Articolo Generico Fundraising

Iniziare a fare fundraising: 16 punti operativi per iniziare col piede giusto

Iniziare a fare fundraising? Le organizzazioni che si affacciano per la prima volta al mondo della raccolta fondi potrebbero chiedersi: “Da che parte devo cominciare? Cosa devo fare per far partire un piano di fundraising?“.

Valerio Melandri ci propone un mini-riassunto operativo per iniziare a fare il vostro piano di fundraising.

I contenuti di questo articolo sono tratti, in parte, dal libro “Fundraising. Il Manuale più completo per fare raccolta fondi“.

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"Sono16 punti generali, ma non sono affatto teorici. Sono molto pratici e concreti, come mi piace essere quando insegno il fundraising".

16 punti per iniziareĀ subitoĀ a fare fundraising

Si tratta di una sintesi (dire una supersintesi) di come partire, ma penso che vi sarĆ  utile. Ogni tanto faccio riferimento al mio libro “fundraising” cosƬ per chi vuole approfondire, il gioco ĆØ fatto!

Mockup Libro5 Vm
Fundraising - Il manuale più completo per fare raccolta fondi

1- Definire la mission

Occorre scrivere una mission chiara per poter enunciare nella maniera più immediata possibile i valori della vostra Onp. Tenete conto che non è facile scrivere una mission, perché speso si tende a racontare ciò che si fa piuttosto che quello in cui si crede.

Per scrivere una buona mission šŸ‘‡

Seguite le indicazioni che trovate a pagina 36 del libro Fundraising acquistabile a questo link.

A pagina 36 troverete la tabella 2.1 ā€œModello per la realizzazione della Missionā€. Usatela per costruire la vostra mission.

2-Coinvolgere il consiglio direttivo

Fate una valutazione interna del vostro CdA. Assicuratevi che all’interno di questo ci siano dei consiglieri che comprendano l’importanza dell’attivitĆ  di fundraising. Una volta individuati, coinvolgeteli nella raccolta fondi.

Come coinvolgere il CDA šŸ‘‡

Seguite le indicazioni che trovate a pagina 107 del libro “Fundraising” acquistabile a questo link.

A pagina 107 troverete la tabella 6.4 ā€œCome si valuta il proprio CdAā€. Usatela per coinvolgere il vostro consiglio direttivo.

3- Compilare la Scheda C.I.A.

Fate compilare la Scheda CIA (Collegamento, Interesse e Abilità) ai membri del Cerchio dei Costituenti, partendo dal cerchio più interno fino ad arrivare a quello più esterno allo scopo di iniziare a popolare il database di nomi.

4-Cercare nominativi

Iniziate a elaborare vari metodi per trovare nuovi nominativi di persone a cui chiedere una donazione sia online che offline. Pensate anche a quale lead magnet (o attrai nomi) potete utilizzare per farvi dare nome, cognome, indirizzo email, indirizzo di casa e/o numero di telefono.

Alcuni esempi di lead magnetšŸ‘‡

Potete trovare alcuni esempi alle pagine 136-138 e 357 del libro ā€œFundraisingā€ acquistabile a questo link.

5- Predisponete un database

Fino 500/1.000 nominativi possono andare bene i programmi che trovate nella suite di Office come Excel o Access, oltre ĆØ preferibile utilizzare un software dedicato. I parametri da tenere in considerazione sono: ammontare, recenza, frequenza.

Per approfondire il tema Database šŸ‘‡

Rimando al capitolo 5 del libro ā€œFundraisingā€ oppure al libro Database per il fundraising di G. Sordiglioni per ogni approfondimento.

6-Stabilire il fabbisogno

Valutate il vostro fabbisogno di raccolta fondi. Analizzate gli ultimi tre bilanci e guardate l’andamento delle entrate (vendita, quasi vendita e raccolta fondi) e delle uscite. Di quanto avete bisogno? Siete in perdita? Siete in pareggio e volete ampliare i vostri progetti?

Definite un fabbisogno reale e concretamente raggiungibile in base a quanto avete raccolto fino ad ora. Vi aiuterĆ  a programmare la vostra raccolta fondi e a raggiungerla.Ā 

Per approfondire rimando al capitolo 8 del libro ā€œFundraisingā€.

7- Valutare il mailing cartaceo

A questo punto c’e’ un bivio.

Se avete intenzione (come mi auguro) di fare qualche azione (piccola o grande che sia) di mailing cartaceo, continuate la lettura.

Se invece siete allergici al mailing cartaceo, oppure avete una causa che non ĆØ adatta a questo tipo di veicolo (ad esempio se siete il Teatro la Scala di Milano, o un ente culturale…) andate direttamente al punto 11!

8- Attivare la tariffa postale agevolata

Andate in posta e prendete accordi per le tariffe agevolate per il vostro primo mailing cartaceo. Per iniziare potete trovare diverse informazioni sul sito delle poste e sulla loro pagina dedicata al nonprofit.

Non andate all’ufficio postale impreparati! GiĆ  che ci siete iniziate a raccogliere informazioni per la realizzazione del bollettino postale personalizzato per la vostra organizzazione nonprofit.

9- Fare la prima richiesta di donazione

Chiedete la prima donazione realizzando un mailing cartaceo ad hoc.

Pensate al pack completo: busta (quale immagine inserire? Quale teaser o solleticatore per fare aprire la busta?), testo della lettera, call to action, fotografie da utilizzare, regalo da inserire, bollettino postale ecc.Ā 

Una volta partiti con la prima richiesta di donazione non fermatevi. Predisponete un vero e proprio piano di mailing con lettere di richieste di rinnovo donazione, ringraziamento ecc.

Per approfondire šŸ‘‡

Leggi gli Ā approfondimenti su “come scrivere una lettera di donazione” nel capitolo 12 del libro e “come impostare un piano mailing” a pagina 266 del libro ā€œFundraisingā€ acquistabile a questo link.

10- Iniziare un ciclo di mailing

Dopo che avete ricevuto la prima donazione, spedite subito una lettera di ringraziamento assieme al bollettino per rinnovare l’impegno dimostrato. Dopo questo primo passo il donatore viene inserito in un ciclo comune a tutti i donatori attivi che può essere cosƬ generalizzato:

Appello nel periodo di Natale (eventuale richiesta di tesseramento)

Ringraziamento a chi ha donato

Una lettera/magazine di rendicontazione e racconto di quello che avete fatto

Richiesta nel periodo di Pasqua (appello)

Ringraziamento a chi ha donato

Una lettera/magazine di rendicontazione e racconto di quello che avete fatto

Eventualmente Appello speciale o magari Invito a evento

11- Rendersi trovabili

Ricordate sempre che nel momento in cui inizierete a chiedere una donazione, le persone cercheranno maggiori informazioni su di voi.

Una delle prime cose che faranno sarĆ  digitare il vostro nome su un qualsiasi motore di ricerca. Se necessario aggiornate il vostro sito internet e le vostre pagine social in modo che siano coordinate con la vostra attivitĆ  e le vostre richieste.

Devono essere dei siti per raccogliere fondi non una mera descrizione di cosa fate. Quindi mettete sempre in bella vista la possibilitĆ  e le modalitĆ  di dono.

Per approfondire šŸ‘‡

Rimando ai paragrafi 17.7 e 17.8 del libro ā€œFundraisingā€ per gli opportuni approfondimenti.

12- Rinsaldate i legami giĆ  esistenti

Se non l’avete ancora fatto, predisponete delle lettere personali di ringraziamento per le donazioni di maggiore importo. Organizzate delle visite ad hoc per mostrare gli impatti dei vostri progetti.

13- Iniziate a scalare la piramide del fundraising

Dopo aver trovato nuovi potenziali donatori, aver chiesto la prima donazione, chiesto di ripetere la donazione e, infine, di aumentare l’importo donato, iniziate a sviluppare un programma per i grandi donatori.

Dove cercarli?

Prima di tutto tra i donatori che avete giĆ  all’interno del vostro database. Analizzate i donatori che hanno un ammontare e una frequenza di dono interessanti. Non dimenticate di guardare all’interno del Cerchio dei Costituenti.

Una volta individuate le persone interessanti, raccogliete il maggior numero di informazioni e redigete un donor profile (trovate uno schema a pagina 166 del libro ā€œFundraisingā€).

Poi dovete qualificare le persone per capire quali sono i migliori potenziali grandi donatori (guardate il paragrafo 10.2 del libro ā€œFundraisingā€). Per darvi un ordine nelle azioni da fare potete utilizzate il ā€œciclo delle mosseā€: approccio, coltivazione, sollecitazione, follow-up, rendicontazione (trovate tutte le informazioni ai paragrafi 10.3-10.4.10.5-10.6 e 10.7 del libro ā€œFundraisingā€).

Infine, per tenere sotto controllo le mosse e la gestione dei grandi donatori, consiglio sempre di realizzare un database per i grandi donatori, vi aiuterĆ  a ottimizzare le risorse (economiche e di tempo) che avete a disposizione (trovate un modello a pagina 204 del libro ā€œFundraisingā€ nella figura 10.8 Schema data base major donor).

14- Iniziare a valutare un progetto di corporate fundraising

Non pensate soltanto ad una grande azienda multinazionale!

Partite dalle aziende, anche piccole, che sono vicino a voi. Avete tanti strumenti a disposizione: donazione, payroll living, gift in kind, coinvolgimento dei dipendenti, cause related marketing, sponsorizzazione, evento impresale, co-progettazione, community fundraising.

Guardatevi il capitolo 18 del libro ā€œFundraisingā€. Preparate un progetto chiaro, associateci un budget di spesa e, soprattutto, gli impatti che darĆ  sul territorio questo progetto. Mostrate sempre come verrĆ  valorizzato il contributo dell’azienda nel progetto: targa? Evento? Visita personale? Comunicati stampa? Web?

15- organizzare eventi

Alcuni di voi organizzano degli eventi. Consiglio di iniziare a cambiarne la prospettiva realizzando dei veri eventi di fundraising e di leggervi il capitolo 18 del libro ā€œFundraisingā€.

Non pensate soltanto a quello che raccogliete in termini di denaro, ma ipotizzate di costruire un evento al fine di raccogliere nomi, e magari visibilitĆ  sui nomi che vi interessano. Poi iniziate a coltivare la relazione a coinvolgerli come donatori.

16- Coinvolgere volontari

Infine realizzate un programma di ricerca, gestione e motivazione di volontari. I volontari sono importanti per la vostra organizzazione.

Prima di tutto analizzate i vostri bisogni, quali sono le aree in cui c’è bisogno di fare di più, di quali competenze avete bisogno e che supporto possono dare al personale retribuito.

Individuate dei profili di volontari che possono servire alla vostra organizzazione, scegliete lo strumento migliore per cercare i volontari e preparatevi a fare le selezioni e i colloqui.

Non dimenticate mai farli sentire veramente utili e parte integrata della vostra organizzazione. Non utilizzateli solamente per lavori secondari o di ā€œbassa levaā€. Un volontario felice e motivato sarĆ  il vostro miglior biglietto da visita anche nella raccolta fondi.

Ā 

Direi che per i prossimi 12 mesi siete a posto! OK?

A presto e buon lavoro!

Immagine di Francesco Santini

Francesco Santini

Dall’universitĆ  in Economia e Management delle Organizzazioni Nonprofit dell'UniversitĆ  di Bologna alla Fund Raising School dellaIndiana University (USA), si interessa di nonprofit da sempre. Dal 2006 inizia a lavorare in Fondazione Carisbo e oggi ĆØ il responsabile Ufficio AttivitĆ  Istituzionale
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