2018 03 16 13h50m50 Pa52887
Tecniche di Fundraising

DEM VS Direct Mailing: scontro tra sorelle

DEM e Direct Mailing, cosa sono?

Entrambe, dem e direct mailing, sono due strumenti tipici del Direct Marketing.

La prima consiste nell’invio di e-mail a potenziali donatori, mentre la seconda è la classica lettera. Per questi motivi si può dire che la DEM, sigla che sta per Direct Email Marketing, si può definire la sorella minore del Direct Mailing. Con essa condivide leve e principi fondamentali, ma si differenzia per alcune caratteristiche peculiari che non bisogna sottovalutare.

 

DEM e Direct Mailing, cosa hanno in comune?

In entrambi i casi, l’obiettivo resta quello di acquisire più donatori possibile e di renderli donatori regolari, il che significa avere sempre più donatori che donano con maggiore frequenza e quantità sempre più grandi.

Sempre in tutti e due i casi, grande importanza assumono l’anagrafica, il source code e il database.
Con questi tre strumenti è possibile identificare le campagne che funzionano meglio in base alle caratteristiche dei gruppi di donatori a cui queste sono indirizzate. I risultati ottenuti sono analizzati in base alla redemption.

Quando si deve partire con una campagna di DEM o di Mailing è importante prima di tutto definire una pianificazione delle attività, il budget e gli obiettivi. Nel farlo è importante tenere presente le differenze della DEM rispetto alla classica lettera.

DEM e Direct Mailing, in cosa differiscono?

Rispetto alla propria sorella maggiore, le e-mail però sono meno costose e più flessibili. Sono anche più ecologiche, fattore da tenere in grande considerazione se si vuole fare un fundraising che impatti il meno possibile sull’ambiente.

Una mail inoltre può essere inclusa in una strategia più complessa che comprende anche una campagna social e una landing su un sito web.

DEM: gli aspetti negativi

Come ogni strumento però, ci sono anche degli aspetti di più difficili da gestire. Le e-mail infatti sono meno lette e rendono meno; inoltre non riescono a coinvolgere una gran parte di donatori che non è (per ora) sul web. La concorrenza nella casella postale è per aggiunta più forte, per non parlare del fatto che i metodi di pagamento e donazione online non sono ancora tanto forti quanto le alternative più classiche (discorso che è collegato alla menzionata assenza sul web dei donatori più anziani).

Come rendere efficace una DEM?

Perché una DEM sia efficace, bisogna curare specialmente alcuni aspetti caratteristici.

Sul web, l’impatto maggiore arriva dalle foto:
per questo bisogna dedicare più spazio alle immagini piuttosto che ai testi. Questi devono essere semplici e corti, così da comunicare i concetti nel modo più diretto possibile.

Una e-mail può essere anche più informale della sua alternativa cartacea.
Per questo il mittente può essere anche non istituzionale, in modo da usare un approccio più caldo.

Importantissimo infine è l’oggetto: sbagliare quello equivale a sbagliare la busta in una lettera.

 

Il Direct Marketing è l’argomento delle lezioni di Daniele Fusi e Giancarla Pancione. Fanno parte del percorso di studi del Master in Fundraising, pensato per creare fundraiser professionisti con nozioni teoriche ed esperienze concrete, come lo stage.
Il piano didattico del Master è consultabile qui 

Aggiungi un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *