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Idee e strumenti per fare fundraising
 

by Raffaella Tassinari
06.10.2016

I cinque peccati capitali
del Direct Mail Marketing

Anche nell’era della comunicazione digitale, la buon vecchia lettera inviata via posta non ha perso il suo appeal tanto che si rivela, ancora oggi, un potente strumento per comunicare e costruire una relazione fruttuosa con i donatori.

È bene, dunque, non incappare in comuni quanto banali errori che potrebbero compromettere gli obiettivi della nostra charity. Vediamo quali:

1. Attenzione alla mancanza di flessibilità

Bando a programmazioni imbalsamate che vengono stilate all’inizio dell’anno. Non sono, infatti, flessibili ai cambiamenti e dunque alle opportunità che possono verificarsi durante l’anno.  

2. Il digital marketing può essere un’enorme risorsa, sfruttatela!

Non utilizzare la pubblicità digitale significa perdere occasioni di contatto aggiuntive che possono migliorare la posta diretta. Attraverso questo strumento, infatti, è possibile creare annunci estremamente mirati. Potrete, così, facilmente raggiungere un target di persone potenzialmente interessate alle attività della nostra charity e avere una probabilità più alta di ricevere donazioni.  

3. No alla posta impersonale!

Rivolgendovi al vostro potenziale donatore usando il suo nome aiuterà a creare un rapporto più diretto con e a instaurare, dunque, una relazione. Non fatelo sentire un numero, uno dei tanti. Rivolgetevi chiaramente a lui, chiamandolo per nome e stabilendo un rapporto diretto e personale.

4. State attenti alla mancanza di segmentazione

È infatti Importante quanto la personalizzazione delle lettere. Se si invia la stessa lettera a tutti nessuno si sentirà speciale. Fate uno sforzo ulteriore e spendete del tempo non solo per personalizzare i vostri appelli ma anche per stabilirne una frequenza diversa in base al tipo di donare a cui vi rivolgete. Non starete buttando via tempo, starete percorrendo la strada giusta nell’ottica della fidelizzazione del potenziale donatore.

5. Occhio al database!

La maggior parte delle organizzazioni nonprofit perde circa il 15% del loro database ogni anno. È indispensabile cercare di riconquistare i donatori persi per ricostituire ed espandere questo prezioso archivio di dati. In caso contrario, il file inizierà a diminuire, riducendo di conseguenza gradualmente le donazioni totali.

Raffaella Nappi e Anna Lena Dobellini, di Medici Senza Frontiere, al Fundraising Day ci spiegheranno nel dettaglio come segmentare il database e creare gruppi con profili simili per una comunicazione personalizzata.
22 ottobre, Forlì, un programma dedicato a chi vuole fare raccolta fondi con piccoli budget e avere successo!




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