Con la crisi meno donazioni al nonprofit?
Scritto il 28 novembre 2008 da Francesco · 4 Commenti
Le ricerche dicono di si. Il condizionamento piscologico derivante dalla crisi dei mutui subprime si concretizzerà con un calo del 45% delle donazioni saltuarie alle organizzazioni nonprofit. Il dato è stato diffuso alla quarta conferenza internazionale della comunicazione sociale, organizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso.
Se si prendono questi dati Approfondisci
Manuale sul design che aiuta l’advocacy
Scritto il 21 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento
In rete si trova di tutto ma ogni tanto ci sono delle guide veramente utili, non i soliti scarti di laboratorio.
Questa che ho trovato potrà essere utile sia a grafici freelance che a chi fa marketing all’interno delle organizzazioni nonprofit e specialmente nelle organizzazioni non governative.

Visualizing information for advocacy è una guida utile per chi fa advocacy (advocacy è l’uso strategico di informazioni e altre risorse (economiche, politiche, ecc.) per modificare decisioni politiche e comportamenti collettivi ed individuali o imposti dai decision makers – fonte).
In pratica la guida spiega:
- che per far passare determinati concetti, buone cause, informazioni non è più sufficiente la parola ma servon strumenti di visualizzazione veloci ed interattivi (ad esempio questa mappa delle prigioni in Tunisia)
- che il design, i grafici, i colori sono elementi importanti di una campagna di advocacy
La vuoi scaricare? Clicca qui
Può internet far diventare una azienda responsabile?
Scritto il 21 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento
Continua la rubrica Campagne online per far capire come internet può essere una cassa di risonanza per far assumere comportamenti maggiormente responsabili alle aziende. E’ questo un caso realmente accaduto riportato dal sito Digiactive
Cosa è accaduto: Motrin, azienda che produce medicinali per diminuire il dolore, ha fatto una pubblicità (la vedi qui sotto) in cui sostiene che nolte mamme, pur di essere alla moda, vestono i loro bambini e poi li portano in giro affaticando ovviamente la loro schiena o collo (e dunque avrebbero bisogno del medicinale per far passare il mal di schiena…). Da qui è iniziata la protesta online
Quali strumenti online sono stati utilizzati: blog, Youtube (sia per diffondere lo spot incriminato che per commentarlo con video di risposta), Twitter (un canale creato ad hoc e tante discussioni attive)
Come sono stati utilizzati:Ha iniziato a scrivere la blogger Amy Gates sul suo blog nella notte del 15 novembre, domenica sera era già attivo il canale Twitter . Su Youtube oltre ad inserire lo spot incriminato ed i video di risposta è stato fatto un video di mashup composto da tweets da Twitter e da foto di mamme
Risultato: domenica sera Motrin ha cancellato lo spot e inserito scuse ufficiali sul loro sito che puoi vedere qui di seguito
Conosciamo i fundraiser – Intervista a Beppe Cacopardo
Scritto il 21 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento

Francesco – Da quanti anni lavori nel fundraising?
Beppe C. – A Marzo del 2009 saranno 20 anni di attività.
Francesco – Perchè sei entrato in questa professione?
Beppe C. – Dopo 13 anni come dirigente della CISL di Milano, ritenendo conclusa la mia esperienza sindacale, stavo cercando una nuova opportunità professionale. Ho avuto la fortuna di incontrare Beatrice Lentati tramite una comune amicizia. Con lei ho collaborato dal 1989 al 2001, per poi aprire il mio studio di consulenza. Dal 2004 insieme ad altri consulenti, ho contribuito a dare vita a ProfessionEtica, network di professionisti, esperti di comunicazione sociale e fundraising, ognuno con competenze ed esperienze specifiche, quindi, complementari e sinergiche. La ragione? Non credo nella figura del Fundraiser “tuttologo”, esperto e capace in tutto. Il buon fundraiser deve avere una visione e definire una strategia, poi deve avvalersi di tante altre capacità e competenze. Non solo, il network è per definizione una “non struttura”. E’ leggero, non è appesantito da costi fissi di struttura, è flessibile, è in grado di offrire consulenza e assistenza di comunicazione e fundraising a tutto tondo.
Francesco – Secondo te quale è stato il più grande cambiamento nella professione del fundraiser da quanto hai iniziato la tua carriera?
Beppe C. – Da quando ho iniziato, venti anni fa, il cambiamento è profondo e, attualmente, molto rapido. Oggi come ieri, il fundraiser deve essere un manager serio e preparato, professionale ed etico. Ma a differenza del passato, la nostra professione è oggi molto più complessa. Occorrono dunque maggiori e migliori competenze per dispiegare la strategia di fundraising nei suoi molteplici aspetti. Occorre costruire una comunicazione capace di creare consenso, relazione, partecipazione, condizioni necessarie per raccogliere adesioni e fondi.
E’ finito il tempo del fundraising basato esclusivamente o quasi sulle metodologie e le tecniche del direct marketing e del direct mail, peraltro sempre necessarie.
Consulente esterno o dirigente interno, oggi, come ieri, il fundraiser deve conoscere bene la Causa e la Mission dell’organizzazione per cui opera e deve sviluppare una buona capacità di analisi della situazione interna ed esterna per disegnare un’efficace strategia. Ma sempre più spesso è chiamato a misurarsi con il cambiamento, a prendere decisioni rapide e flessibili. Pensa cosa ha prodotto la “rivoluzione” internet, anche dal punto di vista dell’impatto sul modo di comunicare e di fare fundraising. Pensa come sta rivoluzionando la nostra quotidianità e il nostro modo di lavorare!
Il buon fundraiser deve avere conoscenze delle nuove tecnologie o quanto meno delle loro potenzialità, a cominciare dal database relazionale di marketing, indispensabile non solo in funzione dell’aggiornamento dei dati, della corretta gestione del rapporto con i donatori e del programma di fidelizzazione, ma anche a fini statistici e di rendicontazione.
Il fundraiser deve essere in grado di relazionarsi bene con la dirigenza e con lo staff, deve essere un buon formatore, deve avere competenze di marketing, deve avere fantasia e creatività, deve essere in grado di produrre una buona comunicazione, sempre professionale ed etica, e di declinarla su tutti gli strumenti, on e offline, e su tutti i media.
Le iniziative di fundraising Approfondisci
Modelli di lettere per raccogliere fondi. E’ possibile?
Scritto il 19 novembre 2008 da Francesco · 4 Commenti
Prima di leggere l’articolo ti informo che abbiamo aperto un sito con oltre 200 lettere reali per fare raccolta fondi. Vacci subito, visita http://mailing.fundraising.it e abbiamo anche pubblicato un libro che ti aiuta a scrivere ed inviare lettere per raccogliere fondi, clicca qui per acquistarlo
Sui modelli di lettere ci sarebbe molto da dire prima di tutto rispondere alla domanda: “E’ possibile fare un modello di lettera unico per tutti?“. La mia risposta è no, è difficile, però si possono dare dei consigli su come scriverla e dare degli scheletri che funzionino più che come modelli, come basi di partenza per chi fa fundraising, specialmente a livello di volontariato, per imbastire una prima lettera di richiesta fondi (o magari di ringraziamento).
Scarica gli esempi di lettere per:
- Chiedere una donazione – scarica qui subito
- Chiedere una donazione per un oratorio / centro giovanile – scarica qui subito
- Chiedere una donazione per una associazione sportiva – scarica qui subito
- Ringraziare il donatore – scarica qui subito
- Ringraziare un donatore dopo un evento speciale (in questo caso un matrimonio) – scarica qui subito Grazie al lettore che ce ne ha inviata una copia!!
- Sollecitare via email all’acquisto di biglietti augurali di Natale – scarica qui subito
ATTENZIONE: Le lettere, come ogni bravo fundraiser, vanno personalizzate, dunque quello che ti forniamo è lo scheletro della lettera, dovrai e potrai poi riempirla di parole, date e numeri sulla tua organizzazione e sui progetti svolti.
La trasparenza nel cause related marketing
Scritto il 19 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento
Ho letto recentemente un bell’articolo di Pau Jones che è un consulente di marketing che opera negli USA.
Paul riporta una campagna di cause related marketing classica: con l’acquisto di un prodotto (in questo caso gioielli) la società produttrice farà una donazione all’organizzazione nonprofit.
Fin qui nulla di diverso, ma se si va sul sito internet dell’organizzazione nonprofit (The Breast Cancer Research Foundation) si può trovare un file liberamente scaricabile (scaricalo qui). Un semplice file che specifica:
- il costo del prodotto
- la donazione che verrà fatta ad ogni acquisto del prodotto dall’azienda all’organizzazione nonprofit
- la descrizione del prodotto
- l’azienda produttrice
- dove si può trovare il prodotto
- i contatti dell’ufficio stampa dell’azienda produttrice
Questo certamente aiuta la trasparenza del processo di donazione dell’impresa profit verso l’organizzazione nonprofit e l’acquisto del prodotto/servizio da parte del consumatore / donatore. Se intanto vuoi vedere un elenco esaustivo di tante campagne di cause related marketing visita il sito di Sodalitas Social Solution cliccando qui
Quali sono i vantaggi che una organizzazione nonprofit può ottenere attraverso una partnership con un’ impresa profit?
Scritto il 19 novembre 2008 da Francesco · 1 Commento
I programmi di corporate giving hanno portato notevoli vantaggi anche alle organizzazioni non profit che, oggi, possono godere di un supporto maggiore e di nuove fonti di finanziamento. L’analisi dei dati relativi alla raccolta fondi alle attività di marketing sociale realizzate dal terzo settore delinea con maggiore chiarezza la tendenza positiva in corso riguardo il coinvolgimento delle aziende nel sociale.
Infatti, come si evince dal grafico sottostante, analizzando l’attività di raccolta fondi dell’Azienda Ospedaliera Meyer è evidente l’incremento del numero delle imprese donatrici nel periodo dal 1997 al 2002.
Anche per quanto riguarda le attività di raccolta fondi intraprese dal Comitato Italiano per l’UNICEF
Quanto donano gli italiani? Scopriamolo insieme
Scritto il 12 novembre 2008 da Francesco · 6 Commenti
Ecco gli ultimi dati Eurisko presentati al convegno dell’Istituto Italiano della Donazione (magari qualcuno che c’è stato ci dirà come è andata):
- solo il 16% dei donatori sostiene regolarmente una onp (cioè donano almeno una volta all’anno alla stessa associazione). La media di donazione di questi donatori è di € 180 e la donazione in media viene perpetuata per 7 anni.
- il 36% sostiene saltuariamente una organizzazione nonprofit (almeno una donazione negli ultimi cinque anni anche a onp differenti). La media di donazione di questi donatori è di € 48 e la donazione in media viene perpetuata per 2,7 anni.
- il 48% è regolare nei confronti di alcune realtà e saltuario con altre
La modalità di versamento preferita dagli italiani Approfondisci
Quali sono le motivazioni che spingono un’ impresa a legare il suo marchio a “cause buone da sostenere”?
Scritto il 11 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento
I consumatori tendono generalmente a scegliere il brand e il prodotto eticamente impegnati e sono disponibili a pagare molto volentieri per questo un sovrapprezzo che rafforzi tale impegno. Le imprese, allo scopo d’aumentare la visibilità del proprio marchio e del proprio prodotto, si avvicinano alle cause di ordine sociale attraverso rapporti commerciali con organizzazioni nonprofit che garantiscano l’efficacia del loro impegno a favore della collettività.
Un’azienda può essere ritenuta socialmente responsabile quando con le sue azioni può dimostrare di essere in grado di soddisfare le attese, economiche e non, di tutti i suoi referenti interni ed esterni. Ciò che emerge dalle più recenti indagini sul consumo a livello europeo, è che in genere quasi il 90% dei consumatori valuta positivamente l’immagine di un’azienda che investe nel sociale, e oltre l’80% ritiene che a parità di prezzo e qualità è preferibi¬le acquistare prodotti associati ad una causa sociale.
Una ricerca Ipsos Explorer ha mostrato che Approfondisci
3 guide per usare Youtube+Twitter+Facebook+Google Hearth+Blog per promuovere la tua causa
Scritto il 10 novembre 2008 da Francesco · Lascia un Commento
La rete è una grande risorsa per chi deve far comunicazione nel nonprofit, per chi svogle compiti di campaigner, comunicatore, ufficio stampa, fundraising.
Ecco tre guide in inglese e con molte immagini e link esplicativi che ti possono aiutare a capire meglio le strategie da applicare e i compiti operativi da assegnare o da svolgere per utilizzare strumenti come Youtube, Twitter, Facebook, Google Earth, i Blog.
- GUIDA Cross Posting for Advocacy – scarica
- GUIDA Geobombing: Youtube + Google Earth – scarica
- GUIDA Blog for a cause – scarica
Le guide sono pubblicate da questa organizzazione nonprofit che ovviamente è sostenuta da alcune aziende e fondazioni per svolgere la sua attività ed ha anche volontari italiani che aiutano nella traduzione italiana del sito










