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Tecniche di Fundraising

Fare fundraising con l’art bonus

Sai a quanto ammontano le donazioni fatte tramite l’Art Bonus…oltre 600 milioni di euro euro!!!

Sono un bel po’ di soldi…sembrerebbe un paradiso per qualsiasi fundraiser…ma non è tutto oro ciò che luccica. Poche donazioni da imprese e molte da banche e fondazioni, ma prima di parlare dei problemi e delle soluzioni chiariamo cosa sia l’art bonus e che vantaggi ha.

Ti porterò anche un caso specifico, legato alla più grande donazione fatta da un’impresa privata tramite l’art bonus.

Tabella dei Contenuti

L’art bonus e i suoi vantaggi

L’agevolazione fiscale di Art Bonus è stata introdotta dal D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”: tale contributo origina un credito di imposta pari al 65% nel limite del 5 per mille dei ricavi annui per le imprese e al 15% del reddito per le persone fisiche, secondo la misura fiscale Art Bonus. Il credito di imposta prevede una suddivisione del contributo in pari importo da recuperare in un triennio, anche in compensazione tramite F24. Affinché sia riconosciuto l’Art bonus, le erogazioni liberali, come specificato dal Paragrafo 6 Circolare del 31/07/2014 dell’AE n. 24 E, devono essere effettuate attraverso uno dei seguenti sistemi di pagamento: banca / ufficio postale / sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e cioè carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. E’ chiaro fin da subito che è un’agevolazione che può interessare particolarmente il settore delle imprese private ma che potrà anche essere usato per coinvolgere le grandi imprese. E’ un’agevolazione di cui è possibile usufruire però se il destinatario è un ente pubblico e se il bene oggetto della donazione appartiene al patrimonio culturale pubblico: intendiamo per patrimonio culturale a titolo di esempio piazze, fontane, musei, palazzi storici, aree archeologiche. Quando si lancia una campagna di fundraising legandola all’art bonus bisogna avere chiari anche alcuni aspetti legali oggetto negli anni di interpelli al Ministero della Cultura. Ad esempio se un ente pubblico vuole realizzare un nuovo spazio per spettacoli dal vivo deve sapere che al fine di poter vedere riconosciuto il credito di imposta al donatore è subordinato alla sussistenza cumulativa di tre prepresupposti: la natura pubblica dell’ente destinatario dell’erogazione liberale, l’assenza di scopo di lucro e lo svolgimento esclusivo da parte dell’ente pubblico di attività di spettacolo.

Chi dona a chi?

Tra i maggiori interventi finanziati utilizzando l’Art Bonus figurano quelli a favore dell’Arena di Verona, del Teatro alla Scala, del Teatro Regio di Parma, del Museo Egizio di Torino, del Teatro Donizetti di Bergamo, delle Mura urbane di Lucca: più della metà dei donatori sono però rappresentati da Istituti di Credito e Fondazioni. Qui trovi la lista di tutti gli interventi finanziati.


Tali enti non sono nuovi mecenati della cultura ma entità che già da molti anni hanno svolto attività erogative legate allo sviluppo del territorio e della cultura e che dunque non sono affatto il risultato dell’Art Bonus.


Quello che può fare il fundraising per l’art bonus è aprire questa possibilità al mondo dell’imprenditoria in modo tale che cresca questa volontà di contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale da parte delle grandi imprese.
A dicembre 2021 le erogazioni da Art bonus a livello nazionale hanno raggiunto i 663,3 milioni di euro mentre solo nei primi 4 mesi del 2022 gli importi sono arrivati a 681,5 milioni di euro.
Gli enti che hanno attivato una campagna Art Bonus sono complessivamente 2.239, concentrati per circa il 50% nelle regioni del Nord.
Se vuoi guardare anche il concorso annuale sui progetti Art Bonus, qui trovi i partecipanti al concorso 2023 e i vincitori dei concorsi degli anni precedenti.

Un caso di coinvolgimento del profit nell’art bonus

Forlì è attualmente l’amministrazione comunale che ha ricevuto il più alto importo di donazione da parte di una impresa privata tramite lo strumento dell’Art Bonus: una donazione di due milioni di euro da parte di Conad per la costruzione di un nuovo auditorium.


Il progetto è portato avanti grazie ad una campagna ad hoc “Art Bonus Forlì – Sostieni la rinascita” che ha al centro l’idea che un contributo per la cultura è un investimento per tutta la città.
Nel sito dedicato si può notare infatti il forte collegamento tra donazione e i beni pubblici oggetto di restauro in modo da rendere chiaro che le progettualità sono concrete, reali, effettive, una modalità per cittadini e imprese a toccare con mano gli spazi culturali che l’amministrazione pubblica si accingerà, anche grazie ai contributi ricevuti, a rigenerare.


Il Comune di Forlì ha inteso l’Art Bonus come un vero e proprio strumento di investimento culturale che permette ad aziende del territorio e cittadini di essere i veri protagonisti del cambiamento culturale, cambiamento che non si limita ad un percorso di donazione per due progetti culturali ma fa parte di un più grande progetto per fare di Forlì città d’arte e del ‘900: un percorso che condurrà il visitatore alla scoperta delle meravigliose testimonianze artistiche ed architettoniche legate ai primi anni del Novecento.


Questa modalità di far vedere al donatore il disegno più grande che sta dietro al “semplice” restauro di immobili è utile per renderlo pienamente partecipe e co-protagonista delle strategie che l’ente pubblico mette in campo.

Per ottenere serve un cambiamento culturale

Nella nostra cultura, la richiesta di soldi è sempre stata un gesto giudicato negativamente. Questo accade nonostante la Chiesa abbia accumulato nel tempo ingenti patrimoni immobiliari e finanziari, perché riteneva giusto e anche conveniente per il bene di tutta la comunità chiedere una donazione ai propri fedeli. Proprio partendo da qui bisogna iniziare a pensare che il fundraising sia un atto conveniente, utile, trasformativo dell’essere umano e della società in generale, attraverso il quale tutta la società diventa più felice.

“Il fundraising sei tu: il fundraising è lo specchio di ciò che vuoi rappresentare”

Il fundraiser deve far capire all’altra persona la convenienza della partecipazione ad una raccolta fondi: il donatore ha degli interessi, dei valori che coincideranno con quelli della pubblica amministrazione e della comunità di appartenenza per cui si fa del bene.
Il donatore, anche se non guadagna nulla dalla donazione in termini economici, ha un ritorno materiale e valoriale importante, in quanto contribuisce direttamente a creare una città migliore e più viva culturalmente, dove il donatore stesso sarà più felice di vivere.
Il donatore, dunque, sostiene delle iniziative che condivide e che, da solo, non riuscirebbe a realizzare: la raccolta fondi potenzia il singolo rendendolo parte di una comunità che realizza un cambiamento in modo collettivo.

Il futuro dell’art bonus

L’Art Bonus è uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura della donazione come atto che contribuisce alla realizzazione del bene per la propria comunità. Negli ultimi anni è diventato il veicolo principale di sostegno al settore cultura, anche nel corso del biennio pandemico e continua ad essere alimentato da enti, imprese, privati cittadini.
Come già osservato nelle annualità precedenti, anche nella distribuzione delle risorse si rileva un forte sbilanciamento verso il Nord del paese, dove confluiscono la maggior parte delle risorse.


Il contesto di forte diseguaglianza territoriale tra nord e sud e tra aree metropolitane e aree interne caratterizza da sempre il nostro Paese: questo comporta una differente capacità di attrarre e raccogliere fondi, a cui si deve far fronte anche con politiche differenziate e redistributive.
La diffusione su larga scala di queste attività resta comunque ancora piuttosto limitata a casi isolati, in quanto si sconta una mentalità talvolta più arretrata delle regole stesse, più conservatrice.


Questo accade perché spesso la Pubblica Amministrazione non ha competenze o ruoli specifici sui temi del fundraising, a livello operativo, dirigenziale e politico. Ed è qui che si gioca una delle partite più importanti relativa al fundraising per la cultura.


La possibilità di favorire l’attrazione di maggiori risorse economiche e una più ampia partecipazione dei cittadini passa necessariamente non solo da restauri e lavori pubblici, ma anche dal sostegno alle attività e dalla gestione dei luoghi di cultura (come sempre di più permettono anche l’Art Bonus e le normative sulle sponsorizzazioni).

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