10 Consigli Per Pianificare Il Fundraising
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10 consigli per pianificare il fundraising da qui a fine anno

Immagino che tu sia già nel pieno della definizione (anzi scusami..l’hai già definita prima della pausa estiva) campagna natalizia e stai dando gli ultimi ritocchi a quello che pensi possa essere una campagna di fine anno non del tutto facile.

La crisi economica infatti c’è già e si fa sentire e sicuramente potrebbe colpire anche alcuni dei tuoi donatori. Non è necessario però farci scoraggiare dalla situazione, anzi è necessario riprendere in mano il lavoro lasciato prima delle ferie e fare gli ultimi controlli affinché sia una campagna di fundraising di successo.

In questo articolo ti darò 10 consigli per rivedere la tua campagna di fine anno, fare un check a tutto quello che – spero – tu abbia già preparato.

Cosa trovi in questo articolo

1 - Hai lasciato degli spazi bianchi?

Sicuramente hai preparato lettere, appelli, li hai letti e riletti e ti sembrano perfetti. Un suggerimento utile è quello di lasciare qualche spazio bianco in più tra un paragrafo e l’altro.

Un buon copywriting suggerisce sempre di usare grassetti o corsivo per evidenziare quelle parole del testo che possono essere “evocative” per chi le leggerà (il tuo donatore!) ma ancor meglio sarà l’utilizzo di qualche spazio bianco in più per dare maggiore evidenza al testo o alle stesse immagini.

Quest’anno ti consiglio di pensare più agli spazi bianchi che ad una grafica troppo ricca di orpelli.

2 - Hai coltivato la relazione con i tuoi donatori?

Lo sai che non ti basta una email a fine anno per ottenere quella donazione che cerchi? Uno dei peggiori errori che può fare un fundraiser è credere che con una email o un mailing verso la fine dell’anno si riuscirà a riallacciare il rapporto con quel donatore da un po’ di tempo dormiente.


Coltivare la relazione vuol dire incontrare il donatore, chiamarlo, dargli opportunità di fare volontariato, chiedere un’opinione, creare un evento ad hoc per i donatori (e per evento intendo “non” un evento per raccogliere fondi). Se lo contatti solo a fine anno forse non trovi un donatore molto incline a fare una donazione, vorrebbe prima capire i risultati e l’impatto raggiunto. Ricorda che le donazioni ricorrenti si ottengono con una formula semplice ma che richiede molto impegno e pianificazione. Donazioni ricorrenti = relazione con il donatore + comunicazione dei risultati raggiunti.

3 - Hai ripetuto adeguatamente il mantra del tuo fundraising?

Molte pubblicità hanno successo non solo perchè sono originali ma anche perché sono ripetute nel tempo. Il fundraising, che ci piaccia o no, rientra nella categoria della “pubblicità”, rientra nel “dover farsi notare” se si vogliono raccogliere fondi.

In questo senso ripetere con una certa costanza e su vari canali il proprio “mantra” / messaggio è importante.

Non vuol dire fare un copia e incolla di articoli tra blog, sito, facebook, instagram e linkedin ma sviluppare quella strategia di comunicazione che ti permetterà di rendere effettiva la formula in cui si raggiungono più donazioni quanto più il messaggio viene adeguatamente ripetuto.

4 - Hai detto al tuo donatore quanto è importante quello che…?

E’ importante che tu riesca a passare questo messaggio al donatore: “E’ importante quello che tu fai per noi ed è importante quello che noi, organizzazione nonprofit, facciamo per i beneficiari dei nostri interventi”.

Questo è il primo messaggio da veicolare, ancor prima di chiedere una donazione.

5 - Hai definito delle frasi da utilizzare con alcuni segmenti di donatori?

Ricordati di personalizzare l’appello di fine anno che farai al tuo donatore. Non mi stancherò mai di scrivere che devi sempre personalizzare la lettera con il nome del donatore “Caro Francesco” e non un saluto generico.

Nel testo della lettera che invierai ricordati di rivolgerti in modo differenti ai tuoi donatori mensili, ai grandi donatori, ai donatori attivi e a quelli che non donano da un po’, bastano 3-4 righe differenti e personalizzate per segmento.

Ricordati anche di personalizzare l’ammontare della donazione che andrai a chiedere magari suggerendo un importo sulla base dell’ultima donazione effettuata o della media delle donazioni effettuate.

6 - Hai riletto la storia che racconti nel tuo materiale promozionale?

Le organizzazioni nonprofit sono piene di storie da raccontare e le raccontano anche bene: come fundraiser devi però sempre stare attento che verso la fine del racconto ci sia ben evidenziato il problema, il bisogno per cui poi, più avanti, andrai a chiedere una donazione.


Devi far capire che c’è un bisogno, un problema che deve trovare una soluzione e che la soluzione che proponi come organizzazione nonprofit ha bisogno di un supporto, una donazione.

7 - Hai fatto sentire il donatore l’eroe di una storia a lieto fine?

Se hai scritto la storia, hai espresso chiaramente problema e soluzione ora è il momento di capire se hai messo al centro il tuo donatore.


Mettere al centro il tuo donatore vuol dire avere presente che in ogni messaggio che scrivi, laddove racconti una storia dentro ci deve essere anche il donatore: devi essere capace di fargli capire come può fare la differenza  e come può partecipare a fare questa differenza.


Prova a ricordare quando eri bambino, quando ti leggevano le favole? Cosa ti piaceva di più? Sicuramente una delle parti più belle era il lieto fine…


Prova a rivivere quel momento e prova a inserirlo nel testo che stai scrivendo per la storia da raccontare al tuo donatore.

8 - Hai inserito un’azione chiara che il donatore può compiere?

Un errore che a volte si rischia di compiere è di non chiarire bene l’azione che vogliamo il nostro donatore, o potenziale tale, faccia.
Puoi aver scritto un’ottima storia, avere suscitato emozioni nel donatore e chiarito come la tua organizzazione ha la soluzione per risolvere il problema.


Prova a evidenziare, nei testi che hai prodotto, quante volte sei riuscito a mettere il donatore al centro e l’azione che gli vuoi far compiere.

9 - Hai ripetuto la storia?

Ti sei mai chiesto se quella storia che hai raccontato in un mailing sia da ripetere anche in altri canali di comunicazione?
Considera sempre che una storia vera, reale, emozionante non deve per forza essere confinata in un solo strumento di comunicazione e potrebbe anche avere una vita più lunga di quello che pensi.
Perchè dunque non renderla disponibile anche sul sito, nei social network ovviamente con le dovute modifiche in quanto ogni canale ha il suo linguaggio?
Se hai una storia a cui i donatori hanno già risposto in modo positivo (like, donazioni), considera dove e come puoi utilizzarla ulteriormente. Pianifica anche degli aggiornamenti su quella storia: magari riprenderla dopo un tot di mesi o anche dopo 1-2 anni può essere un utile aggiornamento da dare a chi già aveva donato per quella causa specifica.

10 - Hai utilizzato notizie e avvenimenti recenti per raccontare la tua storia?

Catturare l’attenzione del donatore non è facile, per questo un consiglio che ti posso dare è di utilizzare notizie o avvenimenti accaduti nella tua comunità locale, nel tuo quartiere o città o che sono note all’opinione pubblica perché diffuse dai media.

Se queste notizie hanno portato con sè un problema che anche la tua organizzazione vuole risolvere perchè non “collegarti” ad esse per riuscire più facilmente ad avere una “conversazione” con i tuoi donatori?

In conclusione

Sono 10 consigli che puoi iniziare già ora ad utilizzare in modo che a Novembre e Dicembre potrai iniziare a pianificare la tua prossima campagna di raccolta fondi senza l’ansia di correggere eventuali errori del materiale preparato per la campagna di raccolta fondi di fine anno.

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