Francesco – Ciao Ioana, da quanti anni lavori nel fundraising?
Ioana – Appena laureata ho lavorato per pochi mesi in una piccola ONG milanese e, successivamente, sempre per pochi mesi, da Aragorn Iniziative. Dopo un anno e mezzo di organizzazione eventi (profit) ho voluto ritornare al mio grande amore: il non profit, sbarcando in L&P (Lentati & Partners), dove ho lavorato per 4 anni. Ora, da qualche mese, sono più a diretto contatto con i beneficiari, in AMREF.
Francesco – Perchè sei entrata in questa professione?
Ioana – Il non profit è coinvolgimento, passione, voglia di fare, senso di responsabilità. è un lavoro che ti da quel qualcosa in più, quel qualcosa che, alla fine di una stancante giornata, da un senso alla fatica. Ho deciso di lavorare nel terzo settore perchè credo nelle sue potenzialità, che possono essere apprezzate appieno con la sempre maggiore professionalizzazione del settore, e non con quell’arte dell’arrangiarsi che, a mio avviso, ha un pò caratterizzato il non profit in Italia fino a poco tempo fa.
Francesco – Secondo te quale è stato il più grande cambiamento nella professione di fundraiser da quanto hai iniziato la tua carriera?
Ioana – Mi riallaccio alla risposta precedente: l’ingresso continuo di personale qualificato, di persone che hanno interesse a rendere sempre più professionale il nostro lavoro, la seniority di persone che lavorano nel settore da molti anni, che dimostrano dinamismo scrivendo blog, confrontandosi continuamente con i colleghi, incontrandosi, studiando trend e proponendo idee innovative…tutto questo penso sia il cambiamento più grande degli ultimi anni, che ci sta facendo avvicinare, almeno un po’, a contesti più internazionali.
Francesco – Qual è la tua preoccupazione riguardo la professione di fundraiser?
Ioana – Più che una preoccupazione è un timore: quello che, riallacciandomi sempre alle risposte precedenti, la maggiore professionalità, che significa anche ovviamente maggiori investimenti economici per le ONP, non venga compresa all’esterno. Il timore insomma è che le persone non comprendano il passaggio da volontariato e filantropia a professionalità/lavoro reale e concreto.
Francesco – Secondo te i donatori sono differenti oggi rispetto a quando hai iniziato la tua professione?
Ioana – Lavoro in questo settore relativamente da poco per poter rispondere a questa domanda. Posso solo dire che i dati dimostrano che il donatore appartiene alla stessa fascia d’età da tempo (adulti)….aumenta la fascia dei giovani, e sono proprio loro che portano innovazione e spingono ad individuare nuove leve di marketing necessarie a trovarli, interessarli, coinvolgerli, farli donare.
Francesco – Cosa vorresti fare meglio di quello che fai ora?
Ioana – Ora mi occupo di fundraising aziende; da consulente il mio lavoro era a 360°: a seconda della necessità si reagiva…il fundraising aziende è più specifico, ma è un vero mondo, da esplorare e conoscere…vorrei fare sempre meglio.
Francesco – Qual è stato il commento più strano o sorprendente che ti ha fatto un donatore?
Ioana – Purtroppo non ho avuto fino ad oggi a che fare direttamente con i donatori…se ne avrò la possibilità, magari più avanti, vi dirò.
Francesco – Qual è il tuo motto?
Ioana – Lavorare duramente, avere obiettivi chiari e precisi, pensare strategicamente, collaborare con i colleghi, avere piena fiducia in loro e nella loro professionalità.
Francesco – Che cosa avresti voluto sapere quanto eri agli inizi della tua carriera e ti sarebbe servito?
Ioana – Penso di essere ancora relativamente agli inizi. Lavorare, come fino a poco tempo fa, per diverse realtà è stata sicuramente un’ottima palestra: soprattutto perché l’ho fatto con impegno e con la voglia di sapere sempre di più (se so sempre di più posso aiutare al meglio chi ha bisogno, anche solo per un periodo, di me).
Francesco – Qual è la tua qualità migliore e come ti ha aiutato nella carriera?
Ioana – La voglia di fare e la tenacia nel raggiungere obiettivi concreti. Lavorare in una medio/grande ONG dopo 4 anni di consulenza direi che è un primo grande risultato per me.
Francesco – Se tu potessi ricominciare la tua carriera, che cosa faresti di differente?
La mia carriera è ancora relativamente agli inizi; penso di aver intrapreso un giusto percorso: vi saprò dire più avanti.
Francesco – Che cosa desideri fare in futuro nella tua professione che non hai ancora fatto?
Ioana – Mi piacerebbe, con i dovuti tempi e con la migliore situazione possibile, varcare i confini nazionali e specializzarmi nella professione in Paesi più avanti rispetto al nostro relativamente al fundraising.
Francesco – Chi o che cosa ti ha influenzato di più nella tua vita?
Ioana – Penso di saper cogliere da ogni persona che mi sta vicino consigli, atteggiamenti, punti di forza utili per migliorare sia come persona, che come professionista.
L’avere poi accanto colleghi stimolanti e amici fedeli per me è sicuramente un pregio e una grande opportunità di crescita.
Francesco – Che cosa ti fa stare sveglio la notte?
Ioana . Le aziende! La strategia per contattarle, gestirle e acquisirle al meglio.
Francesco -Qual è la tua figura storica preferita?
Ioana – Salvador Allende, perché è stato coerente fino alla fine.
Francesco – Descrivi il tuo giorno perfetto o preferito
Ioana – Lavorativamente: un successo ottenuto sicuramente rasserena anche la peggiore giornata. Al di fuori del lavoro: una bella giornata rilassante in spiaggia – sole, nuoto, un buon libro e una buona compagnia.







