Raggiungere il donatore, farsi “ascoltare”, far capire cosa fa la propria organizzazione nonprofit ĆØ sempre più difficile. Il rumore di sottofondo della vita (lavoro, famiglia, salute) lascia poco spazio alla organizzazione nonprofit per farsi “sentire”. Come possiamo raccogliere fondi in questo scenario? Sfrutta alcuni trucchi per attirare anche l’attenzione dei donatori più distratti.
Il donatore distratto
Il più grande concorrente del fundraiser oggigiorno non ĆØ l’organizzazione nonprofit rivale, ma tutto ciò che amplifica il rumore, che distrae la mente del nostro donatore: vuoi lo stress lavorativo o la vita quotidiana e le sue difficoltĆ e impegni.
E come possiamo farci sentire?
Tieni a mente alcuni preziosi consigli per rendere più efficace la comunicazione con i tuoi donatori:
- Parla di cose nuove, ma allo stesso tempo familiari
- Ricordati che hai poco tempo per essere incisivo
- Usa musicalitĆ e ripetizioni per migliorare la comunicazione
Nuovo, ma non troppo
Come si crea una hit
Tieni sempre a mente che tutti noi, come persone e come consumatori, siamo al tempo stesso neofiti e neofobici. Cerchiamo la novità , siamo curiosi di conoscere idee, prodotti, stimoli nuovi. Ma allo steso tempo abbiamo paura di ciò che è troppo nuovo.
Diciamoci la veritĆ , chi non ha mai usato un computer per una partita a solitario? O giocato a scacchi o a scopa con unāapp super tecnologica, magari su un cellulare costato varie centinaia di euro?
I grandi creatori di hit, sono stati in grado di coniugare il nuovo col vecchio, lāansia della novitĆ con la sicurezza della comprensione.
Ad esempio, lo sapevi che Discovery Weekly, la playlist che Spotify consegna ogni lunedƬ con i suggerimenti di canzoni in linea con i tuoi ascolti, ĆØ nato da un errore? Un bug dell’algoritmo ha lasciato entrare nella playlist alcuni brani giĆ conosciuti dagli ascoltatori. Questo ha aumentato in modo esponenziale la diffusione dell’applicazione. Le canzoni giĆ familiari infatti hanno fatto da gancio per rassicurare e convincere gli ascoltatori.
Farsi capire dal donatore
Partendo da questa riflessione, cosa può aiutare il fundraiser nel suo duro lavoro? Dobbiamo essere capaci di far ricordare al donatore qualcosa di giĆ conosciuto, con lo scopo di āfar passareā nella mente del donatore un concetto, una idea nuova.
Pensiamo ad un fundraiser durante una cena di gala o un evento mondano dove potrà incontrare importanti potenziali donatori. Quando gli si avvicina una persona sconosciuta, magari presentata da un amico, sbaglierà se descrive così la sua professione:
āSono un fundraiser, precisamente un community e corportate fundraiserā. Difficilmente il nostro interlocutore capirĆ qualcosaā¦
Saremo invece capiti, se diciamo:
āLāorganizzazione per cui lavoro aiuta le persone con malattie rare. Il mio compito ĆØ di trovare fondi per supportare la ricerca scientifica. Lo faccio cercando di coinvolgere le aziende e i loro dipendentiā.
Ricorda, hai poco tempo
Quanto tempo abbiamo per convincere un donatore a approfondire la nostra causa? Al massimo 15 secondi, non un millesimo di più.
Dobbiamo arrivare al punto, farci capire, velocemente: non perdiamoci in preamboli. Il donatore ci può dedicare solamente un poā del suo tempo, un pixel allāinterno della sua memoria visiva e della sua attenzione.
- Quando ci rivolgiamo ai nostri donatori, non preoccupiamoci di dire tutto. Spesso troppo.
- Ripetiamo le frasi importanti, i concetti chiave.
- Scegliamo un messaggio importante alla volta e assicuriamoci che arrivi forte e chiaro.
- Non creiamo altro rumore, ma messaggi tangibili, memorabili ed ispirino il donatore allāazione. Non devono essere lāennesimo annuncio, ma un inizio di conversazione con il donatore che lo invogli ad approfondire.
Il potere della musicalitĆ
Vari esperimenti sullāattenzione hanno dimostrato che, se ripetiamo una frase per tante volte, iniziamo a percepirla come se fosse musica. E dare musicalitĆ alla comunicazione ĆØ essenziale per fissarla, ricordarla. Potremmo dire che ripetizione e musicalitĆ sono caramelle per la memoria.
La musicalitĆ in un discorso può far apparire idee mediocri come intelligenti. Ad esempio alcuni aforismi e modi di dire, sono ricorrenti nella conversazione e ampiamenti utilizzati, pur non essendo veri? PerchĆ©, perchĆ© suonano bene. Il più celebre ĆØ forse āuna mela al giorno toglie il medico di tornoā.
Le figure retoriche
In secoli di letteratura, abbiamo costruito centinaia di tecniche per rendere un discorso musicale. Queste tecniche si chiamano figure retoriche.
Probabilmente il concetto ti riporta alla mente nomi impronunciabili e ore di noia sui banchi del liceo. Ma conoscere e sfruttare alcune figure retoriche può aiutarti davvero a migliorare le tue narrazioni.
Ecco qualche esempio
- Yes we can, il discorso di Obama si ĆØ rivelato incisivo grazie allāuso dellāepistrofe. Ovvero la ripetizione della stessa parola alla fine di ogni frase.
- Lāaffermazione di Kennedy ānon chiederti cosa il tuo paese può fare per te ma tu cosa puoi fare tu per il tuo paeseā ĆØ un chiasmo (struttura della frase ABBA)
- La vita ĆØ una scatola di cioccolatini. Oppure “la vita ĆØ un insieme di avvenimenti che ci capitano ma che non possiamo nĆ© scegliere nĆ© controllareā. Cosa ti colpisce di più? Immagino la prima. Si tratta di unāanalogia, che associa una immagine conosciuta per descrivere qualcosa di completamente nuovo, ci ĆØ utilissima.
Lāobiettivo delle figure retoriche ĆØ dare emozione al racconto. Caricare di significati impliciti la mia narrazione per renderla più accattivante. Se sappiamo utilizzarle, aiuteremo il donatore a visualizzare e capire quello che gli stiamo dicendo in modo rapido e semplice.
Il modo in cui decidi di parlare ai donatori ĆØ molto importante. In un mondo sempre più affollato di contenuti, ĆØ essenziale trovare la strada giusta per comunicare con i tuoi donatori e tenerli vicino alla causa della tua organizzazione. Vuoi saperne di più? Al Festival del Fundraising approfondiamo l’argomento in numerose sessioni.




