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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by La Redazione
28.03.2016

Spesso nel nostro database esiste un piccolo cimitero di contatti che non interagiscono né rispondono da tempo. ZERO: nessuna reazione. Elettroencefalogramma piatto.

 

Dovremmo fare pulizia, eliminare questi contatti “morti” e piangere la loro scomparsa?

 

NO. Dietro ogni contatto morto c'è una persona viva e vegeta. Almeno, la maggior parte delle volte!

 

Dobbiamo solo capire come “resuscitare” il suo interesse.

 

Un buon modo potrebbe essere questo. Dividiamo i contatti ATTIVI da quelli INATTIVI: in questo gruppo potremmo mettere tutti quelli che non hanno mai donato E che non hanno aperto, cliccato, o reagito in alcun modo alle email che gli abbiamo mandato negli ultimi 12 mesi.

 

L'avete fatto? Lo so, sono molti di più di quelli che pensavate. Ma è ancora presto per piangere!

 

Ora escludeteli dai vostri cicli di comunicazione: campagne di direct, newsletter e quant'altro. Tanto non reagiscono!

 

Ed è qui che iniziamo ad usare il defibrillatore. Proprio come in ER - Medici in prima linea: “Uno, due, tre, libera!”.

 

UNO – mandiamo ad ogni contatto una mail dedicata non appena entra a far parte della lista degli inattivi.

 

  *   Titolo: E' da tanto che non ci sentiamo, (Nome e Cognome)!

 

  *   Call to action: se vuoi ancora ricevere la nostra newsletter, clicca su questo link.

 

  *   Cliccare sul link fa spostare il contatto dalla lista degli inattivi a quella degli attivi, e porta il contatto ad una landing page dedicata con scritto “Grazie e bentornato!”

 

DUE – a chi non ha reagito alla prima mail, mandiamo un follow-up dopo una settimana.

 

  *   Titolo: (La nostra causa) ha ancora bisogno di te, (Nome)!

 

  *   Call to action: tentare di coinvolgere nuovamente le persone inattive tramite un ALLARME a cui rispondere con un'azione. Parliamo dei recenti sviluppi della nostra causa, delle minacce che essa riceve, e chiediamo alla persona di confermare in maniera generica che è ancora dalla nostra parte.

 

 

TRE – se il contatto non reagisce nemmeno alla seconda mail, possiamo mandare un altro follow-up a distanza di una settimana dal secondo.

 

  *   Titolo: “Grazie e arrivederci (o addio)”

 

  *   Informiamo la persona che, siccome non la sentiamo da tempo, abbiamo deciso di togliere il suo contatto dalla newsletter. Lasciamo un'ultima possibilità di cliccare per continuare a ricevere le comunicazioni.

 

  *   Nella landing page a cui approderà chi clicca potremmo metterci un questionario dove il soggetto può aggiornare i termini della sua sottoscrizione e informarci sul motivo per cui è stato inattivo per così tanto tempo.

 

Non otterremo risultati stratosferici. Alcuni dicono che si può risvegliare dal 4 al 5%.

 

Ma in questo modo riusciremo a salvare una piccola parte di contatti “morti”. Che potrebbero servirci poi in futuro.

 

Un ultimo, piccolo consiglio: magari, prima che i nostri contatti finiscano nella lista degli inattivi, proviamo a contattarli per dargli una “svegliata”. Perché prevenire è meglio che curare.

 



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