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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by La Redazione
06.07.2016

Come conquistare i mercati internazionali:
intervista a Luz Rodriguez e Chris Carnie

I mercati quali quelli di Stati Uniti, Europa e Medio Oriente sono sempre più una risorsa anche per le organizzazioni non profit.
Ne abbiamo parlato con due massimi esperti, Chris Carnie e Luz Rodriguez.

Quali sono le differenze tra il mercato americano e quello europeo?

“La prima differenza – spiega Luz Rodriguez - è che le fondazioni americane portano avanti i loro programmi e quindi danno fondi alle Ong perché portino avanti questi programmi. Negli Stati Uniti si parla di “operating foundation” ovvero fondazioni operative appunto perché portano avanti i loro programmi. Danno anche fondi ma sono più coinvolte all’interno dei programmi. C’è una situazione simile in Sud America e anche in Africa. Inoltre c’è poi la questione della trasparenza: Negli Stati Uniti è obbligatorio che diano una rendicontazione delle loro attività anche a livello finanziario e quindi questi dati possono poi essere condivisi  con le varie Ong. Invece in Europa i vari paesi hanno modelli diversi per ottenere questo tipo di informazione. C’è però sempre più una tendenza a seguire gli Stati Uniti: è quello che si sta facendo sempre più nei Paesi Bassi che da un po’ adottando questo modello americano”.

È dunque auspicabile adottare un modello unico almeno all’interno della Comunità Europea a beneficio delle Ong?

“Sì, ecco perché quello che sostengo è il concetto di “portfolio diversificato”: all’interno della squadra che si occupa del fundraising ci sono diverse addetti che si concentrano sui vari ambiti, sulle varie questioni. Quindi c’è bisogno di una squadra che gestisca tutto ciò”.

Quali sono le regole d’oro per costruire una proposta di Fundraising che riscuota successo a livello globale?

“Innanzitutto – continua Luz Rodriguez- parlare di quali sono le necessità per il progetto non solo le necessità di avere fondi. Bisogna educare, cercare di sensibilizzare chi ascolta del fatto che ci siano diversi livelli di un problema e che da una parte ci sia una conoscenza sistemica dei diversi livelli che in qualche modo possa guidare. È poi indispensabile coinvolgere i destinatari della raccolta fondi nella progettazione del programma. Negli Stati Uniti alcune Ong hanno una brutta reputazione secondo la quale prendono e vanno a fare progetti, ad esempio in Africa mentre in realtà i sostenitori non sanno esattamente cosa si sia andato a fare. A livello internazionale c’è un grosso problema da questo punto di vista. Quindi dobbiamo iniziare a coinvolgere i destinatari del progetto per progettare insieme le possibili soluzioni”.

“È difficile individuare delle regole d’oro – aggiunge Chris Carnie - perché il settore delle Fondazioni è davvero variegato. Sicuramente, tuttavia, bisogna innanzitutto assicurarsi di avere un impatto, è questo il primo elemento fondamentale. Impatto inteso come cambiamento sociale. Vogliono poi assicurarsi che tu sia efficiente. Ed è un po’ come nelle aziende dove investi nelle persone non tanto nel business, nel settore nonprofit è un po’ la stessa cosa”.

La cooperazione tra diverse realtà nonprofit può fare la differenza?

“Sì sempre e comunque coinvolgendo la comunità per la quale si interviene altrimenti si commetterebbe lo stesso errore”, sottolinea Luz Rodriguez. “Ecco perché è praticamente obbligatorio negli Stati Uniti che all’interno del Cda ci sia un rappresentante della popolazione destinataria dei fondi”.

Medio Oriente, un territorio vasto non estraneo, purtroppo a guerre e crisi umanitarie. Questo aspetto influenza la raccolta fondi e in che modo?

Si indubbiamente ha un’influenza – continua Carnie -  perché sono le persone che gestiscono le Fondazioni e quindi anche il singolo filantropo, l’individuo indubbiamente ne viene influenzato. Quindi questi filantropi vivono nella zona colpita dalla guerra e quindi anche le loro opinioni indubbiamente sono influenzate da quello che vedono. Ognuno di questi pensa ad un modo per poter dare vita ad un cambiamento e ad esempio un modo per avere un cambiamento è fare una attività di lobbie, di pressione, e quindi creare cambiare ad esempio il governo. Altri pensano invece di poter fornire un servizio sociale in una specifica area e questro porta dei cambiamenti, altri pensano invece di cambiare la situazione istruendo il pubblico e sempre più fondazioni stanno cercando delle vere e proprie partnership quindi vere e proprie collaborazioni con altre Fondazioni, per cambiare.

Dovendo fare una sintesi estrema, quali sono i passi da compiere per conquistare i mercati internazionali.

“Andarci!”




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