Fundraising Future 1200x630 (3)

MISSION (IM)POSSIBLE: come scrivere la mission perfetta in tre mosse

Sei davanti a un nuovo sostenitore, magari il direttore di un’azienda che finalmente ti ha concesso un appuntamento. Hai mezz’ora di tempo per convincerlo a sposare la tua causa e finanziare il tuo progetto. Hai scritto una presentazione dedicata, hai fatto ricerche sull’azienda, racconti i dieci anni di attivitĆ  che la tua organizzazione ha alle spalle, gli obiettivi raggiunti, e al termine del tuo monologo il direttore ti fa solo una domanda ā€œok ho capito cosa fate, ma perchĆ©?ā€.
GiƠ, perchƩ?

ā€œPerchĆ©ā€ ĆØ la domanda che non devi mai perdere di vista quando parli della tua organizzazione un qualsiasi interlocutore. PerchĆ© la tua organizzazione esiste? PerchĆ© si dedica a una causa anzichĆ© a un’altra? PerchĆ© qualcuno dovrebbe sostenerla? La risposta a tutte queste domande esiste giĆ  e si trova nella mission della tua organizzazione. Ma sei sicuro che quella riportata sul sito vostro sito sia scritta correttamente? In questo articolo vediamo come scrivere (o riscrivere) la mission della tua onp in tre semplici passaggi.

La mission: ricordiamo cos'ĆØ

Partiamo da un esempio reale. Sul sito di un’associazione che si occupa di bambini affetti da patologie neurologiche. Alla voce ā€œla nostra missionā€ si legge:Ā 

Supportiamo con passione, capacitĆ  e determinazione i bambini, gli adolescenti e chi si prende cura di loro, nell’intero percorso necessario per affrontare tutte le malattie del sistema nervoso centrale, come tumori, epilessia e autismo.

Su questo paragrafo c’è solo un commento da fare: non ĆØ una mission. La mission non recita i progetti che l’onp realizza, non ĆØ un elenco di obiettivi, non deve fornire indicazioni su dove e come si svolgono le attivitĆ . La mission deve motivare il ā€œperchĆ©ā€ dell’esistenza dell’onp, ovvero i valori che ne muovono l’operato.

Scrivere la mission della tua organizzazione può apparire complesso, la tentazione di cadere nella descrizione delle attivitĆ  ĆØ forte, ma in realtĆ  ĆØ solo perchĆ© non hai gli alleati giusti al tuo fianco. Non servono formule magiche o ricette segrete; basta seguire tre passaggi fondamentali per risalire alle origini della tua associazione e portarne alla luce lo scopo. Vediamo come rendere questa ā€œmissione missionā€ da impossibile a possibile in tre semplici mosse.

1

Il tuo mondo ideale

Può sembrare paradossale, ma se lavori da tempo nella stessa onp avrai notato che con il suo espandersi, semplificare in poche parole qual è lo scopo e il sentimento che muove la tua onp a chi non la conosce non è immediato. Spesso finiamo per fare una lista della spesa delle attività che svolgiamo, ma questa non è una mission, questi sono i nostri obiettivi strategici ed operativi e sono la conseguenza della mission. 

Eccoci allora al primo elemento che non dobbiamo mai dimenticare di sottolineare con chi ci ascolta: perchĆ©.Ā  Tutte le organizzazioni nascono per volontĆ  di qualcuno che attraverso di esse desidera portare un miglioramento nel mondo, un piccolo passo per lasciarsi alle spalle questa societĆ  imperfetta e conquistare un mondo ideale; ā€œun piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanitĆ ā€. Anche la tua organizzazione ĆØ sicuramente nata per raggiungere un nobile obiettivo: sconfiggere la fame nel mondo, trovare una cura a malattie rare, azzerare le disparitĆ  di genere, offrire aiuto ai più deboli. Qualunque sia l’intento ā€œscatenanteā€, ĆØ questo che muove le vostre attivitĆ  di ogni giorno. Non avere paura di sembrare troppo ambizioso o irrealista, perchĆ© se il vostro intento ĆØ nobile e vuole condurre ad un miglioramento nel mondo, ĆØ altamente probabile che sia condiviso da chi vi sta ascoltando o leggendo.

Vediamo l’esempio reale di EssilorLuxottica, leader mondiale nell’occhialeria, che all’interno della propria mission recita:

Pensiamo che la vista sia un diritto umano fondamentale. Ci permette di sfruttare a pieno il nostro potenziale, consentendoci di apprendere meglio, muoverci con maggiore sicurezza e di promuovere una società più inclusiva.

In queste due frasi l’azienda, a cui fa capo la OneSight EssilorLuxottica Foundation, sintetizza la propria posizione rispetto al tema della vista: ĆØ un diritto umano fondamentale, la cui esistenza influenza non solo la qualitĆ  di vita del singolo ma di tutta la societĆ .

2

Il mondo reale

Credere nei propri sogni ĆØ il primo passo per raggiungerli. Ma come mai la tua organizzazione non ha ancora raggiunto il suo grande obiettivo? La risposta la sappiamo, non ĆØ una scusa: il mondo ĆØ imperfetto, e non bastano le buone intenzioni, nĆ© esiste una bacchetta magica per aggiustarlo. Se il mondo fosse prefetto da solo, se non ci fossero milioni di persone che soffrono la fame, bambini che muoiono di cancro, minoranze discriminate, forse non avremmo bisogno del terzo settore. Invece c’è tanto lavoro da fare, ed ĆØ questo il secondo assunto che dobbiamo trasmettere al nostro interlocutore: ci sono degli ostacoli, un mondo reale che impedisce al mondo ideale che hai sognati di realizzarsi, e la tua ong ĆØ qui per identificarli e superarli. Voler risolvere tutti i problemi del mondo sarebbe irrealista, se non addirittura arrogante, ma almeno un problema, una condizione ingiusta, quello lo possiamo fare. Come riconoscerla? ƈ giĆ  contenuta nelle parole che abbiamo scritto con il primo passaggio: l’ostacolo che dobbiamo superare ĆØ quella condizione che impedisce al nostro ā€œmondo idealeā€ di realizzarsi.Ā 

Proseguiamo con l’esempio di EssilorLuxottica, che continua la propria mission con queste parole:

Tuttavia, una persona su tre nel mondo soffre di difetti visivi non corretti.

In una frase l’interlocutore capisce subito qual ĆØ l’ostacolo da superare. La vista non ĆØ un diritto di cui tutti godono poichĆ© una persona su tre soffre di difetti della vista non curati. Non ĆØ improbabile che il nostro interlocutore sia toccato personalmente da questa condizione di disparitĆ , o che conosca qualcuno che ne sia affetto. Questo ti consente di farlo entrare nel vivo della tua buona causa, coinvolgendolo in una situazione quotidiana, reale e tangibile. Questo coinvolgimento, che con l’uso delle giuste parole diventa anche emotivo, ĆØ fondamentale per fare diventare il tuo interlocutore un sostenitore della nostra buona causa.

3

Come raggiungere il mondo ideale

Cosa può fare la tua organizzazione per risolvere, o quanto meno migliorare questa condizione? Agire. Agire come meglio sa fare, come la ha fatto dal primo giorno e continuerĆ  a fare fino a che sarĆ  necessario. Questo ĆØ il terzo elemento che compone la mission e che devi sempre comunicare. Attenzione però, anche in questo caso non si tratta di un elenco di iniziative, bensƬ di un’indicazione più ampia del campo d’azione dell’onp.Ā 

Vediamo come EssilorLuxottica conclude la sua mission:

Questo obiettivo guida la nostra strategia, ispira il nostro approccio allo sviluppo sostenibile e alimenta la nostra aspirazione a eliminare i difetti visivi non corretti in una generazione.

L’azienda progetta, produce e vende occhiali in tutto il mondo, ma non ĆØ cosƬ che adempie alla mission. O meglio lo ĆØ in parte, perchĆ© con le azioni quotidiane raggiunge obiettivi di fatturato e di mercato, ma non ĆØ questa la sede del ā€œcosa facciamoā€, qui si parla del ā€œperchĆ© lo facciamoā€. E quindi gli strumenti che l’azienda attua per costruire quel mondo ideale in cui tre persone su tre vedono garantito il loro diritto alla vista sono: avere una strategia guidata da questo ideale, attuare uno sviluppo sostenibile, perseguire la propria aspirazione a curare i difetti visivi delle persone, generazione dopo generazione.

Riprendiamo ora l’esempio dell’associazione che affianca i bambini con patologie neurologiche e le loro famiglie. Se provassimo a riscrivere la mission seguendo i tre passaggi che abbiamo appena analizzato, risulterebbe più o meno cosƬ:

Genitori e parenti dei bambini sono fondamentali per garantire ai bambini l’amore e la serenitĆ  di cui hanno bisogno durante la loro crescita: ancora di più in presenza di malattie complesse. Un ruolo insostituibile, ma quasi impossibile da svolgere da soli. Avere [nome dell’onp] su cui contare, in ogni momento, anche i più duri, consente alle famiglie di continuare a essere prima di tutto questo: famiglie. E non c’ĆØ niente di più importante.

Da questa riscrittura emergono non solo i valori che muovono l’associazione, ma ĆØ anche molto più chiaro di cosa si occupi. Senza specificare se svolgano laboratori in reparto, se offrano alloggio o sostegno economico alle famiglie, capiamo che l’associazione c’è per sostenere le famiglie dei bambini malati in un momento che mette a dura prova il loro equilibrio, perchĆ© nel momento drammatico della malattia di un figlio la famiglia deve concentrare tutte le sue energie ed attenzione su di lui, lasciando che sia qualcun altro ad occuparsi della burocrazia.

Il piacere dell'aforisma

Un ultimo dettaglio, un tocco di classe diciamo, che non devi dimenticare ĆØ di inserire una frase ad effetto. Tutti amano gli aforismi, sono brevi, incisivi, emozionano, catturano l’attenzione e rimangono impressi nella mente. Sintetizzare la mission con una brevissima frase (finale o iniziale), aiuta a tenere alta l’attenzione dell’interlocutore e soprattutto aiuta ed emozionarlo, a trasmettergli con poche e semplici parole il senso di tutto. Nel caso dell’associazione per i bambini lo troviamo nella frase conclusiva ā€œE non c’è niente di più importanteā€. Cosa c’è di più necessario per una famiglia se non essere unita nei momenti difficili? Nel caso di EssilorLuxottica l’aforisma ĆØ invece in apertura della dichiarazione di missione: ā€œvedere meglio e vivere meglioā€.

Suggerimenti in pillole

NON SEI CONVINTO? PROVA CON LA CIPOLLA!

No, non ĆØ una prova di cucina. E no, non ĆØ un test per veder quanto sia commovente la tua mission. L’onion test serve a verificare se realmente sei riuscito ad arrivare al ā€œnocciolo della questioneā€ oppure se nella tua mission ci sono ancora descrizioni di attivitĆ  che non hanno un valore a giustificarle. Il test si svolge cosƬ: ad ogni affermazione della mission devi porre la fatidica domanda: perchĆ©? Se la frase non ha risposta a questa domanda significa che in sĆ© contiene giĆ , che ĆØ essa stessa la sua motivazione. Se invece trovi che si potrebbe rispondere alla domanda con un’ulteriore affermazione, allora significa che quella frase ha bisogno di essere rivista, poichĆ© evidentemente non esprime un valore, ma un’azione che necessita di una giustificazione.Ā 

Riprendiamo gli esempi fatti in precedenza.
Nella prima versione della mission dell’associazione per i bambini malati capiamo subito l’effetto dell’onion test. PerchĆ© supportare i bambini con patologie del sistema nervoso centrale? La mission deve rispondere a questa domanda. Nella seconda versione invece le affermazioni contenute nella mission rispondono da sole ai loro stessi perchĆ©.

Suggerimenti in pillole

La mission contiene i valori e le ragioni profonde che sono alla base dell’esistenza e dell’attivitĆ  di un’organizzazione, ĆØ il suo imperativo categorico. La mission descrive anche le peculiaritĆ  che distinguono un’organizzazione dalle altre e che le permettono cosƬ di raggiungere il posizionamento desiderato.

Per scrivere correttamente questo statement si possono seguire tre step:
1. Enunciare la presa di posizione dell’onp rispetto al tema di cui si occupa (ā€œnoi crediamo cheā€¦ā€)
2. Spiegare perchĆ© la situazione desiderata non ĆØ attuale (ā€œtuttavia ci sono persone/situazioni cheā€¦ā€)
3. Chiarire come l’onp intende superare l’ostacolo e raggiungere il proprio obiettivo (ā€œquindi ci impegniamo aā€¦ā€)

La cosa fondamentale da tenere a mente ĆØ che la mission non deve contenere obiettivi strategici ed operativi, ovvero non deve elencare i progetti e le attivitĆ  svolte dall’onp.

Infine, alcuni consigli pratici per rendere la tua mission ancora più incisiva:

  • non dovrebbe essere più lunga di tre righe;
  • elimina gli avverbi ed utilizza al massimo un aggettivo per sostantivo: bisogna essere chiari e sintetici, o l’interlocutore si perderĆ  tra virgole e subordinate;
  • usa parole semplici e ā€œcaldeā€, che siano subito comprensibili anche ai non addetti ai lavori e che trasmettano un’emozione;
  • inserisci un riferimento a situazioni di vita quotidiana, affinchĆ© il lettore possa immedesimarsi nella stessa storia e sentirsi coinvolto nella missione dell’onp.

Autrici

Iole Ciliberto – Professoressa di Principi e Tecniche del Fundraising
Valeria Cecconi – Studentessa Master in Fundraising 2024

Immagine di dal Master in Fundraising

dal Master in Fundraising

I nostri docenti, insieme agli studenti, ci spiegano tutti gli strumenti per fare fundraising. Un ciclo di articoli tratti dalle lezioni del Master in Fundraising per dare la parola agli alunni!
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Stai iniziando con il fundraising?

Ciao! šŸ™‚ Sono Federica!

Hai qualche domanda sui corsi?

Sono qui per aiutarti!