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Fundraising.it

Idee e strumenti per fare fundraising
 

by Raffaella Tassinari
03.10.2016

La scuola italiana si apre al Fundraising

Prime prove istituzionali per celebrare l’unione tra fundraising e cultura nel nostro Paese.

Il Governo ha infatti lanciato una campagna di comunicazione sullo #SchoolBonus, strumento previsto dalla legge Buona Scuola per consentire a chi fa erogazioni liberali ad una istituzione scolastica di avere un credito di imposta pari al 65% per le donazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 e al 50% per il 2018.

Se in realtà come quella americana sostenere l’educazione attraverso le donazioni private sono pratiche consolidate da tempo, in Italia questa opportunità è stata fino ad ora un miraggio. Ora il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca tenta di sensibilizzare potenziali donatori attraverso una campagna mediatica studiata a tavolino. Si tratta di spot tv e radiofonici, una pagina Facebook dedicata per poter interagire con gli utenti e un sito web con tutte le informazioni necessarie per effettuare le erogazioni. Donando, si contribuirà a sostenere la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e interventi per migliorare l’occupabilità degli studenti, come i progetti di alternanza scuola lavoro. 

Ma cosa prevede lo School Bonus? A chi effettua una donazione ad un istituto di sua scelta (statale o paritario) spetta un credito d’imposta pari al 65% per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018. L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. I contribuenti scelgono liberamente la scuola a cui fare la donazione: quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione, il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

Una campagna di raccolta fondi che non disdegnerà nemmeno i più tradizionali mezzi cartacei di fundraising: nei prossimi giorni le scuole riceveranno materiali utili per far circolare le informazioni fra i genitori e invitarli a contribuire al miglioramento dell’edificio scolastico dei figli. Riuscirà ad arrivare al cuore, e al portafoglio, delle famiglie italiane?

 




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