto come la pensava Aristotele
Francesco – Descrivi il tuo giorno perfetto o preferito
Luciano – E’ il giorno in cui mi alzo e mi sento libero di stare con la mia famiglia e di gestire il mio tempo. Poi magari se arriva anche una telefonata di qualche associazione o cooperativa che mi comunica di aver ricevuto una donazione anche per con il mio contributo, allora il giorno diventa perfetto.
Da poco Luciano ha aperto un suo blog che si va ad aggiungere ad altri blog nati in questi anni sul tema del fundraising, l’indirizzo è www.lucianozanin.it









Ciao Luciano
potresti cortesemente approfondire questa risposta:
- Che venga “inquinata” da altre professioni, altrettanto nobili, ma diverse: pubbliche relazioni, grafica, comunicazione, vendita pubblicità,…..
Ed in particolare, quali sono, a tuo parere, le distorsioni che creano queste attività nel fundraising ?
Grazie ciao
Dante
Ciao dante, scusa se ti rispondo solo ora ma son stato a fare “il ponte”.
Premesso che io mi occupo di piccole e medie aziende nonprofit e quindi lavoro “in strada”, mi ritrovo molto spesso con persone che intendono il fund raising solo come iniziative di marketing, o solo come attività di lobby, o solo come attività di pubbliche relazioni, quando, addirittura, non sono agenzie che vendono pubblicità e si propongono come consulenti di fund raising. Io sono MOLTO CONVINTO che tutto questo non sia fund raising. O meglio, a parte la vendita di spazi pubblicitari, o leggi meglio ricerca sponsorizzazioni, che fund raising non è, (il che non significa che non debba essere praticata, ma bisogna sapere che è cosa diversa), per il fund raising, e quindi per il fundraiser, tutti quelli citati non sono che pezzi di un unico puzzle che lui deve cercare di utilizzare al meglio per poter sviluppare la mission dell’ente per il quale lavora.
Per quanto riguarda le distorsioni, non è un problema che riguarda queste “singole” professioni, ma il pericolo che i fundraiser non siano in grado di collocare queste professioni nell’area complessiva del fund raising è sempre molto presente.
Ridurre il fund raising a “singole azioni” specifiche (direct marketing, pubbliche relazioni o lobby) può esser meno complicato, ma questo ne riduce “l’essenza” (e le potenzialità) e lo fa divenire una semplice implementazione di attività tecniche, il che, secondo me, lo porta lontano da ciò che invece dovrebbe essere.
Non fosse altro per tutto quanto concerne la rendicontazione e l’accontability….
E poi, non credo serva un altro nome da dare a professioni che già esistono no? Quindi o il fund raising è cosa diversa da queste, oppure di che parliamo?
La discussione è aperta, magari ne parliamo anche a Castrocaro.
Ciao
Grazie !
)
mi pare un’ottima attivita’che riesce a coniugare fine e mezzi, etica e “affari”.
confesso che data la mia attuale attivita’(pr)non mi disciacerebbe “specializzarmi”nella raccolta fondi x onp che oggi mi pare lo facciano in modo o tradizionale o peggio “dilettantistico”.
complimenti anche x il sito…
[...] particolare interesse è quella relativa al progetto “Giardino di Al” presentato da Luciano Zanin e Guya [...]