Google Grants Per Il Nonprofit

Google Grants per il nonprofit: i trucchi per sopravvivere

Google Grants per il nonprofit non fa più cosƬ paura, parola di Diego Peparelli, alumno del Master Universitario in Fundraising di ForlƬ che ci lascia i suoi appunti – e qualche trucco – della lezione su comeĀ apparire tra i primi risultati delle ricerche su Google.

La sessione “Google Grants: imposta il tuo account, comincia subito a farti vedere!” di Maurizio Lettieri, strategic partner manager in Google dal 2012,Ā si apre con una panoramica degli strumenti che Google offre per aiutare le organizzazioni nonprofit.

Dal 2011 infatti l’azienda ha deciso di fornire gratuitamente agli enti del terzo settore alcuni degli strumenti che il mondo profit giĆ  utilizzava. Per esempio:

  • Adwords.
  • G-Suite per il nonprofit
    • Google drive
    • Documenti testo
  • Youtube
  • Analytics

Prima di utilizzare Grants o strumenti di pay per click analoghi, ĆØ fondamentale pensare a quali sono gli obiettivi da raggiungere e al pubblico a cui vogliamo rivolgerci.

Ogni attivitĆ , conseguenza di una strategia integrata, va pensata in base agli obiettivi da raggiungere, come ad esempio:

  • Migliorare la visibilitĆ  dell’organizzazione
  • Promozione attivitĆ  specifiche (eventi, corsi, workshop, ecc)
  • Trovare nuovi donatori
  • Trovare Volontari.

Una volta chiarita la strategia e definiti gli obiettivi possiamo andare su Google.

Ma che cosa succede quando facciamo una ricerca in un motore di ricerca?

Questa tipologia di ricerca viene definita organica, che porta, in sostanza, a due tipologie di risultato:

  • Risultati Pay da adwordsche vengono visualizzati in alto e di solito sono composti da:
    • Titolo,importantissimo perchĆ© ĆØ la prima cosa che una persona vede.
    • Descrizione,serve per spiegare meglio il messaggio
    • URLdi approdo
  • Risultati organici: tutti gli annunci posizionati sotto quelli a pagamento e ordinati in base all’attinenza alla query di ricerca dell’utente.

ƈ possibile fare annunci a pagamento attraverso molteplici strumenti.

Google Ad Grants per il nonprofit è uno di questi, ed è gratuito (per essere più precisi è google ad incaricarsi della fatturazione) e si divide essenzialmente in 2 tipologie:

  • La versione ā€œnormaleā€
  • La versione express che ĆØ una versione semplificata con un interfaccia più intuitiva per un utente meno esperto. Tuttavia tale facilitĆ  non consente una grande personalizzazione.

La versione semplificata è si più semplice ed intuitiva, ma non consente la stessa libertà di manovra della versione normale.

Per esempio adwords express non permette l’inserimento di parole chiave manuali, le quali vengono dedotte automaticamente da un algoritmo. Dopo aver inserito l’URL del sito dell’organizzazione, l’algoritmo genera automaticamente parole chiave che potranno essere cancellate qualora non fossero inerenti alla mission o alla vision dell’organizzazione.

Se le parole generate non soddisfano le aspettative, la soluzione più facile ĆØ inserire nuovi contenuti nel sito in modo che l’algoritmo corregga la rosa di parole chiave giĆ  prodotta. Con la versione normale l’inserimento delle parole chiave ĆØ totalmente manuale.

ƈ possibile decidere di passare dall’account express a quello normale o viceversa, ma poi non si può più tornare indietro; infatti il cambio ĆØ possibile una sola volta.

Qui trovate in maniera puntuale le differenze tra queste due tipologie di Adwords

Quando parliamo di Google Grants per il nonprofit sono due i numeri che dobbiamo tenere a mente:

  • 10.000 $ di budget mensile.ƈ possibile ripartirlo a piacimento, l’importante ĆØ non superare la soglia. Se questo dovesse avvenire l’account si blocca.
  • 2 $Ā  ĆØ il valore del Costo per click massimo.

Il Costo per click ĆØ quanto l’organizzazione paga se l’utente clicca su un determinato messaggio. Il prezzo si basa su di un’asta. La soglia dei2 $ ĆØ stata scelta per evitare distorsioni nel mercato e per evitare aste fuori controllo.

CTR e nuove regole di Google Grants per il nonprofit

Di recente google ha apportato delle nuove regole a cui ĆØ necessario conformarsi.

Le principali sono:

  1. AllargamentoTargeting geografico. Se faccio un evento a Torino e la mia organizzazione ĆØ radicata solo su Torino, non ha senso estenderlo in tutta Italia
  2. Creare delle campagne composite:
    2 gruppi di annunci attivi per ogni campagna con almeno 2 annunci.
    Più gruppi d’annunci sono dentro un annuncio, maggiore ĆØ la possibilitĆ  di adwords di capire quale funziona di più.SitelinkĀ molto importanti.
    Aumentano lo spazio visivo all’interno del dispositivo. Ma soprattutto in presenza di link aggiuntivi permette di dare visibilitĆ  ad altre sezioni del sito. (oltre a rispondere alla domanda iniziale dell’utente. Serve per fare un po’ di branding).
  3. CTR uguale o maggiore del 5%

Ecco alcuni accorgimenti per ovviare a questo problema:

  • Scrivere le parole chiave con caratteri speciali.Ā 
    Può essere un buon modo di alzare il CTR di tutti gli annunci
  • Togliendo le parole chiave con un quality score basso.Ā 
    Questo perche il quality score incide direttamente il CTR.
  • Spegnere tutte le campagne che abbassano il CTR
  • Creare campagne brand col nome dell’organizzazione
    che aiutano a mantenere un CTR medio alto

In caso di CTR non virtuoso, Google prima di chiudere l’account, segnala più volte la criticitĆ  e dĆ  tempo alle organizzazioni di rimediare

Altri suggerimenti su come strutturare un buon account:

  • non includere parole brand che non ci appartengono. Google la considera concorrenza sleale.
  • Parole chiavi secche no. (escluso campagne brand)
  • Parole troppo generiche sono rischiose (si rischia di abbassare il CTR)

Una lezione tecnica, quella di Maurizio Lettieri, tenuta al Festival del Fundraising:
un evento fondamentale del percorso del Master in Fundraising di ForlƬ che conferisce agli studenti tutte le competenze necessarie per muoversi con facilitƠ in ogni ambito della raccolta fondi.

Diciannove weekend di lezione in aulaĀ e un FestivalĀ per diventare fundraiser a tutti gli effetti come Diego, oggi al lavoro come Digital Fundraiser nell’uffico raccolta fondi di Antoniano Onlus.

 

Entra a far parte della classe del Master in Fundraising,
iscriviti entro il 7 dicembre 2019!

master@fundraising.it
0543 375521

Immagine di Elisa Castellucci

Elisa Castellucci

Partecipa alla prima edizione del Festival del Fundraising come volontaria e da lì non lo molla più. Costruisce, pezzo su pezzo, ogni edizione, trasformando le idee in pratica. Dal 2020 docente di Digital Fundraising al Master Universitario in Fundraising di Forlì.
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