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by Valerio Melandri
27.12.2011

Il valore aggiunto sociale del Terzo Settore

valore aggiunto sociale del terzo settoreDa tempo il terzo settore costituisce nel nostro Paese uno dei principali attori del sistema di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a fianco alle agenzie della pubblica amministrazione e, in misura crescente, a fornitori privati lucrativi.

Spesso i leader delle organizzazioni nonprofit vantano una distintività e una specificità in termini di qualità dei servizi erogati (personalizzazione), di vicinanza ai bisogni espressi (prossimità), di gestione democratica (multi-stakeholders), di compartecipazione alle scelte decisionali da parte degli utenti (governance allargata), di capacità di lavorare in rete (networking) con gli altri attori della comunità locale, di pluralismo dei valori espressi e praticati da parte di questa particolare tipologia organizzativa.

Raramente però queste dichiarazioni di principio sono suffragate da dati che consentano di verificarne l'attendibilità. I mutamenti profondi che stanno attraversando i sistemi di welfare a livello territoriale, anche nel nostro Paese, chiamano sempre più in causa la necessità da parte delle organizzazioni non lucrative e delle imprese sociali di essere in grado di dimostrare l'impatto sociale, gli esiti concreti delle loro attività.

Il volume di Bassi propone un sistema di valutazione della performance dei soggetti di terzo settore che producono servizi alla persona denominato VAS – valore aggiunto sociale. Lo strumento può essere agilmente utilizzato sia per monitorare l'esecuzione delle attività e verificare il livello di efficienza dei processi organizzativi, che al fine di pianificare nuovi programmi o attività e di misurare quanto questi siano affidabili, efficienti e congruenti con gli effetti (impatti) desiderati.

Dal punto di vista diagnostico (analisi processuale) il modello consente di verificare se lo stato di cose attuale sia coerente con i principi guida della organizzazione (mission) e se il livello (quantità e qualità) delle prestazioni erogate sia soddisfacente rispetto agli obiettivi organizzativi. Relativamente all'analisi previsionale, lo strumento si muove dalla prospettiva opposta: parte cioè dagli effetti/impatti che si intendono produrre nella società, per risalire ai risultati attesi, ai prodotti da erogare, ai processi da mettere in atto e infine alle risorse da procurare. Quest'ultima analisi è estremamente utile in tutti i casi in cui l'organizzazione voglia prevedere la fattibilità dell'attivazione di un nuovo servizio o attività, o l'apertura di una nuova struttura (residenziale, semi-residenziale, ambulatoriale, socio-riabilitativa, socio-educativa, ecc.).

L'urgenza e la necessità da parte dei soggetti di terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di "grado di produzione di beni relazionali", nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, cioè nei termini di generazione di capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti. Ciò soprattutto ora che è in atto in molte regioni del nostro Paese una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari ed educativi, in seguito alla adozione del sistema dell'Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).

Il duplice processo di "re-internalizzazione" dei servizi messo in atto da numerosi enti locali in seguito alla costituzione delle ASP (Aziende pubbliche di servizi alla persona) e di attuazione del modello dell'accreditamento in gran parte delle regioni italiane, pone sfide inedite agli attori del terzo settore protagonisti - da oltre due decenni - dei sistemi di welfare locale.

Il volume si rivolge in primo luogo ai dirigenti delle organizzazioni nonprofit e delle imprese sociali italiane che possono trovarvi numerosi spunti per implementare politiche di sviluppo e consolidamento organizzativo; in secondo luogo, ai decisori pubblici che possono trarne utili elementi per arricchire i sistemi di accreditamento in corso di definizione; in terzo luogo, agli enti sostenitori e finanziatori del terzo settore, in primis le fondazioni di origine bancaria, che posso individuare numerosi elementi per la ridefinizione dei sistemi di valutazione e selezione dei progetti da promuovere; e, infine, ma non da ultimo, agli studenti dei corsi di laurea nelle discipline politiche, sociologiche, giuridiche ed economiche che intendono approfondire le tematiche gestionali delle organizzazioni di terzo settore.

Titolo: Il valore aggiunto sociale del terzo settore
Autore: Andrea Bassi
Editore: QuiEdit
Pagine: 194
Anno: 2011
Prezzo: 17,30 €




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