Tecniche di Fundraising

Come si crea da zero una Community? Fabio Bin racconta l’esperienza di WeRoad

Come si crea una community forte attorno al tuo brand? Come si gestisce la crescita di questa community? E come si tengono coinvolti i suoi membri? Quali sono i canali e gli strumenti giusti per relazionarsi? Fabio Bin, co-fondatore, Chief Digital e Marketing Officer di WeRoad, al Festival del fundraising ci ha raccontato la sua esperienza. E di come in pochi anni siano stati in grado di creare un’ampia community fatta di team member, coordinatori e viaggiatori.

WeRoad – una startup di successo

È una piattaforma nata nel 2017. Si occupa di viaggi a breve e lungo raggio per piccoli gruppi di persone. La caratteristica del progetto è quella di avere un target molto mirato. I viaggi sono destinati a gruppi tra i 25-35 anni e tra 35-45. Si tratta di gruppi di persone che non si conoscono, e partono insieme sotto la guida di un capovioaggio.

WeRoad è un tour operator, nel senso che progetta i viaggi che propone, non rivende offerte di altri. La stessa cosa vale per la vendita: i viaggi WeRoad sono in vendita solo sulle piattaforme di proprietà dell’azienda. Per essere chiari, non si trovano su Booking, Expedia.

WeRoad ha basato lo sviluppo della propria azienda su un concetto che è di grande importanza anche per la raccolta fondi: la Community. L’approccio marketing di WeRoad è molto orientato alle persone. Sia a chi lavora, sia a chi viaggia. Le persone sono il vero cuore pulsante del progetto.

Community, cosa vuol dire per WeRoad?

come si crea una community? Quella di WeRoad si basa su tre livelli:

  • WeRoader – i nostri clienti.
  • Coordinatori di viaggio
  • Team Member – chi lavora in WeRoad.

Le tre community si toccano, si sovrappongono e si scambiano molto spesso. C’è un engagement continuo.

1- I WeRoader

Come si crea una community? Per prima cosa i clienti non vengono mai chiamati così. Sono parte integrante di un brand. In WeRoad ad esempio si chiamano WeRoader. Hanno un grande senso di appartenenza, fondato su una certa visione del mondo, su esperienze condivise e sull’esperienza del viaggio. Sono i protagonisti della narrazione di WeRoad, che si basa su un approccio molto inclusivo. Il tema del viaggio è l’esperienza legante. E diventa il modo di rapportarsi con i WeRoader prima, durante e dopo il viaggio. Si tratta di una narrazione continua.

Dice Fabio: “Noi non comunichiamo come un tour operator, ma creiamo contenuti che hanno valore per chi ci legge. Nella nostra non troverete mai il costo del viaggio in Tailandia. Ma ad esempio, una citazione ispirazionale oppure un meme in cui un viaggiatore appassionato può riconoscersi. Non abbiamo modelli o attori per le nostre comunicazioni. Usiamo le facce delle persone che sono state in viaggio, persone che raccontano storie vere, esperienze vissute veramente durante i nostri viaggi”

Lo stesso concetto si applica al modo che abbiamo di dialogare con i WeRoaders. Andiamo a parlare con lo stesso tono di voce del cliente. E usiamo anche gli stessi canali: messaggistica social, Instagram, direct.

Il focus dei viaggi è quello di cerare sinergia tra i partecipanti. Farli diventare amici durante il viaggio. E per farlo studiamo delle esperienze leganti. In questo modo i partecipanti ai viaggi diventano dei veri e propri Brand Ambassador e le loro testimonianze vengono condivise in comunicazione di WeRoad.

2- I coordinatori

La leva che usa WeRoad per creare engagement nei coordinatori è la passione per i viaggi. “Essere coordinatori è il lavoro da sogni, noi puntiamo su questo” Afferma Fabio. “tanto che abbiamo un sito tutto dedicato a coordinatori”.

Ma non è abbastanza, ci sono altri elementi legati alla selezione e formazione. La selezione è complessa, oltre alle competenze per gestire un gruppo in viaggio, cerchiamo qualcuno che incarni lo spirito di WeRoad, che sia in linea con il nostro brand. Infatti i coordinatori non sono importanti solo per guidare i viaggi.

Sono parte integrante della comunicazione e dell’engagement dei WeRoader. Afferma Fabio “I coordinatori viaggiano circa 2 volte l’anno, ma dietro i viaggi c’è un percorso per mantenere viva l’attenzione del coordinatore anche quando non viaggia. Una volta che sei diventato coordinatore, il rapporto con il brand e la community deve essere continuativo”.

3- I team member

Anche chi lavora in WeRoad vive lo stesso senso di appartenenza. Si tratta di vero e proprio cerchio della Community, non un semplice lavoro. Si lavora con entusiasmo, voglia di raggiungere gli obiettivi, sempre in modo divertente. Chi lavora con noi si prende carico di una sfida: far crescere la Community di WeRoad. E lo fa con passione. “Siamo tutti sulla stessa fascia d’età – commenta Fabio- e con un forte senso di apparenza verso il progetto. Nel 2017 lavoravamo in poche persone part time, adesso siamo circa 70 dipendenti e abbiamo portato in viaggio 9000 persone”.

Cosa ci insegna WeRoad?

L’esperienza di WeRoad può dare molti spunti a un’organizzazione nonprofit su come si crea una community. La testimonianza di Fabio dimostra che, se sappiamo umanizzare il brand della nostra organizzazione, possiamo trasformare i donatori in veri e propri Brand Ambassador della nostra causa. Creare un senso di comunità attorno a un’organizzane o un progetto è molto importante sia per aumentare il coinvolgimento di volontari e donatori, sia per fare in modo che siano una cassa di risonanza della nostra comunicazione.

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