Pulire il database della nostra nonprofit ĆØ un’operazione lunga ma necessaria, soprattutto quando ci sono molti contatti che non rispondono alle nostre comunicazioni e non aprono le email. Come fare?
Quando scriviamo, ma nessuno risponde
Spesso nel nostro database esiste un piccolo cimitero di contatti che non interagiscono nƩ rispondono da tempo. ZERO, nessuna reazione. Elettroencefalogramma piatto.
Dovremmo pulire il database, eliminare questi contatti āmortiā e piangere la loro scomparsa?
NO. Dietro ogni contatto morto c’ĆØ una persona viva e vegeta. Almeno, la maggior parte delle volte!
Dobbiamo solo capire come āresuscitareā il suo interesse.
Un buon modo potrebbe essere questo.
Dividiamo i contatti ATTIVI da quelli INATTIVI: in questo gruppo potremmo mettere tutti quelli che non hanno mai donato E che non hanno aperto, cliccato, o reagito in alcun modo alle email che gli abbiamo mandato negli ultimi 12 mesi.
L’avete fatto? Lo so, sono molti di più di quelli che pensavate. Ma ĆØ ancora presto per piangere!
Ora escludeteli dai vostri cicli di comunicazione: campagne di direct, newsletter e quant’altro. Tanto non reagiscono!
Ed ĆØ qui che iniziamo ad usare il defibrillatore. Proprio come in ER – Medici in prima linea: āUno, due, tre, libera!ā.
Come resuscitare i contatti inattivi e pulire le email in database
Mandiamo ad ogni contatto una mail dedicata non appena entra a far parte della lista degli inattivi.
*Ā Ā Il Titolo: E’ da tanto che non ci sentiamo, (Nome e Cognome)!
*Ā Ā La Call to action: se vuoi ancora ricevere la nostra newsletter, clicca su questo link.
* Ā Cliccare sul link fa spostare il contatto dalla lista degli inattivi a quella degli attivi, e porta il contatto ad una landing page dedicata con scritto āGrazie e bentornato!ā
A chi non ha reagito alla prima mail, mandiamo un follow-up dopo una settimana.
Ā * Ā Titolo: (La nostra causa) ha ancora bisogno di te, (Nome)!
Ā * Ā Call to action: tentare di coinvolgere nuovamente le persone inattive tramite un ALLARME a cui rispondere con un’azione. Parliamo dei recenti sviluppi della nostra causa, delle minacce che essa riceve, e chiediamo alla persona di confermare in maniera generica che ĆØ ancora dalla nostra parte.
Se il contatto non reagisce nemmeno alla seconda mail, possiamo mandare un altro follow-up a distanza di una settimana dal secondo.
Ā * Ā Titolo: āGrazie e arrivederci (o addio)ā
Ā * Ā Informiamo la persona che, siccome non la sentiamo da tempo, abbiamo deciso di togliere il suo contatto dalla newsletter. Lasciamo un’ultima possibilitĆ di cliccare per continuare a ricevere le comunicazioni.
 *  Nella landing page a cui approderà chi clicca potremmo metterci un questionario dove il soggetto può aggiornare i termini della sua sottoscrizione e informarci sul motivo per cui è stato inattivo per così tanto tempo.
Non otterremo risultati stratosferici. Alcuni dicono che si può risvegliare dal 4 al 5%.
Ma in questo modo riusciremo a salvare una piccola parte di contatti āmortiā. Che potrebbero servirci poi in futuro.
Un ultimo, piccolo consiglio per pulire il database: magari, prima che i nostri contatti finiscano nella lista degli inattivi, proviamo a contattarli per dargli una āsvegliataā. PerchĆ© prevenire ĆØ meglio che curare.




