Intelligenza Artificiale 2
Trend del Terzo Settore

ll fundraising sopravviverà all’Intelligenza Artificiale

Tabella dei Contenuti

Non si fa altro che parlare di intelligenza artificiale  declinata in ogni aspetto: intelligenza artificiale nel comporre musica, nel proporre ricette, nel prendere appunti, nel verificare informazioni.

E’ difficile comprendere la qualità dei vari siti di intelligenza artificiale, vanno provati, testati, capiti, bisogna spendere tempo anche a formarsi perché, a seconda della piattaforma, vi sono motori di intelligenza artificiale più o meno ricchi di opzioni e possibilità.

In questo articolo proviamo a capire se e come l’intelligenza artificiale può aiutare anche te fundraiser nelle tante attività di cui ti occupi: realizzazione testi per mailing cartacei, ricerca di immagini, creazione di newsletter, sviluppo di contenuti per i social network.

Riporterò anche in fondo un elenco di siti utili e interessanti per testare l’intelligenza artificiale, alcuni possono risultare ancora acerbi ma con un grande potenziale che già si intravede nei successivi sviluppi.

Quando nasce l’intelligenza artificiale?

John McCarthy, informatico statunitense, coniò nel 1955 il termine intelligenza artificiale riferendosi alla possibilità di sviluppare macchine (computer) che appunto facessero uso dell’intelligenza artificiale.

Del 1961 è l’invenzione del primo robot, Unimate, che sostituì delle persone, nella linea di montaggio delle auto della General Motors. Venendo ai giorni nostri è del 2011 il primo assistente intelligente, Siri, installato sui dispositivi Apple a cui seguì Alexa nel 2014.

Recentemente si è parlato e si continua a parlare molto dei vari siti a cui sono legati servizi di intelligenza artificiale: quello che fa riflettere è l’interesse enorme che si portano dietro. Pensa ad un servizio come ChatGpt che in 5 giorni ha registrato un milione di utlizzatori: per raggiungere lo stesso traguardo Facebook ci mise 5 mesi, Netflix 3 anni e mezzo, Instagram 2 mesi e mezzo, Spotify 5 mesi.

E’ chiaro che tale interesse unito alle promesse che pare si delineano all’orizzonte di una intelligenza artificiale sempre più intelligente e veloce fa nascere sia aspettative che preoccupazioni: siamo davanti ad una tecnologia che, se riuscirà a fornire contenuti sempre più precisi e raffinati, permetterà di produrre informazioni nel giro di pochi secondi andando potenzialmente a sostituire attività ora fatte “a mano” da persone umane. Le implicazioni come capirai sono tante e sotto tanti profili: etici, contenutistici e anche relative al mercato del lavoro.

Fammi degli esempi

Un consiglio generico

Sei davanti alla tastiera? Allora vai qui  e digita “dammi 10 consigli su come posso scrivere una lettera di raccolta fondi”.

 

Chat Gpt 1

Cosa ne pensi? Non potrebbe essere un buon contenuto informativo da inserire nelle slide che usi come consulente? O nel tuo sito di informazione sul fundraising?

O nel sito della società di consulenza al nonprofit per cui lavori?

Eppure l’ha generato in circa 40 secondi l’intelligenza artificiale, e – tra l’altro – gratuitamente.

Un consiglio specifico

Possiamo andare anche più nello specifico: ora chiediamo al programma “Immagina di essere un esperto consulente di fundraising. Che consigli daresti ad un fundraiser che deve incontrare un grande donatore?

Ecco qui il risultato

Chat Gpt 2
Carino come risultato, magari non proprio italianissimo…ascoltativo non è un termine molto utilizzato…però 5 consigli in 5 secondi…non male!

Chiedi un aiuto a scrivere un testo da zero

Ho chiesto a ChatGPT di farmi una lettera di raccolta fondi nello stile di Valerio Melandri, ecco qui il risultato. Come vedi è possibile anche chiedere di generare una nuova risposta/soluzione se quella fornita non è di gradimento.

Chat Gpt 3

Chiedi un aiuto a riscrivere un testo

Ho preso il testo di una lettera di alcuni anni fa dell’Antoniano Onlus, questo qui, che puoi trovare insieme ad altri testi su Mailing.fundraising.it. Gli ho chiesto di riscrivere i tre paragrafi finali

Antoniano
E questo qui è il risultato ottenuto in poco più di 10 secondi…
Chat Gpt 4

Molto utile se ho il “blocco dello scrittore”, l’intelligenza artificiale ti aiuta a fare brainstorming a generare idee che poi tu potrai – dovrai ulteriormente modificare e personalizzare.

Puoi creare anche immagini

Più sotto troverai siti utili per creare immagini per la tua campagna di raccolta fondi e ti dico già che c’è chi ha utilizzato l’intellingenza artificiale per il fundraising..ed è pure finito sui giornali!
Si tratta di una nonprofit canadese, Furniture Bank, che ha utilizzato immagini generati dall’intelligenza artificiale perché la ritiene una modalità per aggirare la strategia delle immagini stile “poverty porn” dove sono rappresentate / fotografate persone reali in atteggiamenti pietistici.

E in questo caso il ragionamento che viene fatto dalla nonprofit è condivisibile, dicono infatti:“Come posso chiedere ad una madre che sta in un appartamento senza arredamento o con arredamento fatiscente di mettersi in posa per il fotografo che gli abbiamo inviato in modo che faccia foto con cui poi possiamo raccogliere fondi per dare arredamento anche alla sua casa?

In questo caso l’intelligenza artificiale risolve un problema morale e permette anche un risparmio calcolato dalla nonprofit in circa 30.000 dollari (!).
Ecco qui sotto un esempio di un’immagine fatta per la nonprofit con il software Midjourney 

Furniture Ai

Un problema da considerare è come l’intellingenza artificiale crea queste immagini, ovvero se le crea da banche dati di immagini protette da diritti d’autore (come sembra essere il caso del software sopra citato) allora si pone un problema di tipo legale ed etico. 

In tutti i modi anche qui la partita è aperta e gli sviluppi vanno sicuramente seguiti anche di chi si occupa di comunicazione nel fundraising.

Siti utili per il copy di noi fundraiser

Siti di AI per creare immagini

Siti di AI vari

Looka – Sito per creare loghi https://looka.com/
Soundraw – Generatore di musica per i content creators https://soundraw.io/

Che cosa possiamo imparare

Da anni osserviamo nei social un copia e incolla spaventoso di contenuti che genera solamente rumore, con notizie e informazioni poco approfondite e molto simili l’una all’altra.

Cosa ci troverà di eccezionale in questi contenuti il tuo pubblico? I tuoi donatori? Poco, molto poco.

Se saremo certi che l’AI non sarà un produttore di contenuti clone allora potrà essere utile al lavoro del fundraising, altrimenti dovrai continuare a lavorare sodo per produrre contenuti “diversi, straordinari e affidabili” (e qui cito la newsletter di Skande che nel 2023 sarà con noi al Festival del Fundraising).

Vorrei concludere questo articolo sull’intelligenza artificiale e il fundraising con le parole di un grande cantante, Nick Cave: alcuni suoi fan gli hanno inviato dei testi di canzoni creati grazie a ChatGpt. Nick non ha apprezzato molto il testo in quanto, seppur ne vede una certa ispirazione, sottolinea come il testo di una canzone viene fuori dalla sofferenza, dalla complessità umana, stati emozionali che un algoritmo non sente. Scrivere richiede la personale umana di ognuno di noi.

Scrive Nick sul suo sito: “Songs arise out of suffering, by which I mean they are predicated upon the complex, internal human struggle of creation and, well, as far as I know, algorithms don’t feel. Data doesn’t suffer.

It requires my humanness.”

Cambierà tutto dunque o non cambierà niente? L’importante è che come fundraiser non perdiamo la nostra parte più umana, vera e sensibile nel fare marketing e promozione a scapito del rapporto con il donatore.