Una guida per la presenza in rete delle organizzazioni del Terzo SettoreĆØ il sottotitolo di questo manuale, una lettura utilissima per chiunque voglia approcciare il mondo di Internet e approfondirne i meccanismi di funzionamento come connettore e generatore di relazioni (avendo sempre presente che il fundraising ĆØ prima di tutto relazione, poi fondi).
Il noto ritardo digitale delle organizzazioni nonprofit italiane dal punto di vista della ācultura del webā causa la perdita delle opportunitĆ che questa ĆØ in grado di creare e questo libro, a mio parere, evidenzia le peculiaritĆ che lāutilizzo di Internet produce, rendendo evidente un assunto di base che ā anche sulla base dellāesperienza professionale personale ā ĆØ sempre verificato: non basta essere in Rete per attrarre fondi.
Internet ĆØ una enorme possibilitĆ , ma richiede una pianificazione strategica a monte degli obiettivi per i quali lo si utilizzerĆ e un lavoro costante di produzione e aggiornamento dei contenuti. Nulla di molto diverso da quello che succede nella realtĆ non virtuale, evidentemente, a conferma del fatto che non esiste una dimensione offline versus una dimensione online, ma che le due realtĆ sono un mix di relazioni, strumenti, messaggi, ognuna con un proprio codice ma entrambe con una necessitĆ di cura costante nel tempo.
Alla scarsa cultura su cosa ĆØ e quali opportunitĆ potrebbe offrire la comunicazione si accompagnano lāautoreferenzialitĆ e la frammentazione, tutti elementi che caratterizzano la gran parte del mondo del nonprofit italiano, che però ā ad onor del vero ā sta subendo un cambiamento (spesso non profondo quanto sarebbe necessario) e una accelerazione rispetto alla sua struttura āstoricaā.
A partire dalle tre macro-categorie in cui si articolano gli obiettivi di comunicazione delle organizzazioni del Terzo Settore ā informazione, community building, call to action ā lāautore analizza i singoli strumenti web-based in grado di supportare la comunicazione online delle stesse.
Il sito web, in primo luogo, ancora poco utilizzato (non dimentichiamo che la stragrande maggioranza delle organizzazioni nonprofit ĆØ caratterizzato dalla piccola e piccolissima dimensione) o utilizzato in modo non appropriato dalle organizzazioni. Colpisce il dato secondo cui il web ĆØ ancora considerato unāopzione, certamente desiderabile ma non indispensabile, o comunque non prioritaria, affermazione la cui diretta conseguenza ĆØ che, nel caso delle organizzazioni più piccole, esso ĆØ spesso rudimentale e controproducente dal punto di vista dellāimmagine trasmessa al visitatore. Suggerimenti pratici e spunti per lo sviluppo e la cura del sito web istituzionale integrano la parte teorica su quelle che sono le funzioni che un sito dovrebbe avere.
Agli strumenti di creazione e gestione della relazione ā dalla newsletter ai social media come Facebook e Twitter, ai siti di condivisione dei contenuti quali Flickr, YoTube, Pinterest ā ĆØ dedicata unāampia parte centrale. Lo sviluppo ĆØ davvero interessante, con una parte teorica ā utilissima, a mio avviso, per comprendere quanto questi strumenti siano utili se usati bene e quanto, al contrario, generino un pericoloso effetto boomerang se trascurati o creati solo perchĆ© āoggi su Internet bisogna esserci perchĆ© ci sono tuttiā ā accompagnata da esempi pratici e case history. Personalmente ho trovato utile lāapprofondimento su Flickr e Pinterest ā piattaforme di gestione di immagini ā nel loro essere applicabili anche al Terzo Settore.
Molto interessante anche il collegamento con il fundraising in Rete, una possibilitĆ ad oggi poco sfruttata dalle organizzazioni nonprofit, e ā soprattutto ā lāintegrazione dei canali web per utilizzarne al massimo le potenzialitĆ . Questāultimo, in particolare, ĆØ un tema di massima importanza ai fini della disseminazione delle campagne che, se promosse mediante un uso corretto del linguaggio appropriato per ciascun medium, consentono di creare un sistema di comunicazione cross-mediale in grado di amplificare il messaggio che lāorganizzazione intende promuovere.
Unāultima sezione, ma non meno importante, ĆØ dedicata alla misurazione dei risultati: ĆØ un tema ā non solo con riferimento alla comunicazione ma, più in generale, al fundraising e ai singoli strumenti che lo stesso utilizza ā che trovo di massima importanza, in quanto necessario per valutare gli effetti delle azioni che lāorganizzazione compie e per monitorare lāefficacia di quanto fatto. Anche in questo capitolo unāampia presentazione di indicatori chiave correda la parte teorica, rendendo il tutto davvero utile e di agile consultazione, oltre che di immediata applicabilitĆ .
Una lettura che mi sento di consigliare, anche a chi il web lo padroneggia, per gli spunti che propone e le riflessioni sulla opportunitĆ , se non necessitĆ , di essere in Rete per far sentire la propria voce ā il capitolo finale āse non ora, quando?ā sintetizza efficacemente questa āurgenzaā.
Piccolo spunto finale: un personalissimo apprezzamento per la dedica dellāautore alla memoria di Marco Zamperini, che credeva nel futuro e ci spiegava il perchĆ©.
Titolo: Il non profit sul web
Autori Roberto Polillo
Editore: Philantropy ā Maggioli Editore
Edizione: 2014




