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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by La Redazione
13.07.2016

Nicola Bedogni:
consigli per realizzare un evento di successo

Il successo di un evento non si misura dall’impatto immediato ma dagli effetti a lungo termine.

Se ben pianificato, infatti, i risultati maggiori si avranno nel lungo periodo. A dare qualche regola fondamentale per realizzare eventi dedicati a donatori importanti, è Nicola Bedogni, senior fundraiser della Fondazione Hospice Seragnoli e delle strutture nonprofit ad essa collegate, durante la sessione tenuta al Festival del Fundraising 2016.

Fulcro attorno al quale ruota la discussione è la realizzazione di eventi dedicati a poche persone che hanno però elevata capacità di spesa.

“La figura dell’event manager – spiega - è capace di gestire sia la parte artistica di un evento che contemporaneamente quella relazionale. L’evento è lo strumento più complesso della raccolta fondi ed è imprevedibile: le difficoltà da gestire sono numerosissime, e chi se ne occupa deve dunque essere metà artista e metà analista.

L’evento coinvolge potenziali donatori, va pensato rispetto a strategie di lungo profilo, per raggiungere altri obiettivi e non solo per la realizzazione fine a se stessa dell’iniziativa. L’incasso da portare a casa deve essere alto!

Indispensabile per la sua realizzazione è la presenza di uno staff, che siano volontari o dipendenti, ma è necessario! La magia dell’evento: se è fatto bene diventa un brand.

L’evento è magico perché coinvolge tutti i mercati e tutte le tipologie di donatori. Permette di interessare nuovi target, nuovi sostenitori e offre possibilità di reclutamento di nuovi volontari. Offre, poi, possibilità di reclutamento poiché ti trasla sul mercato che scegli. È l’unico strumento che crea un contesto. Fare fundraising attraverso gli eventi è, poi, un trend confermato da tutte le ultime ricerche”.

La realizzazione di un grande evento può essere anche una forma di ringraziamento per i propri donatori. Il primo passo da fare nella fase della sua ideazione è l’identificazione degli obiettivi:

“Ponete degli obiettivi dopo gli eventi. Se è progettato bene, i risultati maggiori arriveranno dopo. L’obiettivo strategico che dobbiamo soddisfare è anche la prima domanda che dobbiamo porci. L’evento permette, ad esempio, di raccogliere fondi, è un riconoscimento sul territorio, offre un database di nuovi donatori”. Occhio però al budget. “Partite solo quando avrete coperto con la manifestazione di interesse - dunque sentendo gli sponsor - almeno il 60% dei costi. La quota di sponsorizzazione deve essere sempre inferiore alla realizzazione finale per la charity”. Infine, rendete l’evento imperdibile ma ripetibile!




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