Il caso “La Settimana dāOro”: la gara di solidarietĆ che trasforma il donatore in protagonista
Cinque giorni di live social, dieci creator, una classifica aggiornata in tempo reale e la donazione trasformata in voto. La Lega del Filo dāOro ha costruito un format inedito nel panorama nonprofit italiano, che dimostra come i linguaggi del live streaming e della creator economy possano diventare potenti strumenti di raccolta fondi e comunicazione di missione.
CāĆØ una domanda che chi lavora nel fundraising si pone sempre più spesso: come si raggiunge chi non ti conosce ancora? Come si parla a chi non ha mai sentito parlare della tua organizzazione, che non legge le newsletter, che non risponde agli appelli tradizionali, ma che ogni giorno trascorre ore a seguire creator, dirette e community sui social?
La Settimana dāOro, la campagna di raccolta fondi lanciata dalla Lega del Filo dāOro con lāagenzia Arkage dal 23 al 27 marzo 2026, ĆØ stata una risposta concreta e replicabile a questa domanda.
Ā«La Settimana dāOro, ideata insieme alla Lega del Filo dāOro nel corso degli ultimi mesi, ĆØ un progetto che unisce festa, racconto e partecipazione in un format di fundraising digitale inedito nel panorama italiano. Per la prima volta, una delle più importanti realtĆ del Terzo Settore sceglie di dedicare unāintera settimana a raccontare, anche attraverso una leva innovativa di raccolta fondi, tutto ciò che ha costruito in oltre sessantāanni di attivitĆ grazie al sostegno e alla fiducia di milioni di donatoriĀ», afferma Pasquale Borriello, CEO Arkage.
E vale la pena analizzarla nel dettaglio, perchƩ contiene lezioni preziose per chiunque voglia ripensare il proprio approccio alla raccolta fondi digitale.
Cosa troverai un questo articolo
Il format: cinque giorni di palinsesto dal vivo
Lāidea alla base ĆØ semplice nella sua struttura, ambiziosa nellāesecuzione. Per cinque giorni consecutivi, dieci creator digitali, tra i più seguiti in Italia, come Edoardo Tavassi e Paolo Camilli, si sono alternati in coppia dal Centro Nazionale della Lega del Filo dāOro di Osimo, in diretta dalle 18 alle 20.
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Un palinsesto costruito come un vero e proprio programma: ogni giornata dedicata a un tema specifico (cucina, musica, sport, ballo, gaming), scelto non a caso ma perchĆ© ciascuno rispecchia unāattivitĆ riabilitativa concreta che la Lega del Filo dāOro porta avanti con le persone sordocieche e con pluridisabilitĆ psicosensoriale.
Questo dettaglio non ĆØ secondario.
I temi non sono stati scelti per fare audience: sono la missione raccontata in forma di intrattenimento. Un racconto incarnato nel format, non aggiunto sopra.
A dare profonditĆ al racconto hanno contribuito anche ambassador storici della Fondazione, tra cui Neri MarcorĆØ, con contenuti video dedicati, e soprattutto gli operatori della Lega stessi, presenti in studio durante le dirette. La testimonianza diretta, il contatto con chi lavora ogni giorno accanto alle persone assistite: uno degli elementi di autenticitĆ che distingue questo progetto da una semplice operazione di influencer marketing.
La leva che cambia tutto: la donazione come voto
Se il formato ĆØ interessante, la meccanica che lo anima ĆØ il vero cuore strategico della campagna.
Le cinque coppie di creator, i Comici (Marta Filippi e Michele Basile), i Viaggiatori (Luca Gervasi e Giulia Lamarca), le Spontanee (Chiara Anicito ed Eleonora Olivieri), gli Imprevedibili (Paolo Camilli e Angelica Massera), i Belli&Buoni (Edoardo Tavassi e Damiano Giordano), non erano  lì solo per raccontare. Erano in competizione. E il pubblico non era semplice spettatore: poteva influenzare la gara attraverso la donazione stessa. Ogni contributo su lasettimanadoro.it valeva come voto per la coppia preferita, alimentando una classifica aggiornata giorno dopo giorno.
Questa meccanica, apparentemente semplice, ha conseguenze profonde su come le persone vivono lāatto del donare. Non ĆØ più un gesto unidirezionale, un trasferimento di denaro verso una causa lontana. Diventa partecipazione attiva, tifoseria, appartenenza a una squadra. Il donatore ha un ruolo nella storia: può cambiare le sorti della classifica, portare la sua coppia in testa, condividere con la propria rete un invito a unirsi alla sua squadra. La causa rimane al centro, le donazioni vanno allāapertura di nuove sedi territoriali della Lega, ma il percorso verso di essa passa attraverso unāesperienza emotiva e relazionale molto più coinvolgente.
Vale la pena notare anche la cura con cui ĆØ stata progettata la landing page dedicata (lasettimanadoro.it): la selezione della coppia preferita e la donazione erano unāunica azione fluida, senza passaggi intermedi. Un dettaglio di UX che riduce la friction nel momento decisivo della conversioneĀ e che chi progetta campagne digitali dovrebbe tenere sempre a mente.
Questo ĆØ uno dei principi fondamentali della gamification applicata al fundraising: quando il donatore percepisce di avere reale possibilitĆ di interazione, il suo coinvolgimento aumenta e con esso la propensione a donare e a mobilitare altri.
Il ruolo delle community: oltre le dirette
La campagna non si ĆØ fermata allo schermo. Una delle intuizioni più interessanti ĆØ stata lāestensione del perimetro partecipativo oltre le live.
Con lāhashtag #LaSettimanaDoro, chiunque era invitato a pubblicare contenuti propri, una performance musicale, una ricetta, una coreografia, un momento di gioco, e a dedicarli alla Lega del Filo dāOro. I contenuti migliori sarebbero stati mostrati durante le dirette, con il riconoscimento di āPersona dāOro del Giornoā per ciascuna categoria tematica.
Questo elemento trasforma la campagna di raccolta fondi da evento osservabile a movimento partecipativo.Ā
Le persone non guardano soltanto: possono entrare, contribuire, essere viste. Le community dei creator diventano bacini di attenzione ma anche di produzione di contenuti, e la missione della Fondazione viaggia dentro storie e voci che il pubblico giĆ conosce e segue.
Il live streaming come formato di comunicazione per le nonprofit
CāĆØ una riflessione più ampia che questa campagna di raccolta fondi invita a fare: quella sui formati di comunicazione che le organizzazioni nonprofit possono, e forse devono, adottare per rimanere rilevanti nellāecosistema dellāattenzione digitale.
Il live streaming non ĆØ un formato nuovo, ma ĆØ ancora largamente sottoutilizzato dal Terzo Settore italiano. Eppure offre vantaggi che i formati statici non possono replicare:
lāautenticitĆ del real-time
il senso di comunitĆ che si crea quando le persone guardano insieme
la possibilitĆ di rispondere
commentare
interagire in modo sincrono
Ć, in fondo, la logica del podcast portata nellāimmagine e nel movimento: un racconto lungo, approfondito, capace di creare relazione nel tempo.
Le organizzazioni che giĆ usano il podcast per raccontare le proprie storie, interviste a beneficiari, conversazioni con esperti, approfondimenti sulla missione, stanno scoprendo che questo formato costruisce una fedeltĆ dellāascoltatore che i post social non riescono a generare. Il live streaming aggiunge a questa equazione la dimensione della partecipazione in tempo reale e la capacitĆ di mobilitazione immediata.
La Settimana dāOro mostra che il salto non ĆØ cosƬ difficile quanto sembra, a patto di avere chiarezza su tre elementi: un format capace di tradurre la missione in linguaggio contemporaneo, partner (creator, testimonial, community) che portino un pubblico giĆ fidelizzato, e su questo fronte Arkage si ĆØ avvalsa di Wonty Media Factory per la gestione e il coordinamento dei creator, e una meccanica di coinvolgimento che trasformi lo spettatore in partecipante attivo.
Cosa rende questo progetto un caso studio per il fundraising
Riassumendo gli elementi che rendono la Settimana d’Oro degna di attenzione per chi lavora nella raccolta fondi e che ne fanno un progetto in cui ogni componente, dalla scelta dei creator alla meccanica delle donazioni, dal palinsesto tematico alla produzione in studio, risponde a una logica strategica coerente, sono:
Il format ibrido. Live streaming, intrattenimento, storytelling di missione e raccolta fondi non sono tenuti separati ma si alimentano a vicenda. Il contenuto ĆØ il fundraising, il fundraising ĆØ il contenuto.
La gamification. La donazione come voto trasforma un gesto tradizionalmente passivo in partecipazione attiva, abbassando la barriera d’ingresso e aumentando la motivazione a tornare e a coinvolgere altri.
L’ancoraggio alla missione. I temi giornalieri (cucina, musica, sport, ballo, gaming) non sono scelti per ragioni di audience ma perchĆ© corrispondono alle attivitĆ riabilitative reali della Lega del Filo d’Oro. Questo dĆ profonditĆ e autenticitĆ a tutto il progetto.
L’apertura delle porte. Le dirette dal Centro Nazionale di Osimo permettono al pubblico di “entrare” in un luogo che altrimenti resta invisibile. La trasparenza e la prossimitĆ fisica con il lavoro quotidiano della Lega sono elementi di fiducia potentissimi.
La scalabilitĆ della partecipazione. L’hashtag e le challenge esterne alle dirette moltiplicano i punti di ingresso nella campagna, permettendo a persone con livelli di coinvolgimento molto diversi di trovare il proprio modo di partecipare.
Una lezione per chi fa fundraising
I principi che la animano, partecipazione, gamification, community, formati live, racconto autentico della missione, sono accessibili a organizzazioni di qualsiasi dimensione, con i giusti adattamenti.
Il messaggio più importante che questo caso porta con sĆ© ĆØ forse il più semplice: le persone non vogliono solo donare. Vogliono fare parte di qualcosa. Vogliono sentirsi dentro una storia, non fuori a guardarla. Chi saprĆ costruire formati capaci di offrire questa esperienza, che siano dirette Instagram da trenta minuti o campagne elaborate come questa , avrĆ un vantaggio competitivo enorme nella sfida per lāattenzione e la fedeltĆ dei donatori del futuro.
Se vuoi vedere tutto questo in azione, guarda il video con gli highlights “La Settimana dāOro”




