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Tecniche di Fundraising

5 errori da evitare in una lettera di fundraising? Rendi Il tuo Direct Mail Marketing più efficace!

Quali sono gli errori più comuni che possiamo trovare in una lettera di fundraising?
È bene non incappare in alcuni errori quando scriviamo una una lettera di fundraising. Sono errori comuni e banali, che potrebbero però compromettere gli obiettivi della nostra charity.

Forse ti stai chiedendo se inviare lettere cartacee abbia ancora senso. Ed ecco il primo errore! Non sottovalutare l’importanza della comunicazione cartacea. Il Direct Mail Marketing, la buon vecchia lettera inviata via posta, anche nell’era della comunicazione digitale non ha perso il suo appeal. Tanto che si rivela, ancora oggi, un potente strumento per comunicare e costruire una relazione fruttuosa con i donatori.

Vediamo 5 errori in una lettera di fundraising

1. Attenzione alla mancanza di flessibilità

Bando a programmazioni imbalsamate che vengono stilate all’inizio dell’anno. Non sono, infatti, flessibili ai cambiamenti e dunque alle opportunità che possono verificarsi durante l’anno.

2. Il digital marketing può essere un’enorme risorsa, sfruttatela!

Non utilizzare la pubblicità digitale significa perdere occasioni di contatto aggiuntive che possono migliorare la posta diretta. Attraverso questo strumento, infatti, è possibile creare annunci estremamente mirati. Potrete, così, facilmente raggiungere un target di persone potenzialmente interessate alle attività della nostra charity e avere una probabilità più alta di ricevere donazioni.

3. No alla posta impersonale!

Rivolgendovi al vostro potenziale donatore usando il suo nome aiuterà a creare un rapporto più diretto con e a instaurare, dunque, una relazione. Non fatelo sentire un numero, uno dei tanti. Rivolgetevi chiaramente a lui, chiamandolo per nome e stabilendo un rapporto diretto e personale.

4. State attenti alla mancanza di segmentazione

Nel Direct Mail Marketing è importante la personalizzazione delle lettere. Se si invia la stessa lettera a tutti nessuno si sentirà speciale.

Fate uno sforzo ulteriore e spendete del tempo non solo per personalizzare i vostri appelli ma anche per stabilirne una frequenza diversa in base al tipo di donare a cui vi rivolgete. Non starete buttando via tempo, starete percorrendo la strada giusta nell’ottica della fidelizzazione del potenziale donatore.

5. Occhio al database!

La maggior parte delle organizzazioni nonprofit perde circa il 15% del loro database ogni anno. È indispensabile cercare di riconquistare i donatori persi con il Direct Mail Marketing per ricostituire ed espandere questo prezioso archivio di dati. In caso contrario, il file inizierà a diminuire, riducendo di conseguenza gradualmente le donazioni totali.

 

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