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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by Sara Boschetti
20.12.2012

Intervista a Carl Drexler

Per la rubrica “Intervista a un Fundraiser” di Dicembre parliamo con Carl Drexler, Responsabile Corporate Partnerships di UNICEF Italia.

Sara - Da quanti anni lavori nel fundraising?

Carl - In un certo senso  dal 1980 quando sono diventato un semi-professionista del windsurf. Dopo ho lavorato nello sport dove il corporate fundraising si chiama sponsoring. Dal 2004 faccio fundraising vero, quando ho cambiato il settore sport per l’umanitario.

Sara - Qual è il tuo ruolo e di cosa ti occupi esattamente?

Carl - Sono il responsabile Corporate Partnerships di UNICEF Italia. Siamo un gruppo di persone che sono specializzate nel corporate engagement che include fundraising, CSR e collaborazioni tecniche con aziende. Ma abbiamo anche dei specialisti nel licensing, retail e vendita di prodotti ad aziende.

Sara - Cosa ti ha spinto a svolgere questa professione?

Carl - L’idea che posso usare le mie esperienze di management, strategia e negoziazione per una causa importante. Ora posso far diventare tanti poveri un po’ più ricchi, invece di fare pochi ricchi atleti ancora più ricchi.

Sara - Di cosa si occupa la tua organizzazione?

Carl - Bambini, minori, neonati, giovani, ragazzi e ragazze, bambolotti, pupazzetti che non ce la fanno da soli.

Sara - Parlaci di una campagna o di un progetto a cui stai lavorando in questo momento.

Carl - Cerchiamo di capire che vuol dire questa crisi per noi, come reagirà il mercato, come dobbiamo rispondere noi. Facciamo molta ricerca, cosa difficile perché c’è tanta confusione e contraddizione.

Sara - Quali sono i principali ostacoli che affronti quotidianamente nel tuo lavoro?

Carl - Forse le culture diverse che si trovano in tutte le ONG e che spesso non si capiscono bene tra loro. Il volontario, il benefattore tradizionale, i specialisti moderni del digital e del web, ecc… non hanno sempre tutti gli stessi obiettivi e metodi.

Sara - Se avessi una bacchetta magica cosa cambieresti nel tuo lavoro? E nel nonprofit?

Carl - Darei un secondo collega al nostro legale che lavora giorno e notte, uno alla IT, e due a me stesso. Al nonprofit darei una bella iniezione di modernità e professionalità.

Sara - Cosa avresti voluto sapere agli inizi della carriera che oggi ti sarebbe servito?

Carl - Che si guadagna così poco.

Sara - Qual è stato il commento più strano o sorprendente che ti ha rivolto un donatore?

Carl - L'Amministratore Delegato di un'azienda ha paragonato il proprio lavoro a quello di una donna delle pulizie di un bagno pubblico, a confronto del lavoro che facciamo noi fundraiser.

Sara - Chi o che cosa ti ha influenzato di più nella vita?

Carl - Mio padre. Non l’avevo capito per molto tempo ma oggi mi capita spesso di pensare  che la cosa appena detta l’avrebbe potuta dire mio padre.

Sara - Descrivici il tuo giorno “perfetto”.

Carl - Non lo so dire, perché mi piace di più quando le cose cambiano, quando sono diverse, nuove. Probabilmente un giorno di un viaggio in un paese nuovo. Sicuramente non in ufficio.




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