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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by Davide Moro
13.01.2012

"Siti web al microscopio": Greenpeace Italia

Siti web al microscopio Greenpeace

Eccoci di nuovo con la rubrica "Siti web al microscopio". Oggi ho deciso di andare ad analizzare il sito Greenpeace Italia, per cercare di capire come si possa unire advocacy, sensibilizzazione e raccolta fondi in un mix vincente.

Usabilità: 3,7 su 5

L'usabilità è molto buona anche se il punteggio finale ha risentito in parte di alcune piccole, ma pur sempre rilevanti, lacune nell'accessibilità. Come accade spesso, c'è ancora una scarsa attenzione alla predisposizioni di versioni del sito con diverse modalità di visulizzazione e navigazione, come ad esempio quelle ad elevato contrasto oppure quelle per connessioni lente.

Per quanto riguarda la navigabilità, l'utente è in grado di muoversi tranquillamente all'interno del sito, spostarsi tra i vari argomenti e sezioni con estrema facilità senza mai correre il rischio di perdere il filo logico. Putroppo anche per questo sito non è prevista una versione rimodulata per la navigazione da dispositivo mobile, obbligando l'utente a continui zoom in e out per leggere i vari contenuto.

Anche i menù sono ben strutturati e offrono una panoramica rapida dei conetnuit in essi conentuiti, guidando intuitivamente la navigazione. Rispetto all'intera home page, i menù risultano forse un po' troppo piccoli, quasi nascosti nell'header. Se da un lato ciò non è così rilevante, dall'altro però le persone ipovedenti potrebbero riscontrare dei problemi.

Grafica: 4,6 su 5

La grafica è ben studiata e offre un risultato gradevole e pulito. Il ricorso frequente al colore istituzionale, che già di per se è accesso e brillante, ribadisce e rafforza in ogni pagina l'identià di Greenpeace.

Molto efficace anche il massiccio utilizzo di immagini, come approfondiremo poi nella sezione dedicata ai contenuti, che spezzano la bitonalità del sito (bianco e verde) attirando l'attenzione del utente.

L'utilizzo anche di altri colori oltre a quelli istituzionli, con intelligenza, parsimonia e prestando molta attenzione a che non generino un efffetto di cannibalizzazione, possono offire un plus nell'esperenza di utilizzo del sito importante: categorizzano indirittamente contentuiti e ne semplificano il riconscimento "a colpo d'occhio".

Contenuti: 3,8 su 5

La strutturazione dei contenuti è molto buona anche se si possono evidenziare due differenti approccio: da un lato, attraverso le comunicazioni nello slideshow e nella colonna di destra, si spinge molto a dinamiche di interazione volte a stimolare la partecipazione; dall'altro tutta la parte centrale del sito ha uno stile tipicamente redazionale e se vogliamo in parte autoreferenziale. Il risultato è che in alcuni fasi della navigazione il sito risulta poco user oriented ma diventa un cosiddetto "sito vetrina".

Molto ben progettata e studiata anche l'alberatura dei contenuti, con una struttura ad imbuto rovesciato cioè partendo dal generico, di pagina in pagina si entra sempre di più nell'approfondimento di un argomento specifico.

Altro aspetto positivo è l'utilizzo di materiale multimediale (in parte anche liberamente utilizzabile come indicato nella normativa sul copyright) per raccontare se stessa e le proprie attività. L'evoluzione naturale di questo approccio è l'utilizzo di soluzioni grafico/testuali come le inforgrafiche per sostituire le parti testuali e svincolarsi dalla logiche dello stile redazione da "carta stampata" per catapultarsi nell'era del web oriented.

Greenpeace nei suoi mailing tende sempre a mettere in primo piano la persona che si occupa della specifica campagna, facendola diventare la figura di riferimento e il filo rosso di tutte quelle specifiche comunicazioni. È un peccato che questa dinamica non venga riprodotta anche nel sito, rendendo invece tutte le varie sezioni assolutamente impersonali. Non bisogna mai dimenticarsi che "le persone donano a persone per aiutare persone". Lo stesso discorso vale per la parte delle informazioni istituzionali che risulta molto fredda, a volte incompleta e legata a pdf scaricabili (ad esempio mancano i bilanci degli anni precedenti, non c'è l'organigramma ecc.).

Fundrasing: 3,8 su 5

Il sito deve soddisfare due obiettivi principali: stimolare l'attivismo e raccogliere fondi. Sicuramente è più orientato al primo, non trascurando neanche il secondo e offrendo alcuni spunti interessanti. La procedura di donazione online principale è pulita, ben fatta e bilanciata (richiede solo le informazioni necessarie) e offre esclusivamente la possibilità di fare una donazione continuativa.

La parte di raccolta fondi invece è influenzata da una rigida policy sulle fonti da cui accettare donazioni. Va sottolineato però che gran parte delle campagne si appoggiano a mini siti esterni assolutamente fundraising oriented, multimediali e coinvolgenti.

La parte sui volontari è ben sviluppata , nell'ottica anche di concentrazione delle energie sulla promozione della partecipazione. L'attività di cyberattivista è promossa in modo massiccio in tutte le pagine.

Infine il sito di e-commerce, il GreenMarket, è ben fatto, stilisticamente coerente con quello istituzionale ma scarsamente promosso. Vi si accede dal menù a discesa "cosa puoi fare tu" ed è identificato con "Acquista Verde". Sicuramente dovrebbe avere una visibilità maggiore.

Web 2.0: 4,1 su 5

L'integrazione con il web 2.0 è molto buona: ogni pagina prevede la possibilità di condividere il contenuto su una molteplicità di social network, nella home page ci sono tutti i link ai vari profili istituzionali e nella colonna di destra, sempre in home page, ci sono i box con i dati in tempo reale dai due principali social network (Facebook e Twitter).

Sarebbe interessante realizzare una pagina interna interamente dedicata al web 2.0. Cosa che sembra ci sia perché nel footer è presente un link "Seguici sui social network" che però indirizza ad una pagina di errore 404 (da evidenziare come tale pagina non è quella standard di errore ma personalizzata e trasformata in una pagina "utile").

Web reputation: 4,6 su 5

Dal punto di vista del posizionamento all'interno dei motori di ricerca, il sito risulta correttamente indicizzato e facilmente individuabile attraverso le chiavi di ricerche specifiche sia con quelle più generiche che trasversali.

Tale risultato è sicuramente il frutto di una buona web reputation garantita da un elevato flusso di conversazioni e discussioni positive collegate.

TOTALE: 4,1 su 5

Conclusioni

Il sito di Greenpeace rappresenta una buona best practice, in particolare a livello di attività di advocacy e attivismo. Se da un lato ha molto spesso un approccio di tipo redazionale e meno coinvolgente, dall'altro tutto ciò aiuta a stimolare la consapevolezza sulle problematiche che affronta e ne stimola la condivisione e l'approfondimento.

Facendo parte di un network internazionale e dovendo rispettare delle regole di coordinamento tra i vari siti, sicuramente gli spazi di libertà nella progettazione del sito non sono molti. Ci sono però dei piccoli accorgimento in grado di trasformare una pagina, che a prima vista risulta piena di testo, in una pagina che appassiona e incuriosisce:

  • immagini emozionanti;
  • brevi video, anche amatoriali che testimoniano l'attività dell'organizzazione;
  • grafici e inforgrafiche che con pochi semplici elementi sono in grado di trasferire un concetto, anche complesso.

NOTA METODOLOGICA

Per valutare i 6 ambiti del siti sono stati individuati una serie di parametri a cui è stato attribuito un punteggio da 0 (completamente negativo) a 4 (ottimo) e un peso da 1 (poco rilevante) a 3 (molto rilevante). I vari risultati intermedi e i finali sono espressi in quinti da un valore di 0 (molto negativo) a 5 (ottimo).




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