Il fundraising non è magia! Il metodo delle 5 lune per i grandi donatori

Scritto il 22 gennaio 2010 da Alberto · Lascia un Commento 

Credo che tra le persone che non conoscono la pratica del fundraising (mi riferisco ad altri operatori del non profit, volontari, … o anche solo parenti e amici dei fundraisers!) ci sia un mito…
E cioè che il fundraising sia una sorta di magia o, peggio, di stregoneria. Che sia sufficiente “avere creatività”. utilizzare un colore particolare per i volantini della tua organizzazione o scrivere delle specifiche parole nei tuoi mailing (“mio caro amico” invece che “caro amico”) e le cose cominceranno a funzionare da sole.
Questo mito è comune soprattutto per quanto riguarda le grandi donazioni: quando le persone partecipano a corsi di formazione sulle grandi donazioni o incontrano fundraisers che lavorano in quest’ambito, di solito chiedono: “quali parole devo usare per ottenere una donazione?”. Come se una chiaccherata con un potenziale donatore fosse una formula magica…

Sfortunatamente, il fundraising non è magia (se lo fosse, invece dei libri di Hanry Rosso dovremmo leggere quelli di Harry Potter!)

Ma se ti occupi di grandi donatori (o ingenerale di fundraising) puoi usare qualcosa di più potente (o, almeno, di più reale) di una formula magica: Puoi usare un metodo.
Possiamo definire un metodo come un insieme di procedimenti necessari a raggiungere uno scopo: esso ti permetterà di organizzare meglio il tuo lavoro ed essere più sicuro di te quando incontrerai faccia a faccia qualcuno per chiedergli una donazione.

Uno dei metodi più efficaci per lavorare con i grandi donatori è quello chiamato “Le 5 Lune”, di Guy Mallabone.

Il successo nel prepararsi alla sollecitazione di un potenziale grande donatore dipende dal cercare risposta a cinque domande chiave.

Cinque variabili che richiedono un’attenzione e una concentrazione particolare. Ognuna di questa domande può essere considerata come una “luna” che stai cercando di allineare nel prepararti alla sollecitazione. Come fundraisers, dobbiamo cercare chiarezza attorno a ciascuna di queste domande, cercando la risposta più solida possibile in modo da massimizzare le nostre possibilità di successo quando faremo la richiesta.

Vediamo quindi quali sono queste lune…

LUNA 1#: Il Progetto. Dobbiamo essere chiari su quale sia il progetto che desideriamo proporre al potenziale donatore. Conosci i suoi interessi e le sue passioni? Hai identificato e articolato con chiarezza il “caso” che vuoi proporre?

LUNA 2#: L’importo: Quanto vogliamo chiedere? Presentare una cifra precisa è importante per il grande donatore. Hai fatto sufficiente ricerca per indentificare la sua soglia di donazione? È tanto grande da essere una cifra “esagerata” per il donatore, o è ancora abbastanza realistica da farli rispondere con un “si”?

LUNA 3#: Il timing. Quando è il momento migliore per chiedere? C’è stato un cambiamento nella vita del potenziale donatire? Gli/Le è capitato un evento che ha cambiato la sua vita in maniera significativa? È andato/a in pensione? Ha venduto un suo businnes? Hai riflettutto su quale potrebbe essere il momento migliore per far prendere in considerazione la tua richiesta?

LUNA 4#: Il gruppo di richiesta: quale sarà il gruppo di persone che formulerà la richiesta? Identificare il miglior gruppo (o la miglior singola persona) è fondamentale per massimizzare la tua probabilità di successo. Chi ha più possibilità di influenzare il donatore? Hai bisogno un “esperto della materia”, di un tecnico della tua organizzazione quando fai la richiesta?

LUNA5#: A chi si chiede? La risposta a questa domanda potrebbe sembrare ovvia… in fondo, non è il potenziale donatore quello a cui si chiede? Ma forse dovresti chiederti se qualcun’altro non potrebbe svolgere questo ruolo al suo posto… Potrebbe essere la moglie presente nella stanza? O forse no… E se si tratta di un’azienda, la richiesta dovrebbe essere presentata a livello locale, regionale o nazionale?

A volte è difficile avere risposte esaurienti a tutte e cinque le domande. Per quanto tu possa provare a condurre un’esauriente ricerca sul donatore e una sollecitazione efficace, potresti non riuscire ad “allineare” tutte e cinque le lune prima di essere pronto a fare la tua richiesta. Queste situazioni, quelle in cui bisogna decidere se andare avanti con la tua richiesta con solole informazioni che hai a disposizione oppure tenersi a distanza e cercare di avere risposte più complete, sono davvero quelle in cui “l’arte del fundraising” e “ la scienza del fundraising” si incontrano. In questi casi, l’esperienza sarà la tua migliore guida. Per ora impegnati per avere solide risposte alle “cinque lune”, e massimizza le tue probabilità di successo.

[Guy Mallabone è un fundraiser di Calgary, Canada. É stato Direttore dello Sviluppo alla Croce Rossa Canadese (provincia dell'Alberta) e Direttore del Dipartimento Alumni and Development presso l'Alberta University. Attualmente è Vice presidente per le Relazioni esterne presso il South Alberta Institute of Technology (SAIT). É adjunt professor in materia di Grandi Donazioni presso il Master in Fundraising dell'Università di Bologna, polo di Forlì. É uno dei maggiori esperti mondiali in tema di grandi donazioni ed è un relatore molto richiesto per corsi e convegni sul fundraising (Fundraising congress in Olanda, Il Festival del Fundraising, Australian Fundraising Congress...).
Il suo sito web è www.guymallabone.com, dove potrete trovare i suoi contatti, notizie sulla sua attività e il suo blog, dal quale proviene il metodo delle 5 Lune.]
[La traduzione di questo articolo è stata fatta da Alberto Ghione che la redazione di Fundraising.it ringrazia] – Foto di johey24 sotto licenza Creative Commons

Un fundraising a fumetti

Scritto il 23 febbraio 2009 da Alberto · Lascia un Commento 

“Lascia perdere quel fumetto, e comincia a dedicarti a cose più serie!”
Molti di noi da piccoli si sono sentiti ripetere più volta questa frase, da genitore, parenti o insegnanti. Eppure per noi erano cose più che serie; come avrebbe fatto l’eroe di turno a salvare il mondo anche questa volta?
Ora che siamo grandi però, possiamo renderci conto che i nostri eroi si danno davvero da fare per salvare il mondo; e non soltanto sulla carta…
I rapporti tra nonprofit e fumetti infatti non sono cosa recente; pensiamo ad esempio all’impegno di Superman e Unicef per il problema delle mine in Bosnia e Herzegovina nel 1996.
Se guardiamo a tempi più recenti invece, è di fine 2007 l’annuncio che la Marvel (casa editrice dell’Uomo Ragno) e ancora Unicef avrebbero prodotto una serie da distribuire nelle scuole nella quale i supereroi collaborano con i caschi blu, mentre la Federazione di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) ha addirittura fatto realizzare da un importante autore, Moebius, un fumetto sulla propria storia.
Anche in Italia le “nuvole parlanti” si danno un gran da fare.
La Sergio Bonelli Editore, una delle più importanti case editrici del settore (Tex, Dylan Dog, Martin Mystère,…) ha spesso prestato i proprio personaggi per campagne sociali.
La prima collaborazione con il mondo nonprofit risale addirittura al 1976, quando sulle pagine di Tex si promuovevano le iscrizioni alla LIPU. La storia è poi proseguita con molte altre campagne, da quelle sull’HIV con protagonista Dylan Dog fino alla più recente “Dimmi di più”, nella quale assieme ai Medici Senza Frontiere si chiedeva un impegno maggiore dei mass media nel dare spazio ai problemi che affliggono gli abitanti più sfortunati del nostro pianeta.

Un esempio della campagna di Medici senza Frontiere

Un esempio della campagna di Medici senza Frontiere


Incredibile ma vero, anche i cattivi dei fumetti danno il loro aiuto nel mondo reale. Capita così che Diabolik,di cui tutti abbiamo letto almeno una volta le peripezie automobilistiche con la sua mitica Jaguar, d’estate lanci dalle sue pagine avvertimenti per la sicurezza stradale, con slogan quali “la distrazione può essere più pericolosa della polizia”; cari adulti alla guida, se lo dice lui c’è da crederci, no?
Spesso però i fumetti vengono (erroneamente) ritenuti una forma di intrattenimento per bambini. Ma si tratta di una parziale verità, perché fumetti dedicati alla tenera età ne esistono molti; quale mezzo migliore allora se si vogliono coinvolgere i giovanissimi?
Lo sanno bene alla redazione di “Topolino”, dove più volte hanno dedicato spazio ai temi sociali. Il WWF nel suo primo anno di vita ad esempio teneva una rubrica sull’ambiente; una collaborazione che nel tempo è continuata in forme diverse (negli anni ‘80 una copertina del settimanale fu dedicata al Panda, simbolo dell’associazione) fino ai giorni nostri.
Una delle iniziative più interessanti su Topolino fu quella del Telefono Azzurro. Era il 1990, l’associazione era nata da poco (1987) e aveva bisogno di fare conoscere il proprio servizio ai beneficiari: ovvero i bambini. Ecco pertanto uscire tre storie in cui i protagonisti, oltre ai personaggi della Disney, sono dei bambini che vengono aiutati proprio dal telefono azzurro.
In conclusione, quella tra fumetti e nonprofit può essere un’accoppiata più che vincente. E può dimostrare che che anche i fumetti a volte possono essere “cose serie”. [foto di FrancescoGoria sotto licenza Creative Commons]

Pro e contro per l’onp che deve aggiornare il sistema informatico

Scritto il 16 dicembre 2008 da Alberto · 8 Commenti 

Quali vantaggi/svantaggi ha una organizzazione nonprofit a passare da Windows Xp a Windows Vista, qualii costi che potrebbe dover affrontare?

La domanda non è di facile risposta, in quanto ogni organizzazione nonprofit è un caso a se stante e direi che i problemi di un’organizzazione nonprofit sono spesso analoghi a quelli di un’organizzazione profit.

Tuttavia possiamo sviluppare alcuni punti:

  1. Non rivolgersi ad un fundraiser per problemi informatici: molto spesso le ONP confondono le tecniche di raccolta fondi sul Web con le strategie informatiche aziendali; per essere più chiaro, un conto è parlare di un video, di un database oppure di un sito ed un’altra cosa è scegliere le tecnologie più adatte a realizzare questi progetti. E’ finito il tempo in cui bastava fare un video e piazzarlo su YouTube oppure preparare un sito un 60 minuti usando il primo CMS (Content management system) free di cui si è sentito parlare in qualche forum. Oggi serve la qualità per distinguersi ! Non intendo essere provocatorio, ma per rivedere un sistema informatico, oppure cercare di organizzare un nuovo sistema informatico non deve essere un’attività improvvisata, ma deve essere realizzata da persone con esperienza ed intuito. L’intuito è fondamentale in quanto permette di capire le tendenze informatiche presenti e future. Anticipare i tempi oppure capire il mondo informatico che si sta vivendo può permettere di far risparmiare molto denaro.
  2. Il consulente informatico può non essere Approfondisci

E tu fai fundraising per gli Europei?

Scritto il 28 maggio 2008 da Alberto · 1 Commento 

In vista degli europei di Austria e Svizzera, nel vecchio continente cresce la voglia di calcio! Soprattuto per noi italiani, che oltre alla naturale passione per il nostro sport nazionale quest’anno aggiungiamo la voglia di rivivere le recenti emozioni del mondiali, magari (perchè no?) portando a casa un’altra coppa.
Ma questa volta possiamo dare una mano alla nostra nazionale segnando noi stessi i gol, e contribuendo così anche ad una buona causa.
Come? Con Score for the Red Cross!

La UEFA ha infatti scelto la Croce Rossa come partner umanitario; per ogni gol segnato nei tempi regolamentari donerà 4.00 euro al CICR (Comitato Internazionale Croce Rossa), oltre che dare rilievo sul proprio sito all’iniziativa “Score for the Red Cross”.
Il funzionamento è semplicissimo: dopo aver scelto la propria nazionale, si possono comprare dei gol tramite il sito; ogni gol costa 1 euro e si parte da una donazione minima di 7.
Alla fine della manifestazione, in base alla classifica (sempre consultabile grazie agli appositi RSS) verrà decretato il vincitore di questa gara di solidarietà.

Trattandosi di una campagna prevalentemente on line, sono già operativi degli strumenti appositi.
-Una pagina e una causa su Facebook.
-Un video su Youtube.
-Dei banner da posizionare sui vostri blog e siti (potete dare un’occhiata a quelli disponibili qui).

Il ricavato dell’operazione verrà destinato ai programmi del CICR in Afghanistan, ma alcune società nazionali hanno deciso di destinare parte dei fondi ad altri progetti specifici (quelli che sul sito sono indicati con la scritta “vicino a te”).

A parte alcuni difetti (i banner ad esempio non sono direttamente scaricabili dal sito, ma bisogna richiederli via e-mail…), la campagna è molto innovativa e presenta numerosi punti di forza

1) Una partnership forte (quella con la UEFA).
2) Grande visibilità, perché legata ad un evento noto di grande rilevanza.
3) La possibilità di avvicinarsi ad un pubblico vasto e in molti casi nuovo; non tutti i tifosi sono sostenitori della Croce Rossa, ma molti lo potrebbero diventare in questo caso.
4) Un modalità geniale per incentivare la donazione; quale appassionato di calcio farebbe perdere la propria squadra sapendo di fare qualcosa?
5) Un progetto specifico a cui legare l’attività di fundraising e dei progetti sul territorio che il donatore senta più vicini a sé (guarda ad esempio cosa farà la Croce Rossa Italiana).

Quest’estate quindi avremo due nazionali per cui tifare; una reale e una virtuale:
Facciamo il tifo per tutt’e due!

croce-rossa-europei

Come una grande onp usa bene internet

Scritto il 9 aprile 2008 da Alberto · 3 Commenti 

Qualche tempo fa su questo sito si è parlato di come una piccola onp usa il web; un articolo che ha suscitato una vivace discussione.
Vediamo allora cosa è in grado di fare web una grande onp. E lo faremo con una tra le più grandi: l’American Red Cross.

La strategia della società nazionale statunitense si può riassumere così: “sfruttare qualsiasi opportunità offra internet”. A partire dal sito ufficiale.
Il sito si presenta in due versioni: quella inglese e quella spagnola (una minoranza linguistica molto consistente negli U.S.A.). Interessante notare che non si tratta di una semplice versione “tradotta”, ma proprio di un altro sito, con impostazione e contenuti parzialmente differenti.
La versione principale, quella inglese, punta alla semplicità: URL facilmente identificabile (www.redcross.org), grafica scarna ma chiara, organizzazione lineare dei contenuti. Rispetto a tanti siti (non solo di onp) dove non si riesce mai a trovare quello che cerchi, questo è un toccasana!
Ma il sito contiene anche ottimi contenuti multimediali, come ad esempio la guida per mobilitare la gioventù. Se poi cercate un’idea per un regalo originale…perché non fare un giro nella sezione shop?

Per quanto riguarda il social networking, la Croce Rossa Americana è davvero attiva.
Scorriamo allora brevemente alcuni strumenti in uso

  • Blog. Ne hanno ben tre: uno della gioventù, uno per le “buone notizie”,ottimo per far conoscere i risultati raggiunti, e uno generico. Tutti e tre hanno una bella grafica (come il sito, semplice ma chiara), fanno un uso sapiente delle foto e sono aggiornati con una certa frequenza.
  • Flickr: se volete veder immagini dell’American Red Cross, questo è il posto giusto. Le foto sono davvero tante, e più che alla qualità artistica si mira a far vedere la Croce Rossa nella vita di tutti i giorni (guardate come si differenziano ad esempio da quelle dell’IFRC).

  • Youtube: I video sono davvero belli e molto vari, ma purtroppo pochi (circa una decina) e non molto visitati. Diamogli tempo, in fondo il canale esiste solo da giugno 2007.

  • Facebook: l’American Red Cross ha saputo usare bene le potenzialità di facebook in due modi: un gruppo, che vede una buona partecipazione degli oltre 2000 iscritti, e alcune cause con un discreto successo: quella principale ad esempio ha raccolto più 1000 dollari.

  • Sul fronte del live space, oltre che un apposito account hanno creato una causa con I’M, un servizio di Windows Live Messaneger (non ancora disponibile in Italia) che devolve parte incassi degli annunci pubblicitari alla no-profit scelta.

E se nei momenti di attesa, magari mentre aspettate il pullman, volete ascoltarvi qualche novità…perchè non scaricare sul vostro lettore mp3 l’apposito podcast?

Da questa breve panoramica possiamo trarre alcune conclusioni:

  • Il web non è un rischio, ma un’opportunità per poter raggiungere più persone, facendogli conoscere la propria onp e stabilendo con loro dei legami, raggiungendoli la dove passano una parte rilevante della loro vita (il web, appunto). L’American Red Cross ama internet: lo dicono chiaramente qui.
  • Gli strumenti del social networking vanno integrati tra di loro. Guardate come siano costanti i rimandi al sito e agli altri strumenti.
  • Gli strumenti del social networking vanno seguiti: dato che il web 2.0 è caratterizzato dall’interazione con gli altri navigatori (è questo il bello!), creare uno di questi strumenti e poi non aggiornarlo… equivale a non averlo.

[Foto di Vidiot sotto licenza Creative Commons]

Come comprare computer per la tua organizzazione nonprofit

Scritto il 14 gennaio 2008 da Alberto · 4 Commenti 

Una organizzazione nonprofit deve sostituire 6 vecchi computer, ma come sempre il budget è limitato; come fare?
Verifichiamo la situazione !
In effetti, questi vecchi Pc Pentium 2 e 3 hanno svolto egregiamente il loro lavoro, ma ora le loro performance sono poco indicate per le nuove necessità gestionali della organizzazione anche se la verifica di monitor, mouse e tastiere ha evidenziato che sono in ottime condizioni.

Ebay il noto portale di aste può risolvere il nostro problema !
Sul browser del mio computer digito: www.ebay.it e cerco Pc da tavolo; premo invio e
mi compare sulla sinistra la possibilità di selezionare le caratteristiche. I computer che sto cercando saranno utilizzati per gestire la contabilità, il database dei donatori, la stesura dei progetti, la gestione del sito e la realizzazioni di presentazioni ed all’occorrenza il montaggio di brevi presentazioni multimediali.

Per queste necessità possono essere utili:

  • Tipo di chip (processore): Intel Pentium 4
  • Velocità del processore: da 2,6 Ghz o superiore
  • Memoria (Ram): almeno 512
  • Dimensione disco 60 GB o superiore
  • Condizione: usato

Premo il tasto: Mostra oggetti
zzzz…….. Qualche secondo di attesa ….ed ecco una bella lista di computer!

Scorro e mi soffermo con calma a leggere le varie aste ed individuo i computer che fanno al mio caso. Le aste individuate hanno ricevuto poche offerte ed i prezzi oscillano tra gli 90 ed i 120 euro a computer.
Per prima cosa, inserisco i computer nel mio account Ebay attraverso il tasto tenere d’occhio questo oggetto. In seconda battuta contatto i venditori chiedendo ulteriori dettagli tecnici, le modalità di spedizione e se i sistemi operativi forniti hanno licenze originali, in fine ho spiegando il fine dell’acquisto. Su questo punto voglio soffermarmi !

In genere gli utenti di Ebay hanno maggiore qualità quanto maggiori sono i feedback positivi. Ma può capitare che nelle inserzioni venga “dimenticato” qualche difettuccio dell’apparecchio.
Spiegando il fine per cui utilizzerete i computer, molto spesso certi particolari tornano velocemente alla mente, anzi due venditori mi hanno detto che se avessi vinto l’asta la spedizione sarebbe stata gratuita; incredibile ! Avrei potuto ottenere una donazione! Considerate che un pacco celere 3 assicurato costa circa 15 euro.
Quando mancavano un paio di giorni dalla fine delle aste, avevo inserito per ogni computer la cifra massima che intendevo spendere in questo modo Ebay rilancerà le offerte in automatico fino alla massima cifra impostata. Alla fine delle aste mi sono aggiudicato cinque dei sei computer. Facciamo i calcoli:

  • Primo Pc 130 + 15 (spese di spedizione) = 145 euro
  • Secondo Pc 100 + 15 (spese di spedizione) = 115 euro
  • Terzo Pc 120 + 0 (spese di spedizione donate) = 120 euro
  • Quarto Pc 136 + 15 (spese di spedizione) = 151 euro
  • Quinto Pc 118 + 15 (spese di spedizione) = 133 euro

Totale 664 euro con sistemi operativi Windows Xp Home originali compresi nei prezzi.

Le apparecchiature corrispondevano perfettamente alle inserzioni. Tuttavia si deve considerare, che soprattutto nel caso di computer usati (ma anche nei computer nuovi) è necessario allestire subito un sistema di backup dei dati per mettersi al riparo da eventuali rotture degli hard disk. Il sistema di backup adottato è costato 225 euro.
Riassumendo 5 computer con sistema di backup sono costati 889 euro.

Ma se avessi acquistato le apparecchiature nuove quanto avrei speso ?

Ipotizziamo di acquistare computer assemblati secondo le nostre esigenze, la spesa potrebbe essere di circa:

  • Pc circa 300 euro cad. 1 quindi 300 x 5 = 1500 euro
  • 5 licenze di Windows Xp Home: 129 euro quindi 129 x 5 = 645 euro
  • Sistema di backup 225 euro

La spesa sarebbe stata di 2370 euro. Ho risparmiato ben 1481 euro

Ma che ne faccio dei vecchi Pc ?

Le loro caratteristiche hardware non prevedono ancora la rottamazione, quindi sono stati riadattati e donati a due oratori che li utilizzano per la redazione dei loro giornalini.

Risultati finali:
- Abbiamo risparmiato 1481 euro.
- Abbiamo acquisito un nuovo donatore (il venditore che ha donato la spedizione).
- I vecchi computer delle organizzazioni nonprofit hanno soddisfatto le esigenze di due oratori.

Il lavoro non è finito, perché i computer necessitano di software anti virus; per risparmiare, ti invito a leggere l’articolo: Come un’organizzazione no-profit può facilmente risparmiare nell’acquisto di antivirus

[Foto di eurlefi sotto licenza Creative Commons]

Le fondazioni di sportivi che aiutano le organizzazioni nonprofit

Scritto il 7 maggio 2007 da Alberto · Lascia un Commento 

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La nostra rubrica “Fundraising e lo sport” attinge ancora dal mondo del calcio per segnalare casi di successo relativi a fondazioni nate sotto il segno di famosissimi personaggi di questo sport.

FONDAZIONE VIALLI E MAURO PER LA RICERCA E LO SPORT ONLUS

La ONLUS fondata da Gianluca Vialli, Massimo Mauro e Cristina Grande Stevens si propone di fare donazioni costanti nel tempo ad enti caritatevoli, enti di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive attraverso una beneficenza che punta alla massima trasparenza e concretezza. A tal proposito nella sezione obiettivi del sito web vengono descritti i progetti in corso ed è possibile vedere in tempo reale quanto manca al raggiungimento dell’obiettivo. L’obiettivo principale è comunque quello di raccogliere fondi per la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (morbo di Lou Gerhig) e sul Cancro, attraverso l’AISLA e la FPRC. E’ possibile donare direttamente dal sito tramite la piattaforma Pay Pal.

Approfondisci

Avete fame di fund raising 2.0?

Scritto il 20 marzo 2007 da Alberto · Lascia un Commento 

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La TechSoup, organizzazione che fornisce assistenza sulle nuove tecnologie alle organizzazioni nonprofit, sta tentando di creare uno spazio per la promozione e il coordinamento delle attività delle organizzazioni nonprofit che vogliono essere presenti su Second Life, il mondo/gioco virtuale che, oltre a una sorta di “vita parallela”, sta sviluppando anche una opportunità di economia parallela, compreso il fund raising.

Il conio del gioco, i cosiddetti dollari Linden, infatti hanno un loro cambio ufficiale permettendo così a chi sviluppa attività su questa piattaforma virtuale di conseguire guadagni reali: naturalmente le organizzazioni nonprofit non sono state a guardare e hanno escogitato modi per fare raccolta fondi oltre a promuovere la propria mission (alcuni esempi qui).

Sul blog creato appositamente per sviluppare questa iniziativa (vedi qui), il responsabile incaricato descrive quindi cosa è stato e cosa sarà fatto per sviluppare questa sorta di organo di coordinamento virtuale.

Eccovi l’intervista tradotta (è lunga ma ne vale la pena)…

Approfondisci

Widget: fai fund raising on line

Scritto il 6 marzo 2007 da Alberto · 5 Commenti 

Da tempo on line si stanno diffondendo vari strumenti che hanno come principio base la creazione di contenuti fatta dagli utenti, dando vita a una nuova fase che alcuni definiscono web 2.0.
Fra questi strumenti ve ne vogliamo segnalare uno che, nell’ambito della raccolta fondi, potrebbe diventare davvero innovativo: i widget.

I Widget, senza entrare troppo nei dettagli tecnici, sono delle icone web personalizzabili con contenuti presi da altri siti web velocemente applicabili a quasi tutte le piattaforme (siti/blog) per promuovere una qualsiasi iniziativa. Data la flessibilità di questo strumento promozionale, alcune organizzazioni hanno intravisto la possibilità di utilizzarlo per raccogliere fondi.
Fra le varie iniziative a riguardo segnaliamo:

I widget possono essere inseriti nel proprio sito o nel proprio blog. Ad esempio quello creato da Chipin è inseribile dentro Myspace, dentro i blog creati con Typepad, con Blogger, con Wordpress (ma solo wordpress.org, per quelli su wordpress.com bisognerà aspettare).
Vuoi qualche esempio pratico e concreto? Eccoli:

Un esempio da Firstgiving
Widget delle celebrità di Network for good

I widget, come ad esempio quello di Network for good, sono ancora in una fase di implementazione. Si stanno testando la sicurezza della donazione online e la non copiabilità del widget da parte di utenti malitenzionati.

Vuoi utilizzare subito il widget? Vuoi capire come implementarlo nella raccolta fondi della tua organizzazione nonprofit? Leggi questo case study molto, molto interessante.

(Foto di Dan e Cambogia4kidsorg sotto licenza Creative Commons)

Dalla Svezia con passione: intervista al segretario generale dello Swedish Fundraising Council

Scritto il 7 febbraio 2007 da Alberto · Lascia un Commento 

La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare il segretario generale dello Swedish Fundraising Council e ambasciatore dell’IFC in Svezia Erik Zachrison che, insieme a noi, ha fatto il punto della situazione sul Fund Raising nel suo paese.

Redazione FRM: Qual’è la storia del fund raising in Svezia? Com’è cominciato il tutto?
EZ: Il fund raising ha una lunga tradizione in Svezia, così come in Italia. Più di 500 anni fa nelle città svedesi venivano raccolti fondi fra le persone per costruire le chiese. Nel 20° secolo, durante il lungo periodo in cui governavano i social democratici il fund raising non era ben voluto, lo stato infatti reinvestiva tutto nel settore pubblico. Questa visione però non è più presente. Ora il fund raising è uno strumento convenzionale, accettato ed indipendente per contribuire alle buone cause. Può essere usato per finanziare la ricerca, lo sviluppo sostenibile, per assistere i senza tetto o per supportare i diritti di donne e bambini.

Redazione FRM: Quanto è rilevante il fund raising nel settore nonprofit svedese?
EZ: Il fund raising è altamente rilevante per il nostro settore. Molte prganizzazioni non sopravviverebbero senza il fund raising. In Svezia l’attività di fund raising raccoglie ogni anno 1 miliardo di Euro e nel 2005, dopo lo tsunami in Asia, abbiamo raggiunto il record delle donazioni.

Redazione FRM: Quante agenzie di consulenza per la raccolta fondi esistono e quante organizzazioni nonprofit fanno effettivamente raccolta fondi?
EZ: Sono presenti 500 organizzazioni nonprofit che fanno raccolta fondi e che sono monitorate dallo Swedish Office for Fundraising Control che rilascia solamente alle organizzazioni che fanno una raccolta fondi trasparente uno speciale numero di conto corrente postale che inizia sempre con il numero 90. Le società di consulenza nel fund raising sono una ventina e occupano un centinaio di fundraiser al loro interno.

Redazione FRM: Quali sono i principali obiettivi per il futuro del fund raising in Svezia?
EZ: Il principale obiettivo per il futuro dello Swedish Fundraising Council è adottare un codice per le organizzazioni di fund raising simile a quello adottato nel settore societario. Stiamo lavorando su un nostro codice da un anno insieme con la PricewaterhouseCoopers con cui abbiamo anche partecipato alla stesura del codice sul fund raising in Olanda. Il nostro codice si focalizzerà sulle misure per raggiungere la trasparenza della raccolta fondi e per costruire un clima di fiducia con i donatori.

Grazie Erik per averci aiutato in questo progetto che, d’ora in poi, prenderà in esame le varie realtà internazionali che come noi si battono per diffondere ed educare ai temi della raccolta fondi. (Foto di Graeme_newcomb e di xctmx sotto licenza Creative Commons)

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