Come Far Decollare Una Community Copia
Tecniche di Fundraising

5 suggerimenti per far decollare la tua community

Vuoi far decollare una community? In questo articolo vi spiegheremo quali sono – a nostro avviso – i 5 elementi necessari per incrementare e fidelizzare una qualsiasi comunità di persone con la quale si vuole stringere un legame particolare e duraturo.

Verrà descritto come utilizzare questi 5 elementi per tenere motivata la vostra rete di volontari, il vostro staff o qualunque rete legata alla vostra realtà.

Tutto quello che tratta questo articolo può essere applicato dedicandoci esclusivamente un po’ di tempo ed una buona dose di idee. Il budget è una variabile che può essere aggiunta o meno, ma le tecniche descritte si possono realizzare anche a costo zero.

In questo articolo non si parla di come costruire da zero una community o di come gestirla in maniera efficace.

In questo articolo vi raccontiamo di come fidelizzarla e farla crescere.

Di come sviluppare un imprinting così forte che i vostri volontari saranno disposti a perdersi la finale di Masterchef pur di darvi una mano.

Warning: Questo è il primo di una mini-serie altri 4 articoli dove verranno forniti tutti gli elementi per imparare a coinvolgere e valorizzare una community in qualunque situazione: sia in tempi “ordinari” sia sotto pandemia.

Tabella dei Contenuti

Premessa

Da oltre 15 anni la Fondazione CRT sviluppa una rete di oltre 1000 laureati all’interno del programma di formazione “Talenti”. Cinque anni or sono ha visto l’avvio il Progetto Talenti per il Fundraising che consta oggi di una comunità di 160 alumni.

Applichiamo con costanza questa formula alla comunità che in tal modo si rafforza giorno dopo giorno. A tutti gli alumni viene fornita la possibilità di venire coinvolti in un insieme di attività pensate esclusivamente per mantenere la community ricca di stimoli. In altre parole si potrebbe dire che queste tecniche permettono alla comunità di autoalimentarsi e rinnovarsi costantemente.

Il tempo, l’esperienza, ha evidenziato che si tratta di una sorta di “ricetta” che funziona sempre. Come i grandi classici culinari: la pizza, con oltre 1000 di storia alle spalle, ancora entusiasma i palati delle persone!

I 5 elementi

Tutte le ricette che funzionano si caratterizzano per una serie di ingredienti.

L’esperienza di Talenti per il Fundraising non fa eccezione. La ricetta ha dimostrato di funzionare sempre: sia per piccole reti locali sia in grande scala.

Il concetto chiave: offrite periodicamente alla vostra community delle esperienze esclusive che facciano sentire il singolo come un unicum appartenente alla rete.

Per massimizzare la resa, il suggerimento è quello di offrire esperienze – ovviamente caratterizzate per diversa intensità – con cadenza periodica. Una tempistica ottimale vedrebbe una esperienza ogni 3 mesi circa.

Che si tratti di un gioco a premi (sul modello del quizzone del Festival del Fundraising), un aperitivo digitale con un ospite a sorpresa, una sessione di Lego Serious Play o uno spettacolo su Zoom poco cambia. L’importante è mantenere in evidenza l’elemento “esperienziale” dell’iniziativa.

Per fare in modo che l’esperienza sia unica non possono mai mancare 5 elementi chiave:

Community Divertimento
  • Divertimento: offrite sempre esperienze piacevoli
Community Personalizzazione
  • Personalizzazione: dimostrate di conoscere bene ogni elemento della propria community
Community Coinvolgimento
  • Coinvolgimento diretto: sfruttate le competenze e le idee che la community può mettere a disposizione
Communtiy Curiosità
  • Stimolare la curiosità: sfruttate la potenza dell’elemento “sorpresa”
Community Formazione
  • Formazione: ragionate su cosa la community si porta a casa alla fine dell’esperienza. Le attività rivolte alla community non devono mai essere fini a sé stesse

Si può ora entrare nel dettaglio analizzando punto per punto perché questi ingredienti sono fondamentali per far crescere e fidelizzare una community.

Divertimento

Il concetto è molto semplice: se le persone si divertono desidereranno continuare l’esperienza e rimarranno pertanto vicini alla vostra causa.

Non parliamo di un divertimento banale, meramente fine a sé stesso, quanto invece di una forma di divertimento intelligente e stimolante che trasmette un senso di piacevolezza alla propria rete.

Spesso la community è composta da persone che dedicano del tempo libero per la vostra organizzazione, come nel caso dei volontari.

Il tempo libero viene gestito in base alle priorità che le persone gli assegnano.  Offrire un’esperienza piacevole alla propria rete vuol dire aumentare il livello di priorità percepito.

Una vicinanza che si basa esclusivamente sulla mission dell’ente difficilmente sarà sufficiente a sviluppare il medesimo grado di coinvolgimento per la community.

In ultima analisi non sarà possibile estrarre il grande valore che la rete può portare all’organizzazione in termini di idee energie e competenze.

Il divertimento diventa inoltre un elemento di leva per incrementare numericamente la rete: le persone, quando si divertono, sono propense a parlar bene dell’esperienza con altre persone che possono così unirsi alla rete. Il passaparola può diventare un efficace strumento di incremento del corpo volontari!

L’edizione 2020 del nostro corso di formazione è iniziata a marzo 2020. Dunque si è tenuta online. Per permettere agli studenti di conoscersi abbiamo chiesto a ciascuno una foto e un breve biografia. Chiara Cuatto, nostra ex studentessa e autrice delle grafiche di quest’articolo, ne ha creato una squadra in un annuario in stile “Album figurine Panini”. Utile a conoscersi in maniera leggera e divertente. Inoltre è stato condiviso con un questionario realizzato su VideoAsk in cui abbiamo mostrato le qualità della classe 2020 (quanti laureati con 110, quante lingue conosciute dai 50 partecipanti ecc.).

Videoask Min

Personalizzazione

Per chi si occupa di fundraising non è una novità: più la comunicazione e le varie attività sono personalizzate, più il donatore rimane vicino all’organizzazione.

La stessa logica vale per la fidelizzazione della rete: personalizzare l’esperienza vi permette di renderla più accattivante e più utile per la vostra community.

Spesso si ha modo di conoscere bene le persone che compongono la nostra community o quanto meno si può fare riferimento ai referenti che conoscono direttamente i gruppi locali.

Dimostrare in ogni occasione che conoscete le singole persone che la compongono la vostra rete può rivelarsi un grosso asso nella manica.

Nel mantenimento della community, ricordatevi sempre che ogni volontario merita un’attenzione particolare e ogni singola occasione, ogni singola attività dell’organizzazione è un’ottima scusa per fornire delle informazioni esclusive alla tua rete.

Provate a garantire un’esperienza unica alla vostra community, facendogli comprendere che conoscete i membri uno ad uno che li sapete ringraziare per quello di unico che fanno per voi. Per questo non è importante avere un budget, anzi spesso può essere un fattore controproducente quando si punta solo a fornire ringraziamenti sotto forma di gadget, trascurando invece la possibilità di garantire una esperienza personale. Puntante sulla creatività!

2 Personalizzazione

Per ringraziare i volontari della campagna 5×1000 a favore dell’’Università degli Studi di Torino e coinvolgerli in una nuova campagna, abbiamo previsto un evento a ridosso di Capodanno, in cui abbiamo regalato a ciascuno il “Volontarioscopo”: una pergamena realizzata dalla nostra collaboratrice Eloisa Spinazzola, in cui si ricordavano le attività di volontariato a cui avevano partecipato (a ognuno la sua) e si fornivano suggerimenti su come affrontare l’anno nuovo. Ad esempio rimanendo volontari per noi!

Coinvolgimento diretto

Una strategia che utilizziamo spesso per riuscire a coinvolgere la community è quella di affidare direttamente la realizzazione di alcune delle iniziative a singole persone o piccoli gruppi appartenenti alla nostra rete.

Il coinvolgimento diretto porta ad una maggiore valorizzazione dei singoli componenti della community e vi aiuta a proporre sempre idee fresche in modo da non doversi mai ripetere: parte del lato “esperienziale” riposa nell’unicità della proposta.

Lavorando bene su questa leva si facilita anche lo spirito di emulazione, per cui altri gruppi saranno naturalmente spinti ad organizzare un evento per la community. In questo modo si crea un sistema all’interno del quale la comunità autoproduce attività utili alla vostra causa.

Per mantenere coinvolta e motivata la rete di ex studenti del corso Talenti per il Fundraising, abbiamo proposto un programma chiamato TPF365 in cui gruppi di 3-4 persone possono proporci degli eventi dedicati agli alumni. Gli ingredienti di ogni evento devono essere: team-building, divertimento e molte nozioni utili da portare a casa. Una bella occasione per i gruppi per stimolare la fantasia, il pensiero laterale e per sentirsi parte attiva della comunità.

3 Coinvolgimento

Stimola la curiosità

La curiosità è spesso uno dei motori della partecipazione ad un evento.

Un suggerimento per riuscire a tenere coinvolta la vostra rete è quello di sfruttare il naturale senso di curiosità delle persone, lasciando qualche elemento a sorpresa. Non fornite mai tutte le informazioni subito. Fornitele con parsimonia, accompagnatele da un suggestivo e potente storytelling “a puntate” e mantenete qualche elemento di sorpresa per la serata.

Provate a giocare sul desiderio di essere tra i primi a scoprire di che cosa si sta parlando. In fondo chi non ha mai desiderato una festa a sorpresa?

4 Creativita

Al termine di una campagna del 5×1000 abbiamo previsto un evento dedicato ai volontari. L’appuntamento misterioso si sarebbe tenuto presso un locale di Torino. Ma all’arrivo i volontari hanno ricevuto dal barista una busta; all’interno hanno trovato una loro foto scattata durante la campagna e un biglietto e le coordinate per raggiungere un altro luogo. L’appuntamento non era in quel locale, bensì nel più piccolo teatro di Torino a 200 passi da lì. La curiosità tiene alto l’hype: sfruttala!

Ragiona su cosa si portano a casa

Ogni volta che organizzate un’esperienza per i vostri volontari, non fermatevi esclusivamente sulla parte di divertimento e teambuilding.

Cercate sempre di offrire loro un elemento di utilità, un takeaway che si porteranno via terminata l’esperienza. Fate in modo che in loro rimanga la sensazione che il tempo dedicato per la vostra organizzazione è un tempo ben impiegato.

Il concetto che vogliamo trasmettere al volontario è quello del tempo utile. Lo scopo è che questi torni a casa al termine dell’attività con la consapevolezza di essersi divertito e di aver appreso qualcosa di realmente utile e coerente con l’organizzazione.

Al termine dell’edizione 2020 del corso Talenti per il Fundraising abbiamo deciso di dedicare una giornata di appuntamenti speciali dedicati ai nostri studenti. Una volta connessi gli alunni si sono trovati di fronte ad uno dei gruppi più conosciuti dai Torinesi: gli Eugenio in via di gioia, contattati grazie ad un’ex-studentessa. L’elemento “clou” dell’incontro è stato il racconto delle due campagne di fundraising promosse dagli Eugenio, condite dalla loro genialità e dalle loro canzoni. Un appuntamento piacevole e al contempo utile per l’acquisizione di competenze trasversali per organizzare raccolte fondi.

Community Esempio

I compiti a casa

Per capire davvero come utilizzare questi suggerimenti è necessario mettere le mani in pasta! Dunque ecco un modo per farti sperimentare da subito quanto visto in questo articolo:

  1. Ragiona su un evento o un’attività esperienziale per tenere legata la tua community.
  2. Scarica la scheda compiti -> download
  3. Compilala e consegnacela all’indirizzo talentifundraising@fondazionecrt.it entro mercoledì 28 aprile

Daremo un feedback personale per ciascun compito ricevuto e i migliori saranno pubblicati nell’articolo del 6 maggio!

Le prossime puntate

Ora che sono stati svelati i 5 ingredienti per la ricetta del perfetto coinvolgimento della community, non resta che mettersi comodi in attesa delle prossime 3 puntate della mini-serie.

Gli autori

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Luigi Somenzari

Fondazione CRT

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Chiara Cuatto

Help Onlus

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Matteo Fabbrini

T.Wai