Comunicazione Nel Nonprofit

Comunicazione nel nonprofit: due consigli di Grant Leboff

ā€œIl concetto di return on engagement o ROE ĆØ un concetto fondamentale in un contesto digitale e di comunicazione nel nonprofit in cui sono cambiati i modi di distrarre le persone rispetto al marketing analogico.

Prima si faceva pubblicitĆ  sulle riviste, in tv e in radio o si spedivano lettere per interrompere l’audience di altri. Tattiche di interruzione marketing analoghe alla pubblicitĆ  su Facebook, su LinkedIn o al Pay Per Click. Oggi però questo non basta più: la comunicazione funziona solo se costruisci un’audience e la conserviā€.

A spiegarcelo ĆØ Grant Leboff, guru del marketing e autore di numerosi libri in materia, tra cui il bestseller Stickier Marketing.Ā 

Quando lo abbiamo contattato, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare alcuni suoi consigli sul tema della comunicazione nel nonprofit.

Ā ā€œĆˆ esattamente quello che fanno le emittenti televisive, i giornali e le rivisteā€ continua Leboff ā€œPensa a Netflix o Amazon Prime: costruiscono un pubblico e cercano di trattenerlo con la comunicazione. Oggi funziona cosƬ ed ĆØ molto importante perchĆ© viviamo in un momento in cui l’attenzione ĆØ scarsa e preziosaā€.

La competizione, ci spiega, la vince l’azienda o l’organizzazione che ottiene l’attenzione dell’utente.

Quali sono quindi gli step necessari nella comunicazione nel nonprofit per costruire un’audience e conservarla?

  1. Definisci il tuo pubblico

ā€œAltrimenti rischi di raccogliere follower senza sapere chi sono. Chiediti: qual ĆØ la audience che vuoi attirare? Ā E quando hai ottenuto la sua attenzione, usa il CRM e i social per capire se hai trovato le persone giuste. Devi sapere chi sonoā€.

Ā 

Ā 2.Ā Coinvolgi il tuo pubblico

ā€œCoinvolgere – Engage – ĆØ un termine terribilmente abusato nel marketing. Tutti lo usano senza sapere cosa significa. Engaged in inglese significa anche ā€œessere fidanzatoā€ oĀ  ā€œessere occupatoā€. Engaged significa dunque impegnato, preso, indaffaratoā€¦ā€

Secondo Leboff bisogna valutare bene e spesso il livello di coinvolgimento generato con il proprio pubblico.

ā€œNon serve stimolarlo tutti i giorni e tutte le settimane.

Per molte nonprofit suggerisco di monitorare il coinvolgimento ogni trimestre oppure ogni 13 settimane se hai quattro touchpoint con il tuo pubblico.

Con coinvolgimento intendo quando ricevi un like su Twitter, una e-mail, una telefonata, un like su Facebook, o qualsiasi altra interazione come un click sul link della newsletter, qualsiasi tipo di interazione.

L’obiettivo ĆØ essere presente nella mente del tuo pubblico, cosƬ quando i tuoi donatori saranno pronti a donare per un’occasione speciale come un compleanno, tu farai parte di una di quelle organizzazioni a cui penseranno di donare per prime.ā€

Il livello di engagement, spiega, dĆ  la misura di quanto si ĆØ presenti nella mente del proprio pubblico.

ā€œIl ROE ĆØ il metro dell’attenzione, o meglio, la quota percentuale di attenzione del tuo pubblico che puoi tracciare. Prova a chiederti: quanto ĆØ grande il mio pubblico? Quanti di loro sono impegnati con me? Quanti di loro donano se cresce il livello di coinvolgimento? Solo cosƬ vedrai aumentare anche le donazioni e volontari.ā€

Ā Il ROE quindi ĆØ diventato una metrica fondamentale nella comunicazione nel nonprofit, da valutare e utilizzare.

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