Come i navigatori di Facebook hanno donato per Haiti

Scritto il 8 marzo 2010 da Francesco · Lascia un Commento 

Facebook sta iniziando a realizzare ricerche in ambito nonprofit per quanto riguarda l’impatto del social network sulle donazioni.  La prima analisi svolta da Facebook su utenti del network negli Stati Uniti d’America, Inghilterra e Australia, in collaborazione con Nielsen Group ha rilevato che:

  • il 32% degli utilizzatori di Facebook ha donato a favore delle onp presenti ad Haiti
  • il 13% degli utilizzatori di Facebook ha donato via sms per Haiti (la percentuale aumenta al 23% se si considerano i soli USA)
  • Chi non ha ancora donato per Haiti sta pensando seriamente di farlo nel 21% dei casi (il 29% dei ragazzi/e dai 13 ai 17 anni pensa di farlo rispetto al più limitato 13% degli adulti over 50)
  • il 42% degli utilizzatori di Facebook pensa che le aziende non stiano facendo abbastanza per aiutare Haiti

Considerazioni per i fundraiser italiani

La ricerca non da informazioni riguardo a quanti utilizzatori di Facebook donano (dato che interesserebbe a molti fundraiser e web marketing manager credo) e neppure è rivolta alla realtà italiana. In Italia alcuni dati interessanti sono usciti dalla ricerca Slash / Gmark presentata al Festival del Fundraising 2009 da cui si nota che:

  • il 60% dei donatori utenti di internet effettua donazioni nel caso di emergenze umanitarie
  • il 54% dei donatori utenti internet effettua donazioni attraverso sms o telefono fisso e chi ha donato con carta di credito (20% dei casi) o bonifico bancario (19% dei casi) ha poi eseguito queste operazioni rispettivamente nel 79% e nel 72% dei casi attraverso modulo donazione online con carta di credito o utilizzando il bonifico bancario online

Ciò dimostra come l’online è sicuramente uno strumento in più da offrire, una opzione in più da attivare non tanto per raccogliere più fondi, quanto magari per rendere più facile e veloce la donazione da chi meglio sa utilizzare internet e magari già dona all’organizzazione nonprofit. Resta da dimostrare quanto ed in quali casi Facebook sia uno strumento che porti vantaggi sia in termini di comunicazione che eventualmente di donazioni alle organizzazioni nonprofit italiane.

Di seguito le statistiche complete che si possono trovare insieme anche ad un’analisi dei dati sul sito della Nielsen

Response to the January 12 Haiti Earthquake among Facebook users in the U.S., UK and Australia

Response to the January 12 Haiti Earthquake among Facebook users in the U.S., UK and Australia

Response to the January 12 Haiti Earthquake among Facebook users in the U.S., U.K. and Australia

Response to the January 12 Haiti Earthquake among Facebook users in the U.S., U.K. and Australia

La piramide delle donazioni esiste ancora?

Scritto il 24 febbraio 2010 da Francesco · Lascia un Commento 

Recentemente su alcuni blog che trattano il tema del fundraising c’è stato un acceso dibattito sulla domanda: la piramide delle donazioni è realtà, finzione, pura teoria accademica o un concreto aiuto per la strategia di fundraising di un’organizzazione nonprofit?

Prima di tutto un ripasso generale su cos’è la piramide del fundraising: è uno schema che ci aiuta a comprendere come costruire l’azione di fundraising intorno a quelle aree di donatori che massimizzano il reddito nel medio e lungo periodo. E’ uno schema che ci spiega come ogni area del fund raising che appare interessante nel breve periodo non deve essere trascurata e come sia logico che ad ogni gradino della piramide il numero dei donatori declina, e l’ammontare dei contributi aumenta, fino a giungere, con parecchio lavoro e dopo parecchio tempo ai livelli massimi.

Ci sono 5 punti di vista differenti.

Punto 1 – La piramide delle donazioni è una bugia: Mark, fundraiser di Sea Change Strategies, sostiene che la piramide delle donazioni è una bugia. Che i grandi donatori non provengono dal basso della piramide (ovvero da chi dona e15 poi €100 e poi €10.000) ma provengono da altri grandi donatori. Allo stesso tempo i donatori di piccole somme fanno donazioni all’organizzazione nonprofit uno o due anni e poi scompaiono.

Punto 2 – La piramide delle donazioni non è solo una piramide: Ken Burnett (autore dello splendido libro Relationship Fundraising) sottolinea come esiste anche un trapezio delle donazioni (una visione più ottimistica della piramide ovvero con un maggiore livello di grandi donazioni ricevute) ma anche una piramide rovesciata delle donazioni che classifica i donatori non in base alla loro numerosità ma al livello economico di donazioni fatte. Puoi vedere tutti questi tre schemi nell’immagine seguente

Piramide, trapezio e piramide rovesciata delle donazioni

Piramide, trapezio e piramide rovesciata delle donazioni


Punto 3 – La piramide delle donazioni va aggiornata
: è quello che ha pensato Tony Elischer in un articolo molto approfondito (puoi scaricarlo da qui) dove aggiunge alcune nuove tipologie di donatori nella parte inferiore della piramide delle donazioni. Clicca sull’immagine seguente per vedere come è stata studiata questa piramide.

Nuova Piramide delle donazioni

Nuova Piramide delle donazioni

Punto 4 – La piramide delle donazioni è vera, ma vanno ripensati i benefit: la University of Texas M. D. Anderson Cancer Center ha attuato un programma speciale (Partner’s Circle) per alcuni donatori in modo da “coltivarli” per portarli a fare un lascito a favore dell’organizzazione. Negli anni l’Università ha scoperto che chi ha fatto lasciti non era solamente chi donava di più all’organizzazione, ma chi donava per più tempo (anche somme di non grandi dimensioni). Per cui fra i criteri di ingresso in questo “programma speciale” l’Università ha inserito non tanto quello del livello delle donazioni, ma della fedeltà del donatore nel tempo.
Punto 5 – La piramide delle donazioni è una promessa non mantenuta: questo sostiene Lorence, di Target Analytics. Da una parte, dati alla mano (Lorence ha 30 anni di esperienza nell’analisi statistica delle donazioni alle organizzazioni nonprofit), Lorence sostiene che i donatori che donano €1.000 sono solitamente coloro che hanno fatto una donazione da sette o più anni consecutivi alla stessa organizzazione nonprofit, dall’altra parte molti piccoli donatori donano per 1 o 2 anni e poi scompaiono. Dunque la piramide delle donazioni secondo Lorence è realtà, ma sono i fundraiser che la debbono rendere reale. Il fatto dei tanti piccoli donatori che se ne vanno è dovuto, secondo Lorence, ai tanti mailing di acquisizione che hanno come unico scopo quello di incrementare il numero di donatori annuali e non quello di attrarre dei donatori “sostenibili” (ovvero donatori che non hanno bisogno di mailing di “risveglio” per essere invogliati ulteriormente a donare).

Operativamente cosa interessa ai fundraiser italiani: sicuramente è necessario andare a vedere, utilizzando il proprio database, come si “muovono” nel tempo i donatori per capire se lo schema della piramide della donazione è reale, utile o se invece il comportamento dei propri donatori differisce da quanto schematizzato nella piramide delle donazioni. Ci possiamo porre domande come: quale comportamento di donazione hanno quei donatori che oggi sono diventati grandi donatori della mia organizzazione nonprofit? Quanto hanno donato in media negli anni, per quanti anni?

Donare alle organizzazioni nonprofit è divertente come…

Scritto il 19 febbraio 2010 da Francesco · Lascia un Commento 

Donare alle organizzazioni nonprofit è divertente come il…sesso.
Sembra una strana conclusione ma è quella a cui sono giunti i ricercatori del National Institues of Health. In pratica si è dimostrato che quando una persona pensa all’atto della donazione si attivano parti del cervello che normalmente sono associate a piaceri come il mangiare o il sesso.

Dunque pare che i piaceri della vita siano tre: MANGIARE, IL SESSO E DONARE.
Lo studio (che puoi leggere cliccando qui) sostiene che, come esseri umani, nasciamo con dei bisogni primari che non ci permettono di essere del tutto egoisti (ovvero dipendiamo da altri per soddisfare tali bisogni) e che la generosità verso gli altri ha una forte implicazione nel farci sentire “bene”.
Altra scoperta è che le parti del cervello che solitamente si attivano quando si decide di donare oppure quando si riceve una ricompensa in denaro sono le medesime parti che si mettono in moto Approfondisci

Come si comporta la mente del donatore nelle emergenze

Scritto il 4 febbraio 2010 da Francesco · 1 Commento 

Due recenti articoli fanno riflettere (qui e qui) molto su come la mente dei donatori reagisce quando ci sono tragedie che colpiscono migliaia di persone, come ad Haiti o come, in Italia, nel terremoto in Abruzzo.

La tesi che viene sposata in questi articoli è che la mente umana reagisce meno quando gli viene presentata una tragedia che ha colpito moltissime persone a confronto di una tragedia che ne ha colpite poche. Sembra però esserci una contraddizione in ciò in quanto qualunque fundraiser potrebbe domandarsi: “Ma allora perchè la gente sta donando milioni di euro per la tragedia in Haiti?”. Futurefundraisingnow pone due spiegazione a ciò:

  1. I media che si occupano di notizie hanno portato in qualsiasi palinsesto, dentro ogni trasmissione, a qualsiasi orario “l’emergenza Haiti” Approfondisci

Lasciti e fundraising: cosa fare e cosa non fare

Scritto il 27 ottobre 2009 da Francesco · Lascia un Commento 

Un’organizzazione nonprofit che vuole iniziare a fare raccolta fondi tramite i lasciti deve avere chiaro che la campagna sui lasciti deve essere costante e continua per avere dei risultati. E’ necessario:

  1. rendere i potenziali donatori e i donatori attuali dell’organizzazione coscienti della possibilità di fare un lascito all’organizzazione nonprofit
  2. far passare il messaggio che il lascito non è solo “roba per ricchi” ma è per tutti, va dunque inserito un messaggio positivo nella comunicazione che si fa e che non incentri tutto sui termini “lascito” o “testamento” ma sul fatto che è una donazione da intendere come un regalo per il futuro
  3. non puntare solo su chi “ha i soldi”, ma anche su chi sembra che non li abbia ed è un donatore, anche abbastanza costante, dell’organizzazione

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L’importanza del campo oggetto (e di chi la scrive) nelle e-mail per raccogliere fondi

Scritto il 29 aprile 2009 da Francesco · Lascia un Commento 

Non si da mai sufficiente importanza, quando si scrive una email o si fa una iniziativa di e-mailing o semplicemente inviando una newsletter ai propri sostenitori, alle parole inserite nel campo “oggetto” dell’e-mail e all’indirizzo e-mail nonchè nome della persona che scrive l’email.  Vediamo dunque come migliorare la scrittura e definizione del: Approfondisci

Gestisci le tue donazioni e i tuoi donatori con Civicrm

Scritto il 22 aprile 2009 da Francesco · Lascia un Commento 

In che modo gestisci le donazioni nella tua organizzazione nonprofit? Utilizzi un software? E’ facile da usare? Quanto costa? E’ utile per il lavoro che fai oppure te ne servirebbe uno nuovo? Nel corso del 2008 ti avevo detto (vedi qui) che stavo cercando una soluzione semplice ed economica per la gestione delle donazioni online e offline e dei donatori.
Approfondisci

Spedire l’elenco delle donazioni ai donatori oggi costa un po’ di più

Scritto il 20 aprile 2009 da Francesco · Lascia un Commento 

Un recente mailing di Greenpeace contiene una notizia di sicuro interesse per chi lavora nel campo del fundraising. Come Approfondisci

Come usare Twitter nella tua organizzazione nonprofit?

Scritto il 16 aprile 2009 da Francesco · Lascia un Commento 

Spesso ci si domanda come poter utilizzare i moderni strumenti che internet ci sta offrendo per comunicare meglio la buona causa, i progetti della propria organizzazione nonprofit. In Italia purtroppo non esistono guide che ne parlino, ma infatti non è necessario guardare al contesto italiano del web 2.0, abbastanza povero anche se con qualche punta di eccellenza, ma è bene, come sempre, vedere cosa combinano le organizzazioni nonprofit americane.

Per questo quelli di Digiactive (un sito molto molto interessante) hanno realizzato la guida per le onp Approfondisci

Coinvolgere i volontari attraverso un blog

Scritto il 9 marzo 2009 da Francesco · 1 Commento 

Nei giorni scorsi ho intervistato Gaia Saviotti, stagista presso l’uffico Comunicazione e Raccolta fondi di Ucodep, che ha in parte gestito la nascita e crescita di un blog molto interessante, Volontari per Ucodep , un blog che, come si leggerà nell’intervista, ha avuto il pregio e la forza di essere e divenire un buon strumenti per il coinvolgimento dei volontari. Cosa aspetti dunque? Leggi l’intervista e scopri perchè Approfondisci

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