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	<title>Fundraising.it &#187; Una marcia in più</title>
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	<description>Idee e strumenti per fare raccolta fondi per il nonprofit</description>
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		<title>Come i nuovi profili personali di Facebook possono tornare utili alle onp</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2012/02/04/come-i-nuovi-profili-personali-di-facebook-possono-tornare-utili-alle-onp/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 14:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Santini</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come molti di voi sapranno Facebook con il mese di Febbraio 2012 modificherà automaticamente i nostri profili sul social network aggiornandoli alla grafica più recente.
Come organizzazioni non profit possiamo sfruttare questa occasione perché molti dei nostri fan su Facebook saranno chiamati, se già non l’hanno fatto, ad aggiungere alla propria pagina una grande foto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2376" title="Foto header di facebook" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2012/02/header_facebook.jpg" alt="Foto header di facebook" width="600" height="260" /></p>
<p>Come molti di voi sapranno Facebook con il mese di Febbraio 2012 modificherà automaticamente i nostri profili sul social network aggiornandoli alla grafica più recente.</p>
<p>Come organizzazioni non profit possiamo sfruttare questa occasione perché <strong>molti dei nostri fan su Facebook saranno chiamati, se già non l’hanno fatto, ad aggiungere alla propria pagina una grande foto nella testata</strong>. <strong>E quale migliore occasione per fornire a loro gratuitamente delle foto che richiamano la mission dell’organizzazione non profit?</strong></p>
<p>Ci sono già degli esempi online proposti dalla Best Friends Animal Society (<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150595654646425.437956.25372476424&amp;type=1" target="_blank">vedi qu</a>i), dalla <a href="http://www.oceanconservancy.org/ecards-wallpaper/facebook-covers.html" target="_self">Ocean Conservacy</a>, la <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150487704133305.372454.28126338304&amp;type=3" target="_blank">Surfrider Foundation</a>, la <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150345377854454.366470.11791104453&amp;type=3" target="_blank">NRDC</a>. Anche in Italia Terre des Hommes ha messo a disposizione alcune immagini (<a href="http://www.terredeshommes.it/cosa-puoi-fare-tu/social-network/" target="_blank">vedi qui</a>).</p>
<p>Per iniziare non abbiamo bisogno solamente di una <strong>bella foto</strong>, una <strong>scritta intelligente</strong> e un <strong>buon grafico</strong> ma dobbiamo <strong>pensare strategicamente a come diffondere questa immagine e farla adottare a più persone possibili</strong>. Magari partendo già da volontari e dipendenti della organizzazione non profit che possono iniziare a caricarla nei propri profili personali su Facebook e da lì consigliarla agli amici sul social network.</p>
<p>Non scordiamoci di inserire nelle immagini che prepareremo <strong>qualcosa che sia “bello” per i nostri sostenitori e che faccia mettere in contatto chi guarda con il beneficiario effettivo della donazione o con quello che viene realizzato/costruito con le donazioni</strong>. Meglio inoltre inserire un rimando non al sito internet dell’onp quanto al suo profilo di Facebook in modo che le persone possono conoscere l’onp stando sempre all’interno del social network.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.bethkanter.org/fb-fully-measured/" target="_blank">http://www.bethkanter.org/fb-fully-measured/</a></em></p>
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		<title>Letti per voi: &#8220;Il valore aggiunto sociale del terzo settore&#8221;</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/12/27/letti-per-voi-il-valore-aggiunto-sociale-del-terzo-settore/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da tempo il terzo settore costituisce nel nostro Paese uno dei principali attori del sistema di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a fianco alle agenzie della pubblica amministrazione e, in misura crescente, a fornitori privati lucrativi.
Spesso i leader delle organizzazioni nonprofit vantano una distintività e una specificità in termini di qualità dei servizi erogati (personalizzazione), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/valore_g.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2328" title="valore aggiunto sociale del terzo settore" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/valore_g.jpg" alt="valore aggiunto sociale del terzo settore" width="200" height="292" /></a></p>
<p>Da tempo il terzo settore costituisce nel nostro Paese uno dei principali attori del sistema di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a fianco alle agenzie della pubblica amministrazione e, in misura crescente, a fornitori privati lucrativi.</p>
<p>Spesso i leader delle organizzazioni nonprofit vantano una distintività e una specificità in termini di qualità dei servizi erogati (personalizzazione), di vicinanza ai bisogni espressi (prossimità), di gestione democratica (multi-stakeholders), di compartecipazione alle scelte decisionali da parte degli utenti (governance allargata), di capacità di lavorare in rete (networking) con gli altri attori della comunità locale, di pluralismo dei valori espressi e praticati da parte di questa particolare tipologia organizzativa.</p>
<p><strong>Raramente però queste dichiarazioni di principio sono suffragate da dati che consentano di verificarne l’attendibilità</strong>. I mutamenti profondi che stanno attraversando i sistemi di welfare a livello territoriale, anche nel nostro Paese, chiamano sempre più in causa <strong>la necessità da parte delle organizzazioni non lucrative e delle imprese sociali di essere in grado di dimostrare l’impatto sociale, gli esiti concreti delle loro attività.</strong></p>
<p>Il volume di Bassi propone un <strong>sistema di valutazione della performance dei soggetti di terzo settore che producono servizi alla persona denominato VAS</strong> – valore aggiunto sociale. Lo strumento può essere agilmente utilizzato sia per monitorare l’esecuzione delle attività e verificare il livello di efficienza dei processi organizzativi, che al fine di pianificare nuovi programmi o attività e di misurare quanto questi siano affidabili, efficienti e congruenti con gli effetti (impatti) desiderati.</p>
<p>Dal punto di vista diagnostico (analisi processuale) il modello consente di verificare se lo stato di cose attuale sia coerente con i principi guida della organizzazione (mission) e se il livello (quantità e qualità) delle prestazioni erogate sia soddisfacente rispetto agli obiettivi organizzativi. Relativamente all’analisi previsionale, lo strumento si muove dalla prospettiva opposta: <strong>parte cioè dagli effetti/impatti che si intendono produrre nella società, per risalire ai risultati attesi, ai prodotti da erogare, ai processi da mettere in atto e infine alle risorse da procurare</strong>. Quest’ultima analisi è estremamente utile in tutti i casi in cui l’organizzazione voglia prevedere la fattibilità dell’attivazione di un nuovo servizio o attività, o l’apertura di una nuova struttura (residenziale, semi-residenziale, ambulatoriale, socio-riabilitativa, socio-educativa, ecc.).</p>
<p><strong>L’urgenza e la necessità da parte dei soggetti di terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di “grado di produzione di beni relazionali”, nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, cioè nei termini di generazione di capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti</strong>. Ciò soprattutto ora che è in atto in molte regioni del nostro Paese una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari ed educativi, in seguito alla adozione del sistema dell’Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).</p>
<p>Il duplice processo di “re-internalizzazione” dei servizi messo in atto da numerosi enti locali in seguito alla costituzione delle ASP (Aziende pubbliche di servizi alla persona) e di attuazione del modello dell’accreditamento in gran parte delle regioni italiane, pone sfide inedite agli attori del terzo settore protagonisti &#8211; da oltre due decenni &#8211; dei sistemi di welfare locale.</p>
<p>Il <strong>volume si rivolge in primo luogo ai dirigenti delle organizzazioni nonprofit e delle imprese sociali italiane</strong> che possono trovarvi numerosi spunti per implementare politiche di sviluppo e consolidamento organizzativo; in secondo luogo, <strong>ai decisori pubblici </strong>che possono trarne utili elementi per arricchire i sistemi di accreditamento in corso di definizione; in terzo luogo, <strong>agli enti sostenitori e finanziatori del terzo settore</strong>, in primis le fondazioni di origine bancaria, che posso individuare numerosi elementi per la ridefinizione dei sistemi di valutazione e selezione dei progetti da promuovere; e, infine, ma non da ultimo, agli studenti dei corsi di laurea nelle discipline politiche, sociologiche, giuridiche ed economiche che intendono approfondire le tematiche gestionali delle organizzazioni di terzo settore.</p>
<p><strong>Titolo</strong>: Il valore aggiunto sociale del terzo settore<br />
<strong>Autore</strong>: Andrea Bassi<br />
<strong>Editore</strong>: QuiEdit<br />
<strong>Pagine</strong>: 194<br />
<strong>Anno</strong>: 2011<br />
<strong>Prezzo</strong>: 17,30 €</p>
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		<title>Scrivere una lettera per le aziende</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/12/16/scrivere-una-lettera-per-le-aziende/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 22:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Per cominciare]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
La lettera che viene scritta per entrare in contatto con l’impresa deve spiegare perché conviene collaborare con l&#8217;organizzazione nonprofit. Il mailing per il coinvolgimento delle aziende non è un&#8217;operazione di massa. Per questo è consigliabile personalizzare il testo tarandolo sul destinatario. Si può pensare a un blocco del testo che citi delle attività dell’impresa con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/copertina-mauro.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2319" title="copertina mauro" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/copertina-mauro.jpg" alt="copertina mauro" width="360" height="156" /></a></p>
<p>La lettera che viene scritta per entrare in contatto con l’impresa deve spiegare perché conviene collaborare con l&#8217;organizzazione <em>nonprofit</em>. <strong>Il <em>mailing</em> per il coinvolgimento delle aziende non è un&#8217;operazione di massa</strong>. Per questo è consigliabile personalizzare il testo tarandolo sul destinatario. Si può pensare a un blocco del testo che citi delle attività dell’impresa con cui siamo in procinto di stabilire un primo contatto, oppure che elenchi i suoi vantaggi specifici nel partecipare come sostenitore alla nostra iniziativa.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">I contenuti della lettera</span></p>
<ol>
<li><strong>Descrizione dell’iniziativa</strong></li>
<li><strong>Indicazione dei vantaggi strategici per l’azienda</strong></li>
<li><strong>Contatti</strong></li>
<li><strong>Personalizzazione</strong>: si può ottenere sia con riferimenti all’azienda e alla persona a cui si scrive, sia con alcuni accorgimenti nella stesura del testo, come quello di scrivere a penna l’attacco della lettera (il Gentile dottor “tale dei tali”, per intenderci) e il “Post scriptum” in fondo per rimarcare un passaggio già presente nel testo, o aggiungere un elemento di valutazione che si ritiene veramente importante.</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration: underline;">La forma della lettera</span></p>
<p>La lettera non è un volantino o una brochure, ma <strong>è qualcosa di personale che si è deciso di scrivere ad una persona cui possono interessare gli argomenti descritti</strong>. Vediamo una rassegna di passaggi da non trascurare.</p>
<ul>
<li><strong>La scelta del carattere</strong>. Utilizzare caratteri semplici, comuni, con le grazie. Magari evitate l’abusato Times New Roman, preferite il Georgia o il Garamond.</li>
<li><strong>La struttura della frase</strong>. La lettera deve avere dei periodi brevi e chiari, meglio usare le frasi coordinate che subordinate.</li>
<li><strong>I blocchi di testo</strong>. La lettera dovrebbe essere pensata in blocchi coerenti tra loro. Un contenuto disordinato in cui si salta senza sosta fra un argomento e l&#8217;altro non facilita la comprensione e da l’idea di confusione.</li>
<li><strong>I collegamenti tra le parti del testo</strong>. I blocchi vanno collegati fra di loro tramite alcune particelle del discorso, in modo da richiamare l’attenzione di chi sta leggendo: <em>‘E per questo motivo che abbiamo deciso di…’, ‘Comprenderà quindi l’importanza…’, ‘Questo non sarebbe possibile senza…’</em>.</li>
<li><strong>Grassetti e sottolineature</strong>. È consigliabile usare il grassetto e le sottolineature per marcare i passaggi importanti del testo, ma senza esagerare: evidenziare tutto significa non dare rilevanza a nulla in particolare.</li>
<li><strong>Elenchi puntati</strong>. Se si devono elencare delle informazioni è consigliabile l’uso di elenchi puntati o numerati in modo da renderle facilmente visualizzabili da chi legge.</li>
<li><strong>Rapporto tra testo scritto e spazi bianchi</strong>.  Dosare adeguatamente spazi bianchi e testo scritto significa rendere la missiva più gradevole agli occhi del nostro interlocutore,</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">La busta</span></p>
<p><strong>Studi sul comportamento delle persone quando ricevono una lettera affermano che i primi otto secondi sono i più importanti</strong>. Se la persona resiste e non cestina il foglio, le possibilità di portare a conclusione la lettura aumentano sensibilmente. Potrebbe essere utile, in questo senso, <strong>scrivere l’indirizzo a mano nella busta e apporre sull&#8217;intestazione della pagina il logo dell’organizzazione per dare un tocco di professionalità</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Esempio di lettera per aziende</span></p>
<p>Ecco un esempio di lettera personalizzata per un rappresentante aziendale, al testo ovviamente va allegata una scheda tecnica che descriva nel dettaglio il progetto di cui si parla.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-23.10.06.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2316" style="border: 1px solid black;;  display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" title="esempio di lettera alle aziende" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455912-alle-23.10.06-395x600.png" alt="esempio di lettera alle aziende" width="395" height="600" /></a></p>
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		<title>Intervista alla consulente di fundraising Natascia Astolfi</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/12/15/intervista-alla-consulente-di-fundraising-natascia-astolfi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 01:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Lanari</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo mese abbiamo deciso di dedicare la rubrica “Intervista a un fundraiser” a Natascia Astolfi, consulente di fundraising presso la società MBS di Bologna (www.mbs.it).
Simona: Da quanti anni lavori nel fundraising?
Natascia: Il fundraising è stato il mio primo ambito di lavoro. Ho iniziato in effetti a lavorare qualche mese dopo essermi laureata, nel marzo 1999, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/header-mbs1.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2306" title="header-mbs1" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/header-mbs1.jpg" alt="header-mbs1" width="494" height="188" /></a></p>
<p>Questo mese abbiamo deciso di dedicare la rubrica “Intervista a un fundraiser” a Natascia Astolfi, consulente di fundraising presso la società MBS di Bologna (<a href="http://www.mbs.it">www.mbs.it</a>).</p>
<p><strong>Simona: Da quanti anni lavori nel fundraising?</strong></p>
<p><strong>Natascia</strong>: Il fundraising è stato il mio primo ambito di lavoro. Ho iniziato in effetti a lavorare qualche mese dopo essermi laureata, nel marzo 1999, presso una società di consulenza a Bologna che si occupava di fundraising. Iniziai come tutti, con uno stage di tre mesi; mi piacque talmente tanto che poi non ho più abbandonato la professione.</p>
<p><strong>S: Di cosa ti occupi esattamente?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Oggi mi occupo prevalentemente di start up di aree fundraising all’interno di organizzazioni di piccole e medie dimensioni, oltre che di pianificazione strategica integrata. Diciamo così: quando l’organizzazione si trova in una fase iniziale del fundraising, vale a dire quando il fundraising è ancora poco strutturato, io aiuto a creare un ordine e a porre le basi per un fundraising efficace. Questo significa prevalentemente aiutare le organizzazioni a formare una risorsa dedicata, a comunicare con tutti gli interlocutori interni ed esterni, ad analizzare il proprio capitale relazionale (tante volte impostando un database che spesso non esiste), ecc. La pianificazione strategica invece è un passo che avviene soprattutto nelle organizzazioni già strutturate. Si tratta principalmente di creare un processo guidato da obiettivi strategici precisi, che preveda interlocutori, strumenti, tempistiche, budget, misurazione dei risultati e fidelizzazione dei donatori. Un processo che, a partire dalla buona causa individuata, porti l’organizzazione a dialogare efficacemente con tutti i “mercati” del fundraising in una logica di diversificazione delle risorse.</p>
<p><strong>S: Come si diventa consulente di fundraising?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Domanda difficile…. Non so se esiste una formula magica. Sicuramente con una buona formazione e con tanta esperienza sul campo. Credo decisamente però che nella nostra professione ciò che fa di un consulente davvero un bravo consulente sia la capacità di non sostituirsi all’organizzazione, ma di trasferire e trasmettere un metodo e delle competenze specifiche alla persona che all’interno dell’organizzazione ha in capo la funzione fundraising, oltre che al vertice stesso. Il fundraising, infatti, è per me principalmente una strategia finalizzata a creare legami, relazioni, a generare fiducia; questa abilità deve assolutamente essere patrimonializzata dall’organizzazione e non delegata ad un consulente.</p>
<p><strong>S: Due aggettivi che descrivono il rapporto fra consulente e organizzazione nonprofit.</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Fiducia e Competenza: un consulente di fundraising normalmente porta l’organizzazione a percorrere strade fino a quel momento sconosciute o poco esplorate. Affinché il suo tentativo abbia successo le condizioni imprescindibili sono, da un lato che l’organizzazione si fidi e quindi si affidi, dall’altro però che le strade del fundraising ipotizzate siano veramente percorribili e non frutto di vaghe conoscenze o “benchmarking” improvvisati (cosa che spesso vedo accadere). Per questo è importantissimo che ci sia grande competenza e fiducia reciproca.</p>
<p><strong>S: Spiegaci di cosa si occupa la tua società di consulenza.</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Mbs è una società di consulenza nata nel 2000 per iniziativa di alcuni professionisti, con esperienze diverse e complementari, mossi dall’idea di offrire servizi di consulenza strategica, formazione e ricerca per supportare lo sviluppo delle organizzazioni. Oggi siamo 15 professionisti con competenze specifiche in grado di offrire consulenza e formazione ad organizzazioni non profit, ad imprese profit oltre che alle amministrazioni pubbliche.</p>
<p><strong>S: Parlaci di un progetto che stai seguendo in questo periodo.</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Uno dei progetti che più mi coinvolgono in questo momento è relativo all’associazione Lifeline Italia Onlus; un’associazione di Padova che dal 2003 si occupa di assistere e garantire in Italia le cure per i bambini malati di leucemia e tumore che vivono nei paesi più poveri dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale dove non esistono strutture sanitarie in grado di trattare le malattie che li colpiscono. Dal 2003 Lifeline ha accolto e curato 142 bambine e bambini dall’Ucraina, dal Kyrgyzstan e dalla Georgia, ed ha effettuato 110 trapianti di cellule staminali. Ecco, assieme a loro, io ed i miei colleghi in Mbs abbiamo pianificato la strategia di fundraising integrata ed ora li stiamo aiutando (attraverso un’attività di regia ed affiancamento) ad implementare le singole attività individuate per il mercato delle imprese, delle fondazioni grant making e dei privati.</p>
<p><strong>S: Quali sono i principali ostacoli che affronti quotidianamente nell’attività di fundraising?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Prima fra tutti forse una difficoltà di tipo culturale; mi riferisco al fatto che ancora oggi quando le organizzazioni si rivolgono a noi per un’esigenza ordinaria o straordinaria di risorse, esigono una risposta esclusivamente di tipo economico. La domanda tipicamente è: “dove troviamo tutte queste risorse? A chi chiediamo i fondi per il nostro progetto?”. Come se il consulente avesse una valigetta piena di contatti da cui “spillare risorse”. Invece il consulente lavora assieme all’organizzazione (mi riferisco soprattutto a quelle di piccole-medie dimensioni) per porre le basi – progettuali, relazionali, organizzative – affinché la buona causa sia condivisibile da un numero sempre maggiore di persone. Le risorse economiche arrivano sempre, ma all’interno di un percorso che spesso è più lungo di quello che l’organizzazione ha in mente.</p>
<p><strong>S: Se avessi una bacchetta magica cosa cambieresti nel tuo lavoro? E nel nonprofit?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Oggi essere un consulente di fundraising è un’avventura difficile. E’ un mercato con tanta domanda ma difficile da conquistare, da mantenere, e sicuramente con poche regole. Anche la figura del fundraiser oggi non ha confini: è la persona che si occupa di raccolta fondi, di comunicazione, di gestione volontari, di progettazione, di organizzazione eventi, di relazioni one to one con imprenditori e grandi donatori e tante altre cose ancora. Se potessi cambiare qualcosa, renderei più chiara questa professionalità…probabilmente questa sarà anche una delle prossime sfide di Assif, l’Associazione Italiana dei Fundraiser, di cui sono entrata a far parte da pochi mesi. Cosa cambierei nel non profit? Forse una concezione tutta Italiana di concepirsi soli e in competizione gli uni contro gli altri; lottare per emergere. Questo lo vedo accadere nelle organizzazioni e spesso anche fra consulenti. Una sana collaborazione potrebbe a volte portare buoni frutti per tutti…anche su questo Assif credo possa avere terreno fertile su cui lavorare.</p>
<p><strong>S: Cosa avresti voluto sapere agli inizi della carriera che oggi ti sarebbe servito?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Una consapevolezza maggiore sul fatto che il fundraising da cui noi abbiamo preso spunto in tutti questi anni – quello di stampo anglosassone per intenderci – non è assolutamente adeguato alla realtà italiana (ribadisco il fatto che io parlo quasi sempre di realtà di organizzazioni medio piccole). Sapendolo 12 anni fa, avrei cercato da subito di studiare ed approfondire strade diverse, più consone e adeguate al nostro contesto. Ho imparato tante cose compiendo errori….ma questo credo sia tipico di ogni professione.</p>
<p><strong>S: Qual è la tua qualità migliore e come ti ha aiutato nella carriera?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Probabilmente la semplicità. Guardo sempre la realtà, le circostanze ed i fatti che accadono nel mio lavoro e nella vita delle organizzazioni che seguo o che incontro, vedendo semplicemente quel che accade; normalmente non ci aggiungo retro pensieri o complicazioni spesso inesistenti. Sembra una banalità, ma questo atteggiamento semplice che credo essere una mia caratteristica personale, mi aiuta a non esasperare le situazioni, a non “fasciarmi la testa” di fronte agli ostacoli; mi rende cioè possibile un giudizio critico.</p>
<p><strong>S: Chi o che cosa ti ha influenzato di più nella vita?</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Un carissimo amico – Luigi – che mi ha insegnato che la vita è bella e che per scoprirlo in ogni istante (mentre lavoro, quando sto con la mia famiglia, nel tempo libero, con gli amici) devo “investire” tutta me stessa, non risparmiarmi.</p>
<p><strong>S: Descrivici il tuo giorno “perfetto”.</strong></p>
<p><strong>N</strong>: Sono (in ordine) moglie, mamma, amica, donna con tante passioni, consulente di fundraising. Il mio giorno perfetto è quello in cui ogni istante è speso bene, vale a dire tutto teso a scoprirne la bellezza.</p>
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		<title>Facebook dà i numeri: statistiche sulle pagine grazie ad Insights</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 21:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Santini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;articolo precedente abbiamo parlato di come l&#8217;organizzazione nonprofit deve stare attenta a non confondere i tanti &#8221;mi piace&#8221; o i tanti &#8220;fan&#8221; sulle pagine di Facebook con un successo sicuro. Per tirare fuori dei numeri dal proprio account di Facebook è possibile prima di tutto usare Facebook Insights che aiuta nell&#8217;analizzare i propri successi in questo social network (https://www.facebook.com/insights/), poi è possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455899-alle-22.14.20.png"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-medium wp-image-2280" title="Insight panoramica" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455899-alle-22.14.20-600x301.png" alt="Schermata 12-2455899 alle 22.14.20" width="504" height="253" /></a></p>
<p>Nell&#8217;<a href="http://www.fundraising.it/2011/11/03/ma-che-te-frega-dei-mi-piace-in-facebook/" target="_blank">articolo precedente</a> abbiamo parlato di come l&#8217;organizzazione nonprofit deve stare attenta a non confondere i tanti &#8221;mi piace&#8221; o i tanti &#8220;fan&#8221; sulle pagine di Facebook con un successo sicuro. Per tirare fuori dei numeri dal proprio account di Facebook è possibile prima di tutto usare Facebook Insights che aiuta nell&#8217;analizzare i propri successi in questo social network (<a href="https://www.facebook.com/insights/" target="_blank">https://www.facebook.com/insights/</a>), poi è possibile confrontare nel tempo alcuni dati come:</p>
<p>1 &#8211; <strong>Tasso di conversazione</strong>: è uguale al numero di commenti o repliche ad un post. Per ottenere un tasso di conversazione molto alto è necessario avere una strategia con obiettivi precisi su quello che si vuole dire, capire il proprio audience, capire cosa comunica il proprio brand, capire cosa ha successo o meno nell&#8217;essere proposto sul web. Se non si eseguono questo tipo di controlli si ha solamente la produzione di una quantità di contenuti magari numerosa ma che crea &#8221;tanto rumore per nulla&#8221; ovvero riempie le bacheche degli utenti ma non viene minimante letto o cliccato.</p>
<p>2 &#8211; <strong>Tasso di amplificazione</strong>: E&#8217; il tasso con cui chi ti segue condivide il tuo contenuto nel network. Su Twitter sono i retweets, su Facbook sono gli shares. E&#8217; utile andare a capire quale tuo contenuto inserito nel social network ha dato via alla condivisione ed è utile nel tempo anche capire se postando il contenuto ad una certa ora si ha un minore o maggiore successo ed anche da dove provengono le visite.</p>
<p>3 &#8211; <strong>Tasso di voto</strong>. E&#8217; dato dal numero di like su Facebook, +1 su Google+, o favorite su Twitter. L&#8217;utilità di questo tasso non è tanto nel sapere di aver ottenuto tanti &#8220;voti&#8221; quanto di poter confrontare un contenuto e l&#8217;altro. Perchè un contenuto ha ottenuto più voti di un altro? Erano curati differentemente? Postati in orari o giorni differenti? E&#8217; dunque una modalità per capire meglio come interagire online con gli utenti e che contenuti proporre.</p>
<p>4 &#8211; <strong>Valore economico</strong>. E&#8217; dato dalla somma delle entrate a breve e lungo termine e dei risparmi ottenuti. Cosa vuol dire? Significa che dai social network le persone possono essere portate sul sito della tua organizzazione nonprofit e lì possono firmare una petizione, comprare nello shop online, fare una donazione, scaricare un file. Tutto questo ha un valore economico intrinseco che può essere calcolato utilizzando programmi come Google Analytics che possono misurare i tassi di conversione</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455899-alle-22.12.31.png"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-medium wp-image-2286" title="Facebook Insight likers" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455899-alle-22.12.31-600x389.png" alt="Facebook Insight likers" width="504" height="326" /></a></p>
<p>Se vuoi approfondire questo argomento vai sul blog di Avinash Kahushik (<a href="http://www.kaushik.net/avinash/best-social-media-metrics-conversation-amplification-applause-economic-value/" target="_blank">http://www.kaushik.net/avinash/best-social-media-metrics-conversation-amplification-applause-economic-value/</a>) o su quello di Beth Kanter (<a href="http://www.bethkanter.org/best-metrics/" target="_blank">http://www.bethkanter.org/best-metrics/</a>).</p>
<p>Per approfondire invece Facebook Insights guarda questo video <a href="http://youtu.be/M6lZX42rIuQ" target="_blank">http://youtu.be/M6lZX42rIuQ</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo Zecchino d’Oro lancia il progetto per i senza dimora di Bologna</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/11/25/lo-zecchino-d%e2%80%99oro-lancia-il-progetto-per-i-senza-dimora-di-bologna/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 20:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Boschetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Parlare con i fundraiser è certamente il modo migliore per capire in cosa consiste il lavoro di raccolta fondi e come si svolge all’interno delle organizzazioni nonprofit italiane. Oggi incontriamo Caterina Fabbro, fundraiser dell’Antoniano Onlus di Bologna.
Sara: Da quanti anni lavori nel fundraising?
Caterina: Da circa 4 anni.
S: Di cosa ti occupi esattamente?
C: All&#8217;Antoniano mi occupo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/11/antoniano.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2263" title="antoniano" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/11/antoniano.jpg" alt="antoniano" width="485" height="199" /></a></p>
<p>Parlare con i fundraiser è certamente il modo migliore per capire in cosa consiste il lavoro di raccolta fondi e come si svolge all’interno delle organizzazioni nonprofit italiane. Oggi incontriamo Caterina Fabbro, fundraiser dell’Antoniano Onlus di Bologna.</p>
<p><strong>Sara: Da quanti anni lavori nel fundraising?</strong></p>
<p><strong>Caterina:</strong> Da circa 4 anni.</p>
<p><strong>S: Di cosa ti occupi esattamente?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> All&#8217;Antoniano mi occupo di raccolta fondi verso le aziende e le fondazioni, oltre a lavorare alla programmazione della campagna annuale, che è stata lanciata proprio in questi giorni.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>S: Due aggettivi che descrivono il rapporto fra aziende e mondo nonprofit</strong></p>
<p><strong>C: </strong>Uno che mi piace è &#8220;non-può-essere-copia-incolla&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altro è &#8220;sfidante&#8221;, perché quello fra aziende e nonprofit è un rapporto che mette alla prova i paradigmi, i linguaggi e i modi di operare su entrambi i fronti. Si tratta di un&#8217;interessante prova di traduzione e di comprensione reciproca.</p>
<p><strong>S: Spiegaci cosa fa la tua organizzazione.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Antoniano Onlus è un&#8217;organizzazione con tante anime: lavora a livello internazionale per promuovere progetti dedicati all&#8217;infanzia ed è impegnata a Bologna con attività rivolte ai senza dimora: gestisce una mensa, un centro d&#8217;ascolto e un riparo notturno. Anche in Italia non mancano le attività per l&#8217;infanzia, a Bologna c&#8217;è &#8220;Antoniano Insieme&#8221; un centro per bambini affetti da disabilità e a livello nazionale conduciamo un bellissimo progetto per i bambini in ospedale.</p>
<p><strong>S: Parlaci di una campagna o di un progetto a cui sta lavorando.</strong></p>
<p><strong>C: </strong>Mi piacerebbe che lo vedeste prima, eccolo: <a href="http://www.antoniano.it">www.antoniano.it</a></p>
<p>Questa sì che è stata una bella sfida: si tratta della nostra campagna annuale, che quest&#8217;anno abbiamo dedicato alla realizzazione di un centro di accoglienza per i senza dimora a Bologna.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio sapevamo che il tema sarebbe stato difficile da comunicare, soprattutto considerando che il grande lancio della campagna per noi è lo Zecchino d&#8217;Oro: pubblico nazionale, abituato a sostenere progetti internazionali dedicati soprattutto all&#8217;infanzia.</p>
<p>Abbiamo quindi optato per la regola della semplicità. Coinvolgendo i bambini del Piccolo Coro, ci siamo fatti aiutare dalle loro voci a spiegare il progetto nei suoi contenuti più immediati. Abbiamo scelto parole e gesti semplici, che i bimbi hanno compreso e che, per questo, hanno ridato con estrema naturalezza. I risultati? Per ora ce ne sono due importantissimi: abbiamo lavorato in sinergia con tutte le aree di Antoniano (produzione audio-video, trasmissione tv, comunicazione&#8230; anche la falegnameria ci ha aiutato), grazie ad una Direzione partecipe e attenta e a colleghi coinvolti è nata una campagna che è davvero il frutto del lavoro di tutti.</p>
<p>L&#8217;altro risultato, quello economico, ad una settimana dal lancio è già molto bello, ma su questo ci aggiorniamo a fine campagna.</p>
<p><strong>S: Quali sono i principali ostacoli che affronti quotidianamente nell’attività di fundraising?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Il tempo, che non basta mai.</p>
<p><strong>S: Se avessi una bacchetta magica cosa cambieresti nel tuo lavoro? E nel nonprofit?</strong></p>
<p>C: Vorrei dotarmi della capacità di fare più cose contemporaneamente, oppure togliermi la sensazione di non star facendo mai abbastanza.</p>
<p>Qualche cambiamento al nonprofit? Forse un nonprofit più ricettivo ai cambiamenti.</p>
<p><strong>S: Cosa avresti voluto sapere agli inizi della carriera che ti sarebbe servito?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Che gli errori servono. Lo sapevo già, in senso teorico, ma non avevo la percezione di <em>quanto </em>servono davvero.</p>
<p><strong>S: Qual è stato il commento più strano o sorprendente che ti ha fatto un donatore?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Un messaggio scritto a mano in risposta ad un mailing &#8220;Scusatemi se non faccio abbastanza&#8221;.</p>
<p><strong>S: Qual è la tua qualità migliore e come ti ha aiutato nella carriera?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> La tenacia: è utile per sentire &#8220;non adesso&#8221; quando ti dicono &#8220;no&#8221;.</p>
<p><strong>S: Chi o che cosa ti ha influenzato di più nella tua vita?</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Mi hanno influenzato i posti in cui ho vissuto, i luoghi in cui ho lavorato.</p>
<p>Nel lavoro mi hanno influenzato soprattutto le persone che stanno dietro alle piccole organizzazioni nonprofit, quelle che nascono ed esistono per rispondere alla semplice esigenza di &#8220;non restare a guardare&#8221;.</p>
<p><strong>S: Descrivi il tuo giorno perfetto o preferito.</strong></p>
<p><strong>C:</strong> Il giorno in cui tiri le fila di un progetto a cui hai lavorato da tempo, in cui lo vedi diventare realtà, inizi a comunicarlo e ti accorgi che viene capito, che coinvolge e piace.</p>
<p>Ma forse preferisco il giorno in cui, quel progetto, inizi a pensarlo, non sapendo ancora quale forma prenderà, ma vai avanti, fidandoti della cosa fondamentale e cioè della sua sostanza.</p>
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		<title>Favorire la leadership, far crescere il fundraising</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/07/15/favorire-la-leadership/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 06:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito, viene presentato un elenco delle procedure che un consiglio di amministrazione può mettere in atto per favorire al suo interno la leadership, la costituzione di team e la capacità di promuovere e raccogliere le grandi donazioni:

Durante le sedute del consiglio di amministrazione, occorre coinvolgere i costituenti nella mission e nei piani dell’organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di seguito, viene presentato un elenco delle procedure che un consiglio di amministrazione può mettere in atto per favorire al suo interno la leadership, la costituzione di team e la capacità di promuovere e raccogliere le grandi donazioni:</p>
<ol>
<li><strong>Durante le sedute del consiglio di amministrazione</strong>, occorre coinvolgere i costituenti nella mission e nei piani dell’organizzazione non profit. Evitare di proporre un ordine del giorno prevedibile (o inesistente) e non permettere a poche persone di monopolizzare il discorso o di parlare troppo a lungo</li>
<li><strong>Consentire la partecipazione</strong> a chiunque, anziché limitarla ad un gruppo ristretto; non far sentire escluso nessuno dei presenti</li>
<li><strong>Prendere le decisioni in modo collegiale</strong>, evitando di demandarle al solo livello dirigenziale. Il consiglio di amministrazione deve proporsi come un gruppo di persone affiatate, non come un suggello burocratico per decisioni già prese</li>
<li><strong>Durante le sedute del consiglio di amministrazione</strong>, non perdere mai di vista la mission e dimostrarne il raggiungimento quando si discute del successo di programmi e servizi ai clienti e utenti</li>
<li><strong>Inserire tutte le figure dell’organizzazione non profit</strong> nei progetti per il futuro</li>
</ol>
<p>Agendo in questo modo, i consiglieri di amministrazione possono coinvolgere altri volontari nel piano di fund raising e assumersi le responsabilità che competono alla leadership nel campo della raccolta fondi, specialmente per quanto riguarda le grandi donazioni. Va notato però che per costruire la leadership, garantirne la continuità e creare dei team efficaci, non solo all’interno dell’organizzazione, ma anche in relazione ad altre organizzazioni non profit con cui si collabora per il raggiungimento di una mission di più vasta portata, spesso occorre apportare dei cambiamenti alla struttura stessa della leadership. (Tratto da<a href="http://www.valeriomelandri.it/libri/"> Il Libro del Fundraising </a>- di V. Melandri, Etas, 2004)</p>
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		<title>5 consigli per un buon welcome pack per il tuo nuovo donatore</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/02/18/welcomepack/</link>
		<comments>http://www.fundraising.it/2011/02/18/welcomepack/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 08:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel realizzare un welcome pack che accoglie e ringrazia il donatore per aver fatto una donazione alla tua organizzazione nonprofit non scordarti di:

Pensare al donatore. Nella lettera rivolgiti spesso e direttamente al donatore stesso usando titoli ed evidenziazioni che facciano capire chiaramente al donatore come la sua donazione potrà aiutare concretamente a risolvere il problema
Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel realizzare un welcome pack che accoglie e ringrazia il donatore per aver fatto una donazione alla tua organizzazione nonprofit non scordarti di:</p>
<ol>
<li><strong>Pensare al donatore</strong>. Nella lettera rivolgiti spesso e direttamente al donatore stesso usando titoli ed evidenziazioni che facciano capire chiaramente al donatore come la sua donazione potrà aiutare concretamente a risolvere il problema</li>
<li>Nella lettera prova a<strong> raccontare una storia</strong> o aneddoti ed inserisci delle immagini in modo da far capire al donatore di aver fatto la scelta giusta nell&#8217;aver scelto la tua organizzazione nonprofit</li>
<li>Se riesci, ma senza esagerare, <strong>inserisci cifre/numeri/tabelle</strong> (ma non deve essere un report finanziario altrimenti rischi <a href="http://www.theagitator.net/dont-miss-these-posts/too-tired-to-choose/">questo</a>) che possano semplificare, aiutare, velocizzare la lettura e comprensione al donatore</li>
<li><strong>Esprimi la gratitudine</strong> per la donazione ed usa un linguaggio adeguato per accogliere il donatore</li>
<li>Non tralasciare di<strong> inserire le modalità con cui entrare in contatto</strong>. Se <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-02-01/jeff-bezos-amazon-162311.shtml?uuid=AaMjFu4C">l&#8217;amministratore delegato</a> di Amazon trova tempo per rispondere ai clienti, perchè un direttore di una onp non può trovare il tempo ed inserire nella lettera del welcome pack la sua email ad esempio?</li>
</ol>
<p>E se proprio vuoi stupire il donatore invece che scrivergli cosa lui può fare da ora in avanti per te, scrivi cosa la tua onp può fare per lui, <a href="http://www.sofii.org/showcase-item?hall=274&amp;id=48&amp;pos=12">guarda qui</a> o l&#8217;immagine qui sotto</p>
<p><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/02/118form2-450x338.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2136" title="118form2-450x338" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/02/118form2-450x338.jpg" alt="118form2-450x338" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Liberamente tratto da <a href="http://www.fundraisingdetective.com/fundraising-detective/2011/01/5-things-that-make-a-good-donor-welcome-pack.html">Fundraising Detective</a></p>
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		<title>Idee per il nuovo anno: un calendario orientato al fundraising</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/12/10/idee-per-il-nuovo-anno-un-calendario-orientato-al-fundraising/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 12:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche idea per il nuovo anno può venire dall&#8217;iniziare a fissare le date a cui possono corrispondere delle speciali iniziative di raccolta fondi. Sono queste occasioni in cui è possibile raccontare storie di progetti legandole al &#8220;clima speciale&#8221; che molti periodi dell&#8217;anno portano con sè.
Gennaio &#8211; &#8220;Anno nuovo, vita nuova&#8221; viene detto, allora perchè non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche idea per il nuovo anno può venire dall&#8217;iniziare a fissare le date a cui possono corrispondere delle speciali iniziative di raccolta fondi. Sono queste occasioni in cui è possibile raccontare storie di progetti legandole al &#8220;clima speciale&#8221; che molti periodi dell&#8217;anno portano con sè.</p>
<p><strong>Gennaio</strong> &#8211; <em>&#8220;Anno nuovo, vita nuova&#8221; </em>viene detto, allora perchè non proporre al tuo donatore un modo nuovo con cui interagire con la tua onp: un blog che racconti i progetti, un video di quanto realizzato con le donazioni nell&#8217;anno passato, una storia che racconta cosa vuoi fare e chi vuoi aiutare nel nuov anno.</p>
<p><strong>Febbraio</strong> -  <em>S. Valentino</em> -Non è questo il miglior momento per condividere qualcosa con le persone che più ami? Perchè non condividere una buona causa? Magari attraverso un regalo ad hoc fatto su un e-shop di una organizzazione nonprofit oppure perchè non dimostrare il proprio affetto anche tramite un&#8217;adozione a distanza</p>
<p><strong>Marzo</strong> &#8211; <em>Qui cade il primo giorno di primavera</em> &#8211; Voglia di speranza, sole, vita. Usiamo questo mese per raccontare storie positive di progetti, per far vedere che gli sforzi che l&#8217;onp fa vanno a buon fine, magari legandoli anche all&#8217;8 marzo festa della donna e al 19 marzo festa del papà (dunque legandoli a storie di donne e storie di papà a lieto fine).</p>
<p><strong>Aprile</strong> -<em> Pesce d&#8217;aprile </em>- Ci sono tante cose che non vanno in tanti settori (ambiente, sanità, cooperazione internazionale, servizi alla persona). Questo è il momento di condividere con i tuoi donatori un po&#8217; di risate, potresti fare uno spot, un video con i tuoi colleghi nella tua onp, per far vedere che il nonprofit non è solo &#8220;lacrime e sangue&#8221;, ma è anche saper lavorare, progettare, costruire e rendicontare sempre con il sorriso.</p>
<p><strong>Maggio</strong> &#8211; <em>Festa della mamma </em>- Non c&#8217;è momento migliore per ricordare tutte le mamme che questo. Mamme che ci sono vicine e mamme che non ci sono più. E&#8217; il momento migliore per una donazione in memoria di una mamma che non c&#8217;è più, ma anche per personalizzare il proprio e-shop o i banchetti nelle piazze con oggettistica ad hoc. Ricordo anche la festa dei lavoratori, 1 Maggio, che, non è solo una festa &#8220;sindacale&#8221;, ma può essere legata a tanti progetti di onp che operano in Italia e non, legati al lavoro (cooperative sociali, progetti di ong nel Terzo Mondo).</p>
<p><strong>Giugno</strong> &#8211; <em>Fine della scuola &#8211; </em>Nessuno ha mai pensato a cosa possono fare i ragazzi/e finita la scuola? E&#8217; tempo di fare proposte ad hoc di volontariato per i giovani delle scuole superiori e universitari.</p>
<p><strong>Luglio &#8211; Agosto</strong>: diamo tregua al donatore&#8230;.</p>
<p><strong>Settembre</strong> &#8211; Si torna sui banchi di scuola e si torna al lavoro. Non c&#8217;è momento migliore per aggiornare il donatore sull&#8217;andamento dei progetti dopo la pausa estiva ed in vista delle richieste di fondi che sicuramente gli farai a qui a Natale..</p>
<p><strong>Ottobre &#8211; Novembre &#8211; Dicembre</strong> &#8211; Prepariamoci al Natale (ma già ci avremo pensato ben prima dell&#8217;estate) con l&#8217;idea in testa, come fundraiser, che il Natale è la stagione dei doni, dei regali e non c&#8217;è momento migliore per sollecitare donazioni, ma anche proporre modi differenti di fare regali tramite gli e-shop delle onp (oggetti, biglietti di auguri, adozioni a distanza, donazioni virtuali tramite e-shop, etc.).</p>
<p>Vanno considerati anche come momenti importanti: le feste religiose, a seconda della tipologia dei donatori e del paese dove si effettua la raccolta fondi e le stagioni, come momenti di cambiamento, esterni (ambiente, natura) ma anche metaforicamente anche interni (personali, nei progetti dell&#8217;onp.)</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="http://www.nonprofitmarketingguide.com/resources/email-newsletters/newsletter-ideas-for-every-month-of-the-year/">Nonprofit Marketing Guide</a> &#8211; Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/jeffanddayna/">Jeff Golden</a> sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it">Creative Commons</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Perchè è necessario comunicare il fallimento di un progetto al donatore?</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/10/14/fallimento-donatore/</link>
		<comments>http://www.fundraising.it/2010/10/14/fallimento-donatore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Come spesso accade abbiamo tutti da imparare da alcune onp americane su come fare fundraising e come comunicare nel modo giusto ai propri donatori. Charity Water (onp di cui già si è parlato in questo sito) ha inviato una email ai propri sostenitori raccontandone di un suo insuccesso.  Hai capito bene! Di un suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come spesso accade abbiamo tutti da imparare da alcune onp americane su come fare fundraising e come comunicare nel modo giusto ai propri donatori. Charity Water (onp di cui già si è parlato in questo sito) ha inviato una email ai propri sostenitori raccontandone di un suo insuccesso. <strong> Hai capito bene! Di un suo insuccesso! Ma partiamo dall&#8217;inizio</strong></p>
<p><strong>Il caso</strong><br />
Nel settembre 2010 Charity Water lancia la sua annuale campagna di donare il proprio compleanno (cioè i soldi che vengono di solito regalati oppure invitare i tuoi amici a donare per un progetto invece di fare un regalo) per un progetto dell&#8217;onp. Duemila (2000) persone <a href="http://www.charitywater.org/mailings/september_2010_F/?utm_source=SilverpopMailing&#038;utm_medium=email&#038;utm_campaign=september_2010_F%20%288%29&#038;utm_content=">hanno donato</a> il proprio compleanno o iniziato una campagna su <a href="http://mycharitywater.org/p/signin">my charitywater</a> ed hanno raccolto in totale $ 700.000</p>
<p><strong>Come verrano usati i soldi &#8211; Cosa ne sarà della campagna di settembre &#8211; Come il progetto verrà gestito dopo che l&#8217;onp avrà concluso il medesimo</strong><br />
Basta visitare questa pagina e scoprire una parte estremamente chiara<br />
<a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/10/what.png"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/10/what-300x151.png" alt="what" title="clicca sull'immagine per visualizzarla in formato grande" width="300" height="151" class="aligncenter size-medium wp-image-1942" /></a> con tre titoli: cosa accadrà del progetto negli USA, cosa accadrà del progetto ora che ha i fondi nel luogo dove servono tali fondi, come il progetto dell&#8217;onp andrà avanti con &#8220;le sue gambe&#8221; una volta che il sostegno della stessa è terminato.<br />
Non esiste, crediamo, allo stato attuale un sito di una onp italiana con la stessa chiarezza espositiva nella parte progettuale.</p>
<p><strong>Il progetto ha uno stop non preventivato &#8211; Leggi il testo dell&#8217;email che hanno inviato ai donatori</strong><br />
<em>&#8220;It was going to be an amazing story, and charity: water’s two hundredth completed project in the country. The people of Moale had been waiting for water for more than a decade. After two failed attempts to reach clean water many years ago, our local partner ICDI brought in a new drilling rig that could dig up to 700 feet. Unfortunately, they never made it that far. In what was by far the most challenging drill we’ve ever witnessed, the team came up short after 30 straight hours when the second borehole caved in.<br />
It was a heartbreaking and messy day. We&#8217;d hoped to show you footage of a joyful village celebrating a successful drill, but we didn&#8217;t achieve that today. We’re committed to transparency at charity: water, so instead, our live drill video will show you the reality and challenges we face on the ground.<br />
Tomorrow, we&#8217;ll start drilling in another nearby Bayaka village. We haven&#8217;t given up on Moale. For now, the people there will have to wait a little bit longer for their well &#8212; but we will be back. In the meantime, with your help, we can provide clean and safe drinking water for every Bayaka through this year&#8217;s September campaign&#8217;&#8221;</em><br />
Il tutto accompagnato dal video dell&#8217;insuccesso seguito però nei giorni successivi dagli altri tentativi e dal successo finale.</p>
<p><strong>Video 1 &#8211; L&#8217;insuccesso</strong><br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/14779260?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=0ead00" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/14779260">Live Drill &#8211; No water for our birthday in Central African Republic</a> from <a href="http://vimeo.com/charitywater">charity: water</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Video 2 &#8211; Si prova a rimediare</strong><br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/14809779?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=0ead00" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/14809779">Live Drill Day 2 &#8211; We Hit Water!</a> from <a href="http://vimeo.com/charitywater">charity: water</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Video 3 &#8211; Dall&#8217;insuccesso al progetto realizzato</strong><br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/14867147?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=0ead00" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/14867147">Day 3 &#8211; Live Drill Finale &#8211; September Campaign 2010</a> from <a href="http://vimeo.com/charitywater">charity: water</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Cosa ci e ti insegna questo</strong><br />
1 &#8211; Che il peggior insuccesso si può tramutare in un successo<br />
2 &#8211; Che internet e specialmente dei video chiari, semplici, diretti, con un minimo di editing professionale sono uno dei modi migliori per rendicontare. Meglio certamente che mettere i bilanci online della propria onp sul sito senza nessuna spiegazione (perchè certo il donatore non legge le note integrative di bilancio o il commento della società di revisione&#8230;).<br />
3 &#8211; Che rendicontare i progetti non lo si fa una volta all&#8217;anno in sede di bilancio, ma subito durante e alla fine della campagna di raccolta fondi</p>
]]></content:encoded>
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