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	<title>Fundraising.it &#187; Strategia</title>
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	<description>Idee e strumenti per fare raccolta fondi per il nonprofit</description>
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		<title>Personalizzare un messaggio: i social network ci danno una mano</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tra questi possibili attacchi di una mail o di una lettera secondo voi quale è più efficace?

&#8220;Cara amica e caro amico, da anni xxx opera per portare il sorriso a molte persone che sfortunatamente&#8230;.&#8221;
&#8220;Ciao Davide, ti starai chiedendo come facciamo a conoscerti? Il tuo amico Giovanni, che da diversi anni lotta al nostro fianco per&#8230;., [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2012/01/personalizzazione-messaggio1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2369" style="border-image: initial; border: 0px initial initial;;  display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;" title="personalizzazione-messaggio1" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2012/01/personalizzazione-messaggio1.jpg" alt="personalizzazione-messaggio1" width="400" height="173" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Tra questi possibili attacchi di una mail o di una lettera secondo voi quale è più efficace?</p>
<ul>
<li>&#8220;Cara amica e caro amico, da anni xxx opera per portare il sorriso a molte persone che sfortunatamente&#8230;.&#8221;</li>
<li>&#8220;Ciao Davide, ti starai chiedendo come facciamo a conoscerti? Il tuo amico Giovanni, che da diversi anni lotta al nostro fianco per&#8230;., ha deciso di condividere con te&#8230;&#8221;</li>
<li>&#8220;Ciao Davide, sorpresa! Sono il tuo caro amico Giovanni. Lo sai che da anni lotto al fianco di xxx per &#8230;. e penso che insieme possiamo&#8230;&#8221;</li>
</ul>
<p>Non ci sono dubbi: gli ultimi due! A prescindere dal testo (ovviamente in questi esempi sono costruiti per amplificare l&#8217;effetto),<strong> la chiave sta nella personalizzazione</strong> che ci permette, come nel secondo caso, perfino di far parlare dell&#8217;organizzazione direttamente due amici tra loro.</p>
<p><strong>La modalità per ottenere maggiori informazioni sui propri donatori è forse il più grande enigma che tutti i fundraiser quotidianamente cercando di risolvere</strong>. Perché si sa che, più una comunicazione è personalizzata e &#8220;costruita ad hoc&#8221; per la singola persona, più risulta efficace.</p>
<p>Ma come spesso accade <strong>la soluzione è proprio lì, davanti gli occhi: i social network</strong>. In generale tutti i <strong>social media sono un pozzo inesauribile di informazioni</strong>, nella maggioranza dei casi pubbliche. Ma allora perché non utilizzare tutte queste informazioni per costruire un messaggio altamente personalizzato? Questo Natale mi sono imbattuto nella simpatica applicazione di Sky &#8220;Gli auguri di Don Natale&#8221; (<a href="www.don-natale.it" target="_blank">www.don-natale.it</a>). In effetti si tratta di un caso <em>profit </em>ma lancia alcuni spunti molto interessanti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sky e gli &#8220;Auguri di Don Natale&#8221;</span></strong></p>
<p>Pochi giorni di prima di Natale sulla mia bacheca di Facebook è apparso un simpatico post che diceva &#8220;Quest&#8217;anno gli auguri te li fa una persona di fiducia&#8221; affiancata da una foto di Babbo Natale. Ovviamente la curiosità ha avuto il sopravvento, cliccando si apriva un simpatico video di qualche minuto in cui Babbo Natale, in arte Don Natale, mi faceva direttamente gli auguri da parte di tutta la famiglia, in perfetto stile mafioso. <strong>La cosa sorprendente è che la &#8220;famiglia&#8221; era proprio la mia</strong> (c&#8217;era un mio amico, autore degli auguri, e tutta una serie di foto di amici comuni).</p>
<p>L&#8217;effetto è stato immediato: ho mandato subito gli stessi auguri ad altri miei amici <strong>contribuendo ad alimentarne la viralità</strong> (ad oggi sono stati inivati più di 600.000 auguri). Ma non solo, a distanza di un mese <strong>ricordo perfettamente il video</strong> (che ho rivisto più volte). Mi verrebbe da dire: colpito nel segno, se non per il fatto che non ho fatto un abbonamento a Sky.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ma che livello di personalizzazione è stato raggiunto?</span></strong></p>
<p>La risposta è: <strong>sicuramente molto alto</strong>. Nel video appaiono:</p>
<ul>
<li>alcune informazioni generali sul nostro profilo (nome, cognome, status, mail, foto ecc.) all&#8217;interno di un rapporto modello FBI che l&#8217;&#8221;elfo picciotto&#8221; consegna a Don Natale;</li>
<li>la foto del mittente che appare all&#8217;interno di una cornice che Don Natale ci mostra a metà video (immagine personalizzabile e selezionabile manualmente);</li>
<li>alcune immagini del profilo di amici comuni come quadri appesi alla parate e che rappresentano la &#8220;grande famiglia&#8221;;</li>
<li>un testo personalizzabile (gli auguri) su un foglietto che Don Natale ci consegna alla fine.</li>
</ul>
<p>Tutto ciò è stato possibile grazie all&#8217;<strong>utilizzo delle informazioni pubblicate sul proprio profilo Facebook</strong>. Tutto qui.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ma quali possono essere le potenzialità per il nonprofit?</span></strong></p>
<p>Provate a riprendere gli attacchi proposti all&#8217;inizio del post e immaginateveli trasformati in un video, magari pensando che sia proprio il tuo amico a parlarti e a raccontarti quello che fa l&#8217;organizzazione che ha deciso di sostenere.</p>
<p>A mio avviso avrebbe un duplice effetto: da un lato se ben studiato <strong>sicuramente è in grado di emozionare, coinvolgere e</strong>, perché no, <strong>aprire la strada per la costruzione di una relazione della persona con l&#8217;organizzazione</strong>, dall&#8217;altro è in grado di <strong>avviare un meccanismo di viralità molto forte all&#8217;interno della potente cassa di risonanza che è Facebook</strong>.</p>
<p>Ovviamente in tutto questo discorso non mi sono dimenticato dei due principali problemi che potrebbero sorgere: ma non stiamo violando la privacy delle persone? Ma non è un&#8217;approccio troppo spinto e invasivo?</p>
<p>La risposta alla prima domanda è no: nel momento in cui l&#8217;amico per mandarti il video acconsente ad accedere ai suoi dati, l&#8217;applicazione non prende nessuna informazione che non sia accessibile alla persona stessa. E poi c&#8217;è sempre la garanzia di rispetto della privacy da parte dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>Alla seconda domanda non ho una risposta, direi ni: tutto dipende dal proprio stile di comunicazione.</p>
<p>E voi cosa ne pensate?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Letti per voi: &#8220;Il valore aggiunto sociale del terzo settore&#8221;</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/12/27/letti-per-voi-il-valore-aggiunto-sociale-del-terzo-settore/</link>
		<comments>http://www.fundraising.it/2011/12/27/letti-per-voi-il-valore-aggiunto-sociale-del-terzo-settore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Melandri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da tempo il terzo settore costituisce nel nostro Paese uno dei principali attori del sistema di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a fianco alle agenzie della pubblica amministrazione e, in misura crescente, a fornitori privati lucrativi.
Spesso i leader delle organizzazioni nonprofit vantano una distintività e una specificità in termini di qualità dei servizi erogati (personalizzazione), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/valore_g.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2328" title="valore aggiunto sociale del terzo settore" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/valore_g.jpg" alt="valore aggiunto sociale del terzo settore" width="200" height="292" /></a></p>
<p>Da tempo il terzo settore costituisce nel nostro Paese uno dei principali attori del sistema di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari ed educativi a fianco alle agenzie della pubblica amministrazione e, in misura crescente, a fornitori privati lucrativi.</p>
<p>Spesso i leader delle organizzazioni nonprofit vantano una distintività e una specificità in termini di qualità dei servizi erogati (personalizzazione), di vicinanza ai bisogni espressi (prossimità), di gestione democratica (multi-stakeholders), di compartecipazione alle scelte decisionali da parte degli utenti (governance allargata), di capacità di lavorare in rete (networking) con gli altri attori della comunità locale, di pluralismo dei valori espressi e praticati da parte di questa particolare tipologia organizzativa.</p>
<p><strong>Raramente però queste dichiarazioni di principio sono suffragate da dati che consentano di verificarne l’attendibilità</strong>. I mutamenti profondi che stanno attraversando i sistemi di welfare a livello territoriale, anche nel nostro Paese, chiamano sempre più in causa <strong>la necessità da parte delle organizzazioni non lucrative e delle imprese sociali di essere in grado di dimostrare l’impatto sociale, gli esiti concreti delle loro attività.</strong></p>
<p>Il volume di Bassi propone un <strong>sistema di valutazione della performance dei soggetti di terzo settore che producono servizi alla persona denominato VAS</strong> – valore aggiunto sociale. Lo strumento può essere agilmente utilizzato sia per monitorare l’esecuzione delle attività e verificare il livello di efficienza dei processi organizzativi, che al fine di pianificare nuovi programmi o attività e di misurare quanto questi siano affidabili, efficienti e congruenti con gli effetti (impatti) desiderati.</p>
<p>Dal punto di vista diagnostico (analisi processuale) il modello consente di verificare se lo stato di cose attuale sia coerente con i principi guida della organizzazione (mission) e se il livello (quantità e qualità) delle prestazioni erogate sia soddisfacente rispetto agli obiettivi organizzativi. Relativamente all’analisi previsionale, lo strumento si muove dalla prospettiva opposta: <strong>parte cioè dagli effetti/impatti che si intendono produrre nella società, per risalire ai risultati attesi, ai prodotti da erogare, ai processi da mettere in atto e infine alle risorse da procurare</strong>. Quest’ultima analisi è estremamente utile in tutti i casi in cui l’organizzazione voglia prevedere la fattibilità dell’attivazione di un nuovo servizio o attività, o l’apertura di una nuova struttura (residenziale, semi-residenziale, ambulatoriale, socio-riabilitativa, socio-educativa, ecc.).</p>
<p><strong>L’urgenza e la necessità da parte dei soggetti di terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di “grado di produzione di beni relazionali”, nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, cioè nei termini di generazione di capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti</strong>. Ciò soprattutto ora che è in atto in molte regioni del nostro Paese una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari ed educativi, in seguito alla adozione del sistema dell’Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).</p>
<p>Il duplice processo di “re-internalizzazione” dei servizi messo in atto da numerosi enti locali in seguito alla costituzione delle ASP (Aziende pubbliche di servizi alla persona) e di attuazione del modello dell’accreditamento in gran parte delle regioni italiane, pone sfide inedite agli attori del terzo settore protagonisti &#8211; da oltre due decenni &#8211; dei sistemi di welfare locale.</p>
<p>Il <strong>volume si rivolge in primo luogo ai dirigenti delle organizzazioni nonprofit e delle imprese sociali italiane</strong> che possono trovarvi numerosi spunti per implementare politiche di sviluppo e consolidamento organizzativo; in secondo luogo, <strong>ai decisori pubblici </strong>che possono trarne utili elementi per arricchire i sistemi di accreditamento in corso di definizione; in terzo luogo, <strong>agli enti sostenitori e finanziatori del terzo settore</strong>, in primis le fondazioni di origine bancaria, che posso individuare numerosi elementi per la ridefinizione dei sistemi di valutazione e selezione dei progetti da promuovere; e, infine, ma non da ultimo, agli studenti dei corsi di laurea nelle discipline politiche, sociologiche, giuridiche ed economiche che intendono approfondire le tematiche gestionali delle organizzazioni di terzo settore.</p>
<p><strong>Titolo</strong>: Il valore aggiunto sociale del terzo settore<br />
<strong>Autore</strong>: Andrea Bassi<br />
<strong>Editore</strong>: QuiEdit<br />
<strong>Pagine</strong>: 194<br />
<strong>Anno</strong>: 2011<br />
<strong>Prezzo</strong>: 17,30 €</p>
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		<title>“Siti web al microscopio”: &#8220;Insieme si può&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/12/11/%e2%80%9csiti-web-al-microscopio%e2%80%9d-insieme-si-puo/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 00:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Secondo appuntamento della rubrica “Siti web al microscopio”. Oggi ho deciso di concentrare l’attenzione sul mondo delle medio e medio-piccole organizzazioni alla ricerca di interessanti case history.
Ecco a voi il sito dell’Associazione Gruppi “Insieme si può..” Onlus Ong. Vediamolo nel dettaglio.
Usabilità: 3,1 su 5
Il sito presenta una buona usabilità. L’esperienza di navigazione tra le varie pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/insieme.jpg"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-2292" title="Insieme si può" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/12/insieme.jpg" alt="Insieme si può" width="550" height="400" /></a></p>
<p>Secondo appuntamento della rubrica “Siti web al microscopio”. Oggi ho deciso di concentrare l’attenzione sul <strong>mondo delle medio e medio-piccole organizzazioni</strong> alla ricerca di interessanti <em>case history</em>.</p>
<p>Ecco a voi il sito dell’<a href="http://www.365giorni.org/" target="_blank">Associazione Gruppi “Insieme si può..” Onlus Ong</a>. Vediamolo nel dettaglio.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Usabilità</span>: 3,1 su 5</strong></p>
<p>Il sito presenta una buona usabilità. L’<strong>esperienza di navigazione tra le varie pagine è positiva</strong>, l’utente può muoversi con facilità tra i vari contenuti, senza mai perdere di vista il punto in cui si trova. Ciò è facilitato da un<strong> menù semplice e ben strutturato</strong>.<br />
Nei vari test è stata riscontrata una <strong>perfetta visualizzazione del sito attraverso diversi browser</strong>, anche da <em>mobile</em>. Peccato non sia stata predisposta una versione ottimizzata per la visualizzazione da dispositivi mobili, aspetto che ancora oggi è poco diffuso nel non-profit.<br />
La leggera penalizzazione nel punteggio deriva dalla <strong>mancanza di quei piccoli accorgimenti che facilitano l’accessibilità</strong> del sito come ad esempio la mappa oppure le versioni facilmente accessibili (elevato contrasto, caratteri più o meno grandi ecc.).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Grafica</span>: 4,6 su 5</strong></p>
<p>Il sito di “Insieme si può&#8230;” presenta un’ottimo utilizzo della grafica: è <strong>pulita, essenziale e guida l’utente nella navigazione dei contenuti</strong>. Positiva l’adozione del solo colore istituzionale e delle tonalità di grigio. Su quest’ultimo punto va però sottolineato come un attento utilizzo di più colori studiati in modo da individuare diverse tipologie di contenuto può risultare molto efficace.<br />
I due <strong>banner dinamici </strong>posizionati nella colonna di destra <strong>non distraggono l’utente e non infastidiscono</strong>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Contenuti</span>: 3,4 su 5</strong></p>
<p>Il sito presenta<strong> contenuti ben strutturati e di agevole lettura/interazione</strong>. A differenza di molti siti non profit italiani, <strong>viene fatto ricorso molto spesso al supporto delle immagini per supportare il testo</strong>. Ottimale sarebbe sostituire tali immagini con dei filmati in modo da ottenere un maggiore coinvolgimento emotivo dell&#8217;utente.<br />
Un’aspetto negativo è sicuramente il <strong>ricorso a numerosi documenti pdf </strong>per approfondire gli argomenti, come ad esempio i progetti. Non sarebbe invece più efficace creare una pagina specifica, in modo da rendere interattivi i contenuti attraverso materiali multimediali come video e stimolandone la condivisione in rete?<br />
La parte istituzionale è ben organizzata e ci sono tutti gli elementi essenziali (statuto, storia, mission ecc.). <strong>Molto interessante la pagina &#8220;Struttura e staff&#8221; in cui ci sono i nomi, le foto, l’area di competenza e i contatti dei principali componenti dello staff</strong>.<br />
Il punteggio finale è stato penalizzato a causa della mancanza di alcuni elementi non fondamentali, ma in grado di offrire agli utenti una più efficace esperienza all&#8217;interno del sito. Stiamo parlando dell’area riservata per i sostenitori, l’area per le <em>job vacancy</em>, la <em>press room</em>, la pagina con le indicazioni sulla <em>privacy</em>, sulle <em>policy</em>, le FAQ ecc.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Fundrasing</span>: 3 su 5</strong></p>
<p>Purtroppo il sito non è particolarmente <em>fundraising oriented</em> ma<strong> risulta strutturato come un “vetrina”</strong>. Da un lato coinvolge l&#8217;utente informandolo efficacemente nell&#8217;attività dell&#8217;organizzazione ma poi non lo stimola né l&#8217;accompagna alla donazione.<br />
L’<strong>aspetto che più ha penalizzato il risultato è la mancanza della possibilità di effettuare una donazione direttamente online</strong>. La costruzione delle pagine che offrono questa opportunità non sono spesso di facile realizzazione perché richiedono degli standard e delle procedure condivise con la banca di appoggio. Per le organizzazioni medio-piccole, ma non solo, <strong>esistono però delle alternative molto valide e oggettivamente più semplici</strong>, come ad esempio PayPal.<br />
Nella sezione &#8220;Come aiutarci&#8221; sono indicate le molteplici modalità per sostenere l&#8217;organizzazione: dalla semplice donazione on-shot off-line al sostegno a distanza (che si sviluppa su un sito dedicato), dalle bomboniere/prodotti solidali al 5 x mille.<br />
Il sistema di iscrizione alla newsletter è ben visibile in home page e gestito da un sistema <em>double opt-in</em>. Se da un lato la semplice richiesta del nome e dell’indirizzo facilita e può risultare meno invasiva, dall&#8217;altro <strong>il fatto di non poter lasciare facoltativamente altri dati </strong> (come l’indirizzo) <strong>rappresenta un’occasione sprecata</strong>. Noi fundraiser sappiamo molto bene quanto sia importante raccogliere nominativi e quanto in realtà sia difficile ottenerli. Piccola segnalazione: manca l’accettazione esplicita della privacy nel momento in cui ci si iscrive alla newsletter.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Web 2.0</span>: 2,4 su 5</strong></p>
<p>L’integrazione del sito con il web 2.0 è un punto di debolezza come per la maggior parte dei siti non profit italiani.<br />
Da questo punto di vista <strong>il sito si concentra solo su un’unica direzione</strong>: spingere gli utenti verso le pagine ufficiali del Organizzazione sui vari social network. Manca però la possibilità di condivisione dei contenuti e uno spazio che funga da raccoglitore e &#8220;vetrina&#8221; dei contenuti pubblicati nelle pagine ufficiali dei vari social (ad esempio un flusso dei tweet, il riepilogo della pagina Facebooke ecc.)</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Web reputation</span>: 4,1 su 5</strong></p>
<p>Dal punto di vista del posizionamento all’interno dei motori di ricerca, <strong>il sito risulta correttamente indicizzato e facilmente individuabile</strong> attraverso le chiavi di ricerche specifiche mentre soffre un po’ per quelle più generiche (va considerata per quest&#8217;ultime l’elevata concorrenza da parte di grandi realtà che investono molto in seo e sem).<br />
Il secondo punto di vista riguarda direttamente come si parla dell’organizzazione nel web e cioè la presenza tra i primi risultati dei motori di ricerca di pagine altamente critiche oppure molto positive nei confronti dell’organizzazione. Da una breve ricerca mirata<strong> emerge un’immagine positiva</strong>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">TOTALE</span>: 3,4 su 5</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Conclusioni</span></strong></p>
<p>Il sito di “Insieme si può&#8230;”, come emerge dalla breve analisi, <strong>è molto buono e può essere considerato un buon esempio per le medie e medio-piccole organizzazioni</strong>.<br />
Il punteggio finale ha sofferto per la mancanza di alcuni accorgimenti secondari ma che però in un’ottica generale permettono di realizzare un sito efficace e in linea con le tendenze del momento.<br />
Il <strong>passo successivo che dovrà essere compiuto dal sito è quello diventare maggiormente </strong><em><strong>fundraising oriented</strong> </em>perché il tempo per attirare l&#8217;attenzione degli utenti, incuriosirli, informarli e soprattutto attivarli, preferibilmente con una donazione online, è sempre più breve (arrivando paradossalmente in molti casi a qualche secondo).</p>
<p><strong>NOTA METODOLOGICA</strong></p>
<p>Per valutare i 6 ambiti del siti sono stati individuati una serie di parametri a cui è stato attribuito un punteggio da 0 (completamente negativo) a 4 (ottimo) e un peso da 1 (poco rilevante) a 3 (molto rilevante). I vari risultati intermedi e i finali sono espressi in quinti da un valore di 0 (molto negativo) a 5 (ottimo).</p>
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		<title>Favorire la leadership, far crescere il fundraising</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/07/15/favorire-la-leadership/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 06:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito, viene presentato un elenco delle procedure che un consiglio di amministrazione può mettere in atto per favorire al suo interno la leadership, la costituzione di team e la capacità di promuovere e raccogliere le grandi donazioni:

Durante le sedute del consiglio di amministrazione, occorre coinvolgere i costituenti nella mission e nei piani dell’organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di seguito, viene presentato un elenco delle procedure che un consiglio di amministrazione può mettere in atto per favorire al suo interno la leadership, la costituzione di team e la capacità di promuovere e raccogliere le grandi donazioni:</p>
<ol>
<li><strong>Durante le sedute del consiglio di amministrazione</strong>, occorre coinvolgere i costituenti nella mission e nei piani dell’organizzazione non profit. Evitare di proporre un ordine del giorno prevedibile (o inesistente) e non permettere a poche persone di monopolizzare il discorso o di parlare troppo a lungo</li>
<li><strong>Consentire la partecipazione</strong> a chiunque, anziché limitarla ad un gruppo ristretto; non far sentire escluso nessuno dei presenti</li>
<li><strong>Prendere le decisioni in modo collegiale</strong>, evitando di demandarle al solo livello dirigenziale. Il consiglio di amministrazione deve proporsi come un gruppo di persone affiatate, non come un suggello burocratico per decisioni già prese</li>
<li><strong>Durante le sedute del consiglio di amministrazione</strong>, non perdere mai di vista la mission e dimostrarne il raggiungimento quando si discute del successo di programmi e servizi ai clienti e utenti</li>
<li><strong>Inserire tutte le figure dell’organizzazione non profit</strong> nei progetti per il futuro</li>
</ol>
<p>Agendo in questo modo, i consiglieri di amministrazione possono coinvolgere altri volontari nel piano di fund raising e assumersi le responsabilità che competono alla leadership nel campo della raccolta fondi, specialmente per quanto riguarda le grandi donazioni. Va notato però che per costruire la leadership, garantirne la continuità e creare dei team efficaci, non solo all’interno dell’organizzazione, ma anche in relazione ad altre organizzazioni non profit con cui si collabora per il raggiungimento di una mission di più vasta portata, spesso occorre apportare dei cambiamenti alla struttura stessa della leadership. (Tratto da<a href="http://www.valeriomelandri.it/libri/"> Il Libro del Fundraising </a>- di V. Melandri, Etas, 2004)</p>
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		<item>
		<title>9 componenti per un fundraising di successo</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/07/01/nove-componenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 06:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Per cominciare]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto conviene ricordare quelli che sono i componenti di un fundraising di successo. Il fundraising infatti non è fatto da tanti compartimenti stagni non collegati tra di loro, ma da un insieme di piccoli passi da compiere in sequenza per cercare di raccogliere fondi per la propria organizzazione nonprofit.
Ecco i 9 componenti:

Documento Buona Causa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto conviene ricordare quelli che sono i componenti di un fundraising di successo. Il fundraising infatti non è fatto da tanti compartimenti stagni non collegati tra di loro, ma da un insieme di piccoli passi da compiere in sequenza per cercare di raccogliere fondi per la propria organizzazione nonprofit.<br />
<strong>Ecco i 9 componenti:</strong></p>
<ol>
<li><strong>Documento Buona Causa</strong>: un documento chiaro e stimolante che giustifichi la richiesta di fondi.</li>
<li><strong>Fabbisogno:</strong> il fabbisogno del programma quantificato economicamente, che chiarisca le ragioni per cui è necessario il fund raising. In termini profit, è il “prodotto”.</li>
<li><strong>Obiettivi strategici:</strong> una stima realistica del fabbisogno economico, determinata in base alle finalità che l’azione di fund raising si propone di realizzare, e basata sulla capacità di contribuire da parte del mercato e sulla capacità di chiedere da parte dell’ONP.</li>
<li><strong>Donatori</strong>: potenziali donatori, individuati sulla base della qualità e quantità delle donazioni necessarie per garantire il successo di una particolare operazione di fund raising.</li>
<li><strong>Leadership</strong>: volontari carismatici, capaci ed impegnati, con la volontà di donare a livelli adeguati, con un prestigio socio-economico sufficiente per poter chiedere a livelli giusti, e disponibili a dare il tempo, le energie ed il talento necessari per un fund raising produttivo.</li>
<li><strong>Pubbliche relazioni</strong>: servono a far conoscere ed accettare l’organizzazione che raccoglie fondi nel mercato; occorre generare un clima ricettivo minimizzando le controversie in relazione all’opinione pubblica.</li>
<li><strong>Tempo e tempistica</strong>: avere tempo a sufficienza per elaborare e mettere in atto un programma di qualità; stabilire una tempistica realistica tenuto conto delle festività religiose e civili, della crescente competizione tra organizzazioni non profit per ottenere i fondi e dell’instabilità delle condizioni economiche.</li>
<li><strong>Personale retribuito:</strong> disponibilità di personale retribuito con una formazione specifica nell’ambito del fund raising, in grado di mettere a frutto il tempo e le energie necessarie per un fund raising intensivo.</li>
<li><strong>Budget: </strong>i piani di investimento, o i fondi compresi nel budget, devono essere congruenti con il fabbisogno del programma. [Tratto da V. Melandri, Materiali per un corso di fundraising, Edizioni Philanthropy]</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando utilizzare un livello di donazioni suggerite?</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2011/01/14/quando-utilizzare-un-livello-di-donazioni-suggerite/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 10:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se ti sei mai chiesto se è effettivamente utile inserire sul sito, su materiale promozionale, sui bollettini di conto corrente un livello consigliato di donazioni.  Nel 2009 Google ha svolto una ricerca, che puoi leggere cliccando qui,  proprio per capire se consigliare un livello di donazione possa effettivamente aumentare il numero e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se ti sei mai chiesto se è effettivamente utile inserire sul sito, su materiale promozionale, sui bollettini di conto corrente un livello consigliato di donazioni.  Nel 2009 Google ha svolto una ricerca, che puoi leggere <a href="http://googlecheckout.blogspot.com/2009/12/google-checkout-for-non-profits-in-2010.html">cliccando qui</a>,  proprio per capire se consigliare un livello di donazione possa effettivamente aumentare il numero e il volume delle donazione.</p>
<p>Quello che Google ha scoperto è che <strong>non inserire</strong> una donazioni minima consigliata permette di ottenere un maggior numero di donazioni con il più alto livello di donazione.</p>
<p><strong>Dunque il consiglio sarebbe di non mettere mai un livello di donazione?</strong> No, inserire un livello di donazioni suggerite rimane importante.</p>
<p>E&#8217; importante per il semplice fatto che molti donatori si pongono la domanda &#8220;Quanto vuoi che io doni?&#8221; e se come onp e come fundraiser non si risponde a questa domanda il donatore potrebbe donare al di sotto delle sue possibilità economiche.</p>
<p>Quello che bisogna fare dunque non è solo inserire un livello di donazioni suggerite ma specialmente di giustificare tale livello. Se chiedo € 10 o se chiedo € 40 o € 2.000 dovrò spiegare come utilizzerò quei fondi in modo differente? Certo che si.</p>
<p>Questo esempio non l&#8217;ho portato a caso, ma lo si può ben vedere dalle donazioni suggerite e dagli importi differenti richiesti dai siti di due grandi onp Oxfam Italia e Telethon.</p>
<div id="attachment_2097" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;"><a href="http://www.oxfamitalia.org"><img class="size-medium wp-image-2097" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/01/oxfamdonazioni-300x124.png" alt="Livello donazioni Oxfam Italia" width="300" height="124" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Livello donazioni Oxfam Italia</p></div>
<div id="attachment_2098" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;"><a href="http://www.telethon.it"><img class="size-medium wp-image-2098" src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2011/01/telethondonazioni-300x104.png" alt="Livello donazioni Telethon" width="300" height="104" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Livello donazioni Telethon</p></div>
<p>La questione si fa più difficile quando si ha a che fare con appelli legati ad emergenze (vedi Haiti): in questi casi le persone fanno donazioni solitamente di maggior importo oppure, spinte dall&#8217;emergenza, a donare velocemente e solitamente tramite mezzi come il cellulare o il telefono importi che vanno dagli € 1 agli €5. Dunque anche qui quanto chiedere? Grandi cifre o piccole cifre? Dipende anche dai mezzi con cui raccolgo (internet, sms, rid, etc.).</p>
<p>Il consiglio perciò è di guardare sempre ai propri dati, al proprio database e capire di volta in volta se un livello minimo di donazioni è stato utile nell&#8217;ottenere maggiori donazioni per specifici appelli/programmi, dunque testare, testare, testare e valutare i risultati!!!</p>
<p><em>Tratto da <a href="http://www.queerideas.co.uk/my_weblog/2010/01/when-should-you-use-suggested-donation-levels.html">QueerIdeas</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E se il donatore ci dice addio?</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/12/17/e-se-il-donatore-ci-dice-addio/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 14:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per cominciare]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo magnifica libro Adrian Sargeant, che quest&#8217;anno sarà al Festival del Fundraising, dimostrò attraverso una ricerca che la metà dei donatori delle organizzazioni nonprofit effettua in media solamente una donazione ad un&#8217;organizzazione nonprofit e che ogni anno il 30% dei donatori che effettuano più di una donazione ad una organizzazione nonprofit smettono di donare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo magnifica<a href="http://books.google.co.uk/books?id=2fLKjdof1coC&amp;lpg=PP1&amp;ots=RqoVAdmbZC&amp;dq=sargeant%20donor%20loyalty&amp;pg=PP1#v=onepage&amp;q&amp;f=false"> libro</a> Adrian Sargeant, che quest&#8217;anno sarà al <a href="http://www.festivaldelfundraising.it">Festival del Fundraising</a>, dimostrò attraverso una ricerca che la metà dei donatori delle organizzazioni nonprofit effettua in media solamente una donazione ad un&#8217;organizzazione nonprofit e che ogni anno il 30% dei donatori che effettuano più di una donazione ad una organizzazione nonprofit smettono di donare a quell&#8217;organizzazione nonprofit.</p>
<p>Ma perchè un donatore sceglie di abbandonare un&#8217;organizzazione nonprofit? La Rockfeller Corporation effettò una ricerca sull&#8217;abbandono della clientela nel settore profit trovano molti punti in comune con una medesima ricerca del 2007 fatta da quelli di <a href="http://www.pdfdownload.org/pdf2html/view_online.php?url=http%3A%2F%2Fwww.bluefroglondon.com%2Fdownloads%2Fpapers%2FFundraisers_guide_to_lapsers_2009.pdf">Bluefrog</a> scoprendo che l&#8217;abbandono è dovuto:</p>
<ul>
<li> 1% Morte del donatore</li>
<li>3% Trasferimento del donatore</li>
<li>5% Il donatore ha conosciuto, tramite amici, un&#8217;altra onp (potere del passaparola!)</li>
<li>9% Il donatore è stato conquistato dalla proposta di un&#8217;altra onp</li>
<li>14% Il donatore non è soddisfatto ad alcuni aspetti dell&#8217;onp</li>
<li>68% Il donatore crede che la sua donazione non sia interesse dell&#8217;onp</li>
</ul>
<p><strong>Questo è un campanello di allarme?</strong> Si e si chiama <strong>soddisfazione del donatore</strong>. Adrian sostiene che la fedeltà del donatore ad una organizzazione nonprofit è influenzata moltissimi dalla qualità del servizo offerto dai fundraiser. In un <a href="http://www.resource-alliance.org/resources/enewsletter/issue_55/946.asp">suo articolo</a> Adrian ci dice anche come fare per aumentare la fedeltà del donatore all&#8217;organizzazione nonprofit</p>
<ol>
<li> Comunicare l&#8217;impatto delle donazioni effettuate</li>
<li>Mantenere le promesse dando evidenza  dei fatti, dei progetti, dunque della concretezza di ciò che si è fatto</li>
<li>Comunicare anche le motivazioni perchè si effettuano determinati investimenti su determinati progetti: donare ha in sè anche un aspetto emozionale ma va comunicata anche la parte razionale ovvero il perchè l&#8217;onp prende determinate decisioni</li>
<li>Assicurarsi che le comunicazioni rivolte al donatore rispettino le sue attese in merito al contenuto, frequenza e qualità</li>
</ol>
<p>Articolo liberamente tratto da <a href="http://www.queerideas.co.uk/my_weblog/2010/02/what-really-satisfies-a-donor.html">Queer Ideas</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Idee per il nuovo anno: un calendario orientato al fundraising</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/12/10/idee-per-il-nuovo-anno-un-calendario-orientato-al-fundraising/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 12:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Una marcia in più]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche idea per il nuovo anno può venire dall&#8217;iniziare a fissare le date a cui possono corrispondere delle speciali iniziative di raccolta fondi. Sono queste occasioni in cui è possibile raccontare storie di progetti legandole al &#8220;clima speciale&#8221; che molti periodi dell&#8217;anno portano con sè.
Gennaio &#8211; &#8220;Anno nuovo, vita nuova&#8221; viene detto, allora perchè non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche idea per il nuovo anno può venire dall&#8217;iniziare a fissare le date a cui possono corrispondere delle speciali iniziative di raccolta fondi. Sono queste occasioni in cui è possibile raccontare storie di progetti legandole al &#8220;clima speciale&#8221; che molti periodi dell&#8217;anno portano con sè.</p>
<p><strong>Gennaio</strong> &#8211; <em>&#8220;Anno nuovo, vita nuova&#8221; </em>viene detto, allora perchè non proporre al tuo donatore un modo nuovo con cui interagire con la tua onp: un blog che racconti i progetti, un video di quanto realizzato con le donazioni nell&#8217;anno passato, una storia che racconta cosa vuoi fare e chi vuoi aiutare nel nuov anno.</p>
<p><strong>Febbraio</strong> -  <em>S. Valentino</em> -Non è questo il miglior momento per condividere qualcosa con le persone che più ami? Perchè non condividere una buona causa? Magari attraverso un regalo ad hoc fatto su un e-shop di una organizzazione nonprofit oppure perchè non dimostrare il proprio affetto anche tramite un&#8217;adozione a distanza</p>
<p><strong>Marzo</strong> &#8211; <em>Qui cade il primo giorno di primavera</em> &#8211; Voglia di speranza, sole, vita. Usiamo questo mese per raccontare storie positive di progetti, per far vedere che gli sforzi che l&#8217;onp fa vanno a buon fine, magari legandoli anche all&#8217;8 marzo festa della donna e al 19 marzo festa del papà (dunque legandoli a storie di donne e storie di papà a lieto fine).</p>
<p><strong>Aprile</strong> -<em> Pesce d&#8217;aprile </em>- Ci sono tante cose che non vanno in tanti settori (ambiente, sanità, cooperazione internazionale, servizi alla persona). Questo è il momento di condividere con i tuoi donatori un po&#8217; di risate, potresti fare uno spot, un video con i tuoi colleghi nella tua onp, per far vedere che il nonprofit non è solo &#8220;lacrime e sangue&#8221;, ma è anche saper lavorare, progettare, costruire e rendicontare sempre con il sorriso.</p>
<p><strong>Maggio</strong> &#8211; <em>Festa della mamma </em>- Non c&#8217;è momento migliore per ricordare tutte le mamme che questo. Mamme che ci sono vicine e mamme che non ci sono più. E&#8217; il momento migliore per una donazione in memoria di una mamma che non c&#8217;è più, ma anche per personalizzare il proprio e-shop o i banchetti nelle piazze con oggettistica ad hoc. Ricordo anche la festa dei lavoratori, 1 Maggio, che, non è solo una festa &#8220;sindacale&#8221;, ma può essere legata a tanti progetti di onp che operano in Italia e non, legati al lavoro (cooperative sociali, progetti di ong nel Terzo Mondo).</p>
<p><strong>Giugno</strong> &#8211; <em>Fine della scuola &#8211; </em>Nessuno ha mai pensato a cosa possono fare i ragazzi/e finita la scuola? E&#8217; tempo di fare proposte ad hoc di volontariato per i giovani delle scuole superiori e universitari.</p>
<p><strong>Luglio &#8211; Agosto</strong>: diamo tregua al donatore&#8230;.</p>
<p><strong>Settembre</strong> &#8211; Si torna sui banchi di scuola e si torna al lavoro. Non c&#8217;è momento migliore per aggiornare il donatore sull&#8217;andamento dei progetti dopo la pausa estiva ed in vista delle richieste di fondi che sicuramente gli farai a qui a Natale..</p>
<p><strong>Ottobre &#8211; Novembre &#8211; Dicembre</strong> &#8211; Prepariamoci al Natale (ma già ci avremo pensato ben prima dell&#8217;estate) con l&#8217;idea in testa, come fundraiser, che il Natale è la stagione dei doni, dei regali e non c&#8217;è momento migliore per sollecitare donazioni, ma anche proporre modi differenti di fare regali tramite gli e-shop delle onp (oggetti, biglietti di auguri, adozioni a distanza, donazioni virtuali tramite e-shop, etc.).</p>
<p>Vanno considerati anche come momenti importanti: le feste religiose, a seconda della tipologia dei donatori e del paese dove si effettua la raccolta fondi e le stagioni, come momenti di cambiamento, esterni (ambiente, natura) ma anche metaforicamente anche interni (personali, nei progetti dell&#8217;onp.)</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="http://www.nonprofitmarketingguide.com/resources/email-newsletters/newsletter-ideas-for-every-month-of-the-year/">Nonprofit Marketing Guide</a> &#8211; Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/jeffanddayna/">Jeff Golden</a> sotto licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it">Creative Commons</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quante volte devo chiedere una donazione prima di ottenerla?</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/11/05/quante-volte-devo-chiedere-una-donazione-prima-di-ottenerla/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 18:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti è successo sempre di aver ottenuto una donazione al primo mailing inviato? Al primo grande donatore incontrato? Qui a Fundraising.it abbiamo trovato una ricerca di Edelman Trusbarometer il cui sunto puoi trovare nel grafico seguente.

Cosa ci dice?
Che una persona prima di acquistare un prodotto, prima di fare una donazione, comunque prima di fare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti è successo sempre di aver ottenuto una donazione al primo mailing inviato? Al primo grande donatore incontrato? Qui a Fundraising.it abbiamo trovato una ricerca di <a href="http://www.edelman.com/trust/2010/">Edelman Trusbarometer</a> il cui sunto puoi trovare nel grafico seguente.<br />
<a href="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/11/quantevolte.png"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  src="http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/11/quantevolte.png" alt="quantevolte" title="quantevolte" width="600" height="372" class="aligncenter size-full wp-image-1990" /></a><br />
<strong>Cosa ci dice?</strong><br />
Che una persona prima di acquistare un prodotto, prima di fare una donazione, comunque prima di fare una scelta a livello di consumi deve ricevere un input, una segnalazione, una pubblicità dalle 3 alle 5 volte.</p>
<p><strong>Come può essere utile per chi fa fundraising?</strong><br />
L&#8217;esito di questa ricerca non dice che dobbiamo inviare allo stesso donatore 5 volte lo stesso mailing e che se ripetiamo 10 volte lo stesso annuncio su una rivista otterremo proporzionalmente più donatori.<br />
Questa ricerca invece ci aiuta a comprendere come integrare differenti mezzi di comunicazione (offline e online) sia oggi quanto più necessario per far giungere un messaggio chiaro al donatore e oltretutto un messaggio che, se viene ignorato su carta stampata, potrebbe invece non essere ignorato sui mezzi online magari perchè &#8220;condito&#8221; da un video che chiarisce il progetto o da fotografie o da una descrizione maggiormente precisa.<br />
E quando si parla di integrazione differenti strumenti utili al fundraising una presentazione di un caso come la seguente relativa ad Action Aid può sempre dare una idea&#8230;<br />
<img style="visibility:hidden;width:0px;height:0px;" border=0 width=0 height=0 src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyODg5ODA1MzAzMDMmcHQ9MTI4ODk4MDUzNDIxOSZwPTEwMTkxJmQ9c3NfZW1iZWQmZz*yJm89N2Y*NWI5MTIzZTk2/NDlhMmI*Yjc5OGJhYzNlMmYxYmUmb2Y9MA==.gif" />
<div style="width:425px" id="__ss_2473858"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/thegoodagency/donor-aquistion-is-changing-by-actionaid" title="Donor Acquisition Is Changing by ActionAid">Donor Acquisition Is Changing by ActionAid</a></strong><object id="__sse2473858" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=2009donoraquistionischanging-actionaid-091111065416-phpapp01&#038;stripped_title=donor-aquistion-is-changing-by-actionaid&#038;userName=thegoodagency" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse2473858" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=2009donoraquistionischanging-actionaid-091111065416-phpapp01&#038;stripped_title=donor-aquistion-is-changing-by-actionaid&#038;userName=thegoodagency" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/thegoodagency">The Good Agency</a>.</div>
</div>
<p>[Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/elvire-r/">elvire r</a>. sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">licenza Creative Commons</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come sta andando il fundraising offline e online</title>
		<link>http://www.fundraising.it/2010/10/27/come-sta-andando-il-fundraising-offline-e-online/</link>
		<comments>http://www.fundraising.it/2010/10/27/come-sta-andando-il-fundraising-offline-e-online/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 13:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi orizzonti]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente sono uscite molte ricerche che delineano lo stato del fundraising in Italia e nel mondo. Le abbiamo sintetizzate per voi.
Calo delle donazioni
Il 36% delle onp conferma un calo dei fondi raccolti da privati e il 17% delle onp ha avuto contrazioni di entrate maggiori del 15% (ricerca IID &#8211; scarica qui la ricerca). Comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente sono uscite molte ricerche che delineano lo stato del fundraising in Italia e nel mondo. Le abbiamo sintetizzate per voi.</p>
<p><strong>Calo delle donazioni</strong><br />
Il 36% delle onp conferma un calo dei fondi raccolti da privati e il 17% delle onp ha avuto contrazioni di entrate maggiori del 15% (ricerca IID &#8211; <a href='http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/10/ricercaiid2010.pdf'>scarica qui la ricerca</a>). Comunque il 44% degli italiani ha effettuato una donazione nel corso del 2009. (ricerca Doxa &#8211; <a href='http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/10/Barometro2010_WebR.pdf'>scarica da qui la ricerca</a>)</p>
<p><strong>Donano più le donne che gli uomini</strong><br />
Il 47% dei donatori sono donne ed il 41% dei donatori sono invece uomini (ricerca Doxa)</p>
<p><strong>A chi vanno le donazioni</strong><br />
Primo posto &#8211; Ricerca medica ed aiuto ai malati (62%)<br />
Secondo posto &#8211; Calamità naturali in Italia (46%)<br />
Terzo posto &#8211; Estero (33%)</p>
<p><strong>W la donazione via sms</strong><br />
La donazione tramite sms è aumentata dal 46% al 59%</p>
<p>Ma è utile guardare anche fuori dai confini italiani. Vediamo gli ultimi trend dell&#8217;online fundraising svelati da <a href="http://www.nten.org/blog/2010/09/09/latest-trends-online-fundraising">Blackbaud</a></p>
<p>-<strong> Fa bene l&#8217;online anche alle piccole onp</strong>: il 5,7% delle entrate dellle onp (Blackbaud ha svolto una indagine su 1400 onp in tutto il mondo) deriva dai vari canali online. Tale media si alza al 7,3% se si prendono in considerazione solo le onp di piccole dimensioni.</p>
<p>- <strong>Parlare al donatore tramite differenti canali</strong> (non quelli della tv&#8230;): le donazioni medie ($339) che provengono da questa tipologia dei donatori (in italiano suonerebbero come &#8220;donatori multicanali&#8221; in breve sono coloro che magari prima di donare guardano il sito dell&#8217;onp, che donano tramite internet ma anche rispondo ai mailing etc. &#8211; <a href="http://www.slideshare.net/hjcnewmedia/multichannel-fundraising-in-the-21th-century">qui trova una bella presentazione sui donatori multicanale</a>) sono molto superiori alle donazioni offline ($88) e online ($170).</p>
<p>- <strong>Donatori multicanali donatori fedeli</strong>: si è visto che il 28% di questi donatori continua a donare per 5 o più anni alla stessa onp. La percentuale di retention dei donatori multicanali nel primo anno dalla donazione è del 51%, ben superiore al 30% dei donatori offline e al 22% dei donatori online. Negli anni seguenti tale percentuale sale al 75% contro il 59% dell&#8217;offline ed il 52% dell&#8217;online. Unica nota stonata è che la percentuale di tali donatori sul totale è ancora molto bassa.</p>
<p>Sempre Blackbaud pubblica un&#8217;altra ricerca sullo stato del settore nonprofit che <a href="http://www.nonprofitmarketingblog.com/site/the_state_of_the_nonprofit_sector_time_for_some_changes/#When:21:20:56Z">Katia</a> bene sintetizza (<a href='http://www.fundraising.it/wp-content/uploads/2010/10/Research_SONI_GlobalComparisonUS.pdf'>scarica da qui la ricerca SONI</a>)</p>
<p><strong>Trend 1: L&#8217;online va avanti ma senza innovare</strong><br />
L&#8217;innovazione che manca riguarda l&#8217;investimento in infrastrutture e in personale dedicato (che in parte è vero, in parte teniamo conto che Blackbaud che ha svolto tale ricerca è fornitore di prodotti IT per il nonprofit)</p>
<p><strong>Trend 2: Il donatore è diventato esigente</strong><br />
Il donatore, in un periodo di crisi come questo, vuole vedere l&#8217;efficacia della propria donazione. Bisogna dunque come onp e fundraiser mostrare l&#8217;impatto delle donazioni (e come lo mostriamo: resoconto economici, ma anche video, foto, come abbiamo fatto vedere in <a href="http://www.fundraising.it/2010/10/14/fallimento-donatore/">questo articolo</a>)</p>
<p><strong>Trend 3: Le onp hanno compreso che i donatori non sono un bancomat da stimolare ad ogni mailing</strong><br />
Il trend pare quello di concentrarsi sulla relazione con i donatori ed i simpatizzanti. Speriamo sia vero&#8230;.</p>
<p>[Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/marielademarchi/">Mariela de Marchi</a> sotto <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.it">licenza Creative Commons</a>]</p>
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